I dati sono “ancora in fase di elaborazione”, ha spiegato il sottosegretario al Ministero della Salute, Eugenia Roccella, ma si può dire che nel 2008 sono 10.212 i “figli” della legge 40, cioè i bimbi nati con le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA, o fecondazione artificiale).
Movimento per la Vita, Forum delle Ass. Familiari e Scienza&Vita in occasione dello scoccare dei 32 anni di applicazione della legge 22 Maggio 194/78, che regolamenta l’IVG, hanno proposto una tre giorni di non rassegnazione.
Era uno degli obiettivi del “progetto Parma”, frutto della collaborazione tra l’amministrazione emiliana e il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari: costituire un Network italiano ed europeo di città per la famiglia che sviluppasse politiche locali innovative per la famiglia e valorizzasse i territori come luogo di studio e sperimentazione delle stesse. È così accaduto che, dapprima il 27 novembre 2009 è stato sottoscritto il primo “Manifesto europeo per la famiglia”, promotori il Comune di Parma e quelli di Trollhättan (Svezia), Yambol (Bulgaria), Szeged (Ungheria), quindi lo scorso 21 maggio è stato siglato quello italiano da una cinquantina di amministrazioni locali, tra cui la città emiliana, quella di Roma, Bari, Varese e altre città capoluogo e comuni minori.
L’Italia “sta andando verso un lento suicidio demografico”, per questo “urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale”: questo l’appello rivolto ai responsabili della cosa pubblica, dal presidente della Cei, card. Bagnasco, in apertura dei lavori della 61.ma Assemblea generale dei Vescovi che si è tenuta a Roma lo scorso maggio. Sul tema, invitiamo i nostri lettori a leggere una parte della relazione* che il nostro direttore, ha tenuto lo scorso anno a Sestri levante, ad un convegno organizzato dall’Opera Madonnina del Grappa.
Una kermesse dedicata alla famiglia nel cuore dell’estate. Un appuntamento da non perdere per grandi e piccini. Dal 24 al 31 luglio ritorna il grande cinema con la terza edizione del Fiuggy Family Festival.
Molte coppie, di fronte ai figli adolescenti si trovano spiazzate e disorientate in quanto incapaci di decodificarne i messaggi, di leggere la domanda nascosta in alcune ribellioni urlate e colme di parole di rabbia o, al contrario, sotterrata sotto il peso di un silenzio che non è scalfito da nessuna offerta di dialogo. Molte volte, mamme e papà non sono in grado di modulare il loro modo di stare vicino a un figlio che manda messaggi così contraddittori e incomprensibili: spesso i genitori provano a premere l’acceleratore sull’offerta di affetto a prescindere (“qualsiasi cosa mi fai, io ti capisco e ti perdono”); altre volte, invece, stanchi ed esasperati, si arroccano su posizioni di rigidità totale (“non mi va più bene niente di te e per questo ora dovrai obbedire a tutto ciò che ti diremo”). Trovare la giusta sintesi e alternanza tra lato affettivo e lato normativo, è difficile ma necessario. Tra le pagine di questo dossier non si troveranno soluzioni, solo provocazioni, consigli ed esperienze.
Storie di adolescenti positive e negative a confronto. Un invito a cominciare dal pensare positivo. Insieme si può.
L’adolescenza è davvero una tra le fasi evolutive più critiche. Lo è per chi vive da protagonista questa fase di crescita, ma in realtà è tale anche per l’intera famiglia.
Alcuni genitori sono convinti che è difficile educare figli adolescenti, specialmente all’esordio dell’adolescenza; certamente è un periodo della vita non semplice, sia per i figli che per i genitori e, forse proprio per ciò, questi ultimi l’affrontano con trepidazione. Far Famiglia è un’Associazione nata in Italia nel 1996 che si propone di aiutare i genitori nel difficile compito di educare i figli e di migliorare la vita in famiglia
Il presidente dell’Associazione Far Famiglia racconta come ha affrontato il tempo dell’adolescenza dei suoi figli.
Sempre più adolescenti chiedono di trascorrere le vacanze in comitiva, cosicchè la SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) in collaborazione con il CONI ha pensato bene di fornire, paese per paese, quella che è stata definita “un po’ di sana informazione” che “vi permetterà di affrontare senza pensieri tutte le tue nuove avventure. Tra le cose da mettere nello zaino prima di partire non dimenticarti i contraccettivi!”. Per la serie: goditi la vita! Ma a quale prezzo?
I metodi naturali e la vita sessuale dei coniugi.
Nella politica italiana si vive una carenza della consapevolezza del bene maternità. Esistono infatti per diverse regioni dei provvedimenti politici ed amministrativi autonomi ma non c’è la presenza di un vero e proprio disegno politico complessivo ed unitario. Punto Famiglia ne ha parlato con Olimpia Tarzia, Consigliere Regionale del Lazio, e Vicepresidente della Confederazione Italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana.
Ci sono dolori che non è possibile spiegare. Ferite aperte che a volte sembrano sanguinare di meno, ma che restano pur sempre vive come un segno indelebile che il tempo non potrà scalfire né l’acqua erodere.
Si parla tanto di violenza all’infanzia, eppure, salvo casi estremi, continuiamo ancora ad essere ciechi ed a sottovalutare la diffusione e la gravità del problema: nel quotidiano la violenza – soprattutto quella intrafamiliare – è un problema grave, diffuso, sommerso, ma difficile da pensare perché mette in crisi tutte le convinzioni che abbiamo. Insieme è possibile però “mettere gli occhiali” che aiutino a riconoscere ciò che accade anche accanto a noi e quindi poter proteggere i bambini.
Matilde accoglie a casa sua una ragazza con il suo piccolo . Un’esperienza di affido familiare che riempie il cuore di chi, come la giovane Luisa, non ha mai ricevuto amore.
La famiglia deve giocare un ruolo in tutte le fasi della crescita del proprio figlio e in tutte le tappe liturgiche. Per questo è compito dei genitori anche accompagnare i figli a ricevere il sacramento della Confermazione, ultima tappa del loro cammino di iniziazione cristiana. Spesso accade però che la famiglia è assente, rimane ai margini. Vediamo come e perché essa è coinvolta.
“Come frecce in mano ad un eroe sono i figli della giovinezza” così recita un salmo. I figli sono frecce e come tali sono destinate ad andare lontano, non si sa quanto. Chi tira la freccia è un eroe se sa impartire la giusta direzione affinché sia colpito il centro del bersaglio. Il genitore attento all’educazione alla fede sa quale direzione dare ai suoi figli.
Gli obiettivi che i genitori devono tener presenti per accompagnare il figlio alla Confermazione possono essere:
• rimotivare in forma personale e profonda la propria fede in Gesù Cristo, immagine del Padre e dello Spirito;
• insegnare a leggere il quotidiano con gli occhi della fede;
• educare alla missionarietà e al servizio;
• creare le condizioni per un impegno nella comunità di fede di appartenenza;
•educare a leggere i segni dell’azione dello Spirito nella Chiesa e nel mondo.
I genitori possono valutare se il figlio è pronto per ricevere il sacramento della confermazione se vi è in lui:
• la formazione alla globalità della vita cristiana (preghiera, carità e missione)
• la capacità di trovare nella Parola di Dio le risposte alle domande esistenziali;
• partecipazione e animazione della Messa domenicale, educazione alla preghiera e al sacramento della penitenza, impegni caritativi e missionari;
• il coinvolgimento responsabile nella vita della comunità ecclesiale e della famiglia;
• la valorizzazione del ruolo insostituibile del catechista.
Prepararsi a celebrare il sacramento della Confermazione significa per i genitori preparare il figlio a vivere la sua responsabilità e testimonianza cristiana nella sua vocazione. Significa riconoscere allo Spirito Santo un ruolo: quello di “artefice” del cammino di configurazione della vita, del proprio figlio battezzato, a quella di Cristo Signore, fino alla maturità.
Il tempo di preparazione a questa tappa sacramentale dei figli rappresenta l’occasione giusta per poter ricominciare un cammino, lì dove lo si fosse interrotto, o per riprenderlo con maggiore vigore per conoscere meglio il Signore, che è l’unico capace di creare rapporti sinceri e sereni tra i coniugi e tra i genitori e i figli.
Abbiamo intervistato per voi il professor Angelo Peluso, autore, insieme alla collega ginecologa Sara Mariorenzi, di un singolare lavoro editoriale che analizza le personalità fragili con criterio medico e psicologico acquisito negli anni trascorsi nei diversi ambienti ospedalieri in cui opera.
“Voglio una mamma e un papà”, dice Roberto, cinque anni, da tre in una casa di accoglienza affidata ad una famiglia vera, cioè ad un nucleo composto da una coppia di sposi e dai loro figli.





