Hanno salvato cento topi e condannato chissà quanti malati di Alzheimer o di Parkinson. È questo l’esito dell’eroico assalto di un gruppo di animalisti che lo scorso 20 aprile hanno occupato il Dipartimento di biotecnologie mediche dell’Università di Milano ed hanno costretto i ricercatori a liberare dalla cattività gli animali utilizzati come cavie per un’impegnativa e costosa ricerca scientifica.
Mi scrive una coppia di giovani sposi: non possono avere figli. La notizia arriva come una tegola che sembra bloccare sul nascere l’avventura a lungo sognata, quella di costruire una famiglia. I medici hanno già una risposta pronta: ricorrere alla Fivet o, come oggi si preferisce dire, alla procreazione medicalmente assistita.
La democrazia più imperfetta è preferibile alla migliore della dittature. Lo diceva Sandro Pertini, Presidente della Repubblica negli anni ‘80, che aveva sperimentato di persona cosa significa vivere in un regime che soffoca la libertà. Una famiglia piena di difetti è preferibile ai legami affettivi deboli, cioè a quelle coppie che hanno paura di vivere l’amore come un patto definitivo.









