“Voglio una mamma e un papà”, dice Roberto, cinque anni, da tre in una casa di accoglienza affidata ad una famiglia vera, cioè ad un nucleo composto da una coppia di sposi e dai loro figli.
Ci sono dolori che non è possibile spiegare. Ferite aperte che a volte sembrano sanguinare di meno, ma che restano pur sempre vive come un segno indelebile che il tempo non potrà scalfire né l’acqua erodere.
Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia. (…) Lo Stato, le regioni e gli enti locali, (…) sostengono (…) i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia




