{"id":50804,"date":"2023-05-22T09:03:29","date_gmt":"2023-05-22T07:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=50804"},"modified":"2023-05-22T09:03:31","modified_gmt":"2023-05-22T07:03:31","slug":"i-cecchini-delle-idee-altrui-prove-di-dittatura-ideologica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2023\/05\/22\/i-cecchini-delle-idee-altrui-prove-di-dittatura-ideologica\/","title":{"rendered":"I cecchini delle idee altrui. Prove di dittatura ideologica"},"content":{"rendered":"\n<p>Pu\u00f2 essere derubricato a semplice fatto di cronaca. Versione minimalista. Altri possono presentarlo come una coraggiosa forma di protesta. Versione epica. A mio parere quello che \u00e8 accaduto a Eugenia Roccella, ministra della Famiglia e della Natalit\u00e0, \u00e8 solo un frammento di una strategia ben pi\u00f9 ampia e scrupolosamente organizzata che ha l\u2019obiettivo far parlare di s\u00e9 togliendo agli altri il diritto della parola. E tutto questo grazie alla complice benevolenza dei mezzi di informazione che non hanno il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome. Una vicenda triste ed emblematica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La cronaca dei fatti non pu\u00f2 essere manomessa da commenti e interpretazioni chiaramente faziose. Siamo a Torino, il Salone del Libro \u00e8 un importante appuntamento letterario, il simbolo di una societ\u00e0 che fa del confronto aperto e leale il mezzo ordinario della convivenza e della comune progettualit\u00e0, malgrado le inevitabili differenze tra le diverse anime del Paese. Insomma, il luogo ideale per vivere esperienze di incontro e di reciproca accoglienza. Ogni vero incontro nasce dal mettersi in ascolto dell\u2019altro, dal desiderio di ascoltare le sue ragioni e contestarle con passione, se necessario. Quand\u2019\u00e8 cos\u00ec avviene l\u2019incontro, malgrado le distanze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 andata cos\u00ec. La Ministra Roccella non ha avuto la possibilit\u00e0 di presentare il suo libro, un\u2019appassionata autobiografia che rilegge il suo cammino esistenziale e politico. Una trentina di manifestanti di diverse sigle (quelle che oggi vanno di moda) hanno innalzato uno striscione dal sapore poco letterario: \u201cFuori lo&nbsp;Stato&nbsp;dalle mie&nbsp;mutande\u201d. Tecnica consolidata per attirare l\u2019attenzione dei media compiacenti. E subito dopo hanno iniziato a urlare i loro slogan, impedendo di fatto alla Ministra di parlare. Una giovane del gruppo \u00e8 stata invitata a salire sul palco per rappresentare le sue ragioni. Poteva essere l\u2019inizio di un dialogo. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Subito dopo la lettura di un documento, \u00e8 ricominciata la gazzarra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro, ha scelto di non intervenire perch\u00e9, a suo dire, si trattava di una \u201cprotesta non violenta\u201d. E dunque legittima. Un concetto molto discutibile. Impedire ad un altro di parlare \u00e8 una plateale forma di violenza, quella esercitata da tutte le dittature, di ieri e di oggi. \u00c8 quello che accade in Cina, in Russia, in Iran e in tanti altri Paesi dove il Potere non permette alcuna forma di dissenso. \u00c8 una violenza pi\u00f9 grave perch\u00e9 imprigiona le idee, costringe l\u2019altro al silenzio e gli impedisce di manifestare la propria umanit\u00e0. E se per caso le forze dell\u2019ordine fossero intervenute per far rispettare le leggi della democrazia, avrebbero avuto buon gioco ad accusare il Potere di impedire la libera manifestazione del pensiero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi giovani sono i <strong>cecchini delle idee altrui<\/strong>, Si radunano appositamente nei luoghi dove passa il \u201cnemico\u201d per minare il suo percorso. Per evitare l\u2019inquinamento delle idee, cercano di zittire tutti gli altri. Non c\u2019\u00e8 alcuna volont\u00e0 di aprire un dialogo, loro sanno gi\u00e0 tutto e non vogliono sentire altro. Un\u2019immagine drammatica e carica di inquietudine. Se questi giovani avessero il potere, come tratterebbero tutti coloro che non la pensano come loro? \u00c8 bene aggiungere che questi movimenti sono ben ammanigliati con il potere culturale e politico, hanno sponsor e finanziatori di rilievo. Non sono gruppi nati spontaneamente dal basso ma aggregazioni che vengono fabbricate nei raffinati laboratori del Pensiero e si diffondono rapidamente grazie ad una precisa strategia di comunicazione. In apparenza lottano contro il potere, in realt\u00e0 sono figli quell\u2019ideologia che di fatto domina incontrastata nel mondo occidentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2023\/05\/22\/quanto-fa-paura-un-libro-il-caso-roccella-al-salone-di-torino\/\">Quanto fa paura un libro? Il caso Roccella al Salone di Torino\u2026<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo segnato dalla migrazione di massa l\u2019incontro tra culture e civilt\u00e0 \u00e8 un obbligo al quale nessuno pu\u00f2 sottrarsi, a meno di non immaginare conflitti devastanti. La societ\u00e0 diventa sempre pi\u00f9 complessa, le idee si confrontano e si mescolano. Non \u00e8 una novit\u00e0 di questo tempo ma una modalit\u00e0 che accompagna i passaggi pi\u00f9 significativi della storia. Imparare a convivere significa apprendere l\u2019arte dell\u2019incontro. Un incontro \u00e8 veramente umano quando le persone si riconoscono e si rispettano. Quando ciascuno ascolta e accoglie l\u2019altro, parla e lascia parlare, consegna le sue ragioni e si lascia interpellare da quelle altrui. Tutto il contrario di quello che \u00e8 avvenuto a Torino. Quel frammento di cronaca dovrebbe inquietare chiunque desidera costruire un futuro in cui l\u2019ideologia non cancella l\u2019umanit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 essere derubricato a semplice fatto di cronaca. Versione minimalista. Altri possono presentarlo come una coraggiosa forma di protesta. Versione epica. 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