Amore, oltre ogni limite
Vari specialisti esprimono lo stesso parere: quella gravidanza avrebbe messo a rischio la sua vita, ma, ancora una volta inossidabile come il più duro degli acciai, Lucia non pensa minimamente all’eventualità di abortire.
A domande risponde: non c’è vita di donna al mondo che valga il sacrificio del proprio figlio. La gravidanza procede e finalmente intorno al quarto mese lei percepisce i primi significativi movimenti del bimbo; la gioia è ancora una volta insondabile e riesce a sovrastare i violenti attacchi di emicrania di cui soffre. Suo marito Giuseppe la osserva confuso: teme di poterla perdere. Una specie di istinto di sopravvivenza gli suggerisce di convincerla ad abortire, ma una sensazione più forte lo fa sentire piccolo rispetto all’istinto materno di sua moglie, ed ogni tentativo di parola gli muore sulle labbra.
Tra tribolazioni, analisi e moltissime speranze si giunge alla strutturale dove la coppia scopre che si tratta di un maschio. Lucia gioisce, Giuseppe si commuove a metà strada tra paura e felicità. Tuttavia i giorni trascorrono come scanditi da una clessidra e poco dopo i festeggiamenti per l’ultimo dell’anno, improvvisamente Lucia accusa un malessere: quando riapre gli occhi si accorge di non vedere più nulla. Il tempo scivola velocissimo e la fuga in ospedale non serve a niente, Lucia è già in coma. I medici decidono di praticare un taglio cesareo e di provare un intervento sul cervello della ragazza pur sapendo che si tratta di una strada rischiosa per madre e figlio. Il bambino nasce vivo e vitale pur essendo di cinque mesi e mezzo, ma lo stato di Lucia può già essere dichiarato di “morte clinica”.
All’alba del giorno dopo Lucia esala l’ultimo respiro. Pochi giorni dopo anche il suo bambino la raggiunge. È un dolore immenso che dal chiuso della famiglia si estende nebuloso e asfissiante su tutto il paese della ragazza; un dramma che scuote le coscienze, che spacca l’opinione pubblica in due, c’è chi fa di Lucia un’eroina d’altri tempi e chi invece crede che in fondo non ne sia valsa la pena.
Giuseppe rimane apparentemente sospeso in uno stato di apatica rassegnazione, al contrario sotto la spessa coltre di silenzio e lacrime, si nasconde un cuore in tormento, flagellato dalla morte della moglie e del figlio insieme. Pochi anni dopo, si risposa e oggi ha una figlia. Nessuno osa toccare l’argomento, ma chi lo conosce bene sa che non è più l’uomo di una volta, e che se anche la vita gli donasse tutta la ricchezza dell’universo, nulla potrebbe compensare quel vuoto.
Lucia e suo figlio riposano insieme: il piccolo sul grembo di sua madre. Un solo corpo in vita, un solo corpo per l’eternità.
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