Editoriale

Con Lui tutto è possibile

Pubblicato da adpfp1 il


di Giovanna Abbagnara


Riscoprire la vocazione al matrimonio.

 

Spesso mi chiamano sacerdoti o parroci preoccupati perché alcune coppie della loro comunità sono in crisi, stanno vivendo un momento di rottura e lui non sa come aiutarli a fare un percorso per ritrovare la freschezza dell’amore e la bellezza della vocazione al matrimonio. Dico loro per prima cosa che sono contenta che ci sia questo interesse, è il segno di un cuore paterno che non si rassegna facilmente alla disfatta e al naufragio di un matrimonio. Poi nel rimandarle a qualcuno competente in materia, penso alla mancanza di prevenzione e di cura del matrimonio. Quante energie pastorali si investono per la famiglia e in modo particolare per accompagnare gli sposi come coppia? La famiglia ruota intorno ad un cardine importante la relazione coniugale. Se il rapporto tra gli sposi non viene nutrito, se la fede non entra nella coppia, si rischia di far naufragare tutta la famiglia. L’intervento sulla crisi è legittimo ma dovremmo anche preoccuparci di dare agli sposi la possibilità di fare un cammino di fede in quanto sposi, dando cioè loro gli strumenti necessari per affrontare insieme l’avventura del matrimonio. I percorsi di preparazione al matrimonio tentano di fare qualcosa ma è ancora poco. Bisognerebbe prolungare l’annuncio del fidanzamento con un cammino adeguato nel matrimonio, ben consapevoli delle difficoltà che gli sposi incontrano con la convivenza, il lavoro, l’arrivo dei figli, le preoccupazioni educative.

Cosa accade quando arriva la crisi? Si apre una distanza spesso preparata da segni che sono stati trascurati nel tempo: la mancanza di dialogo, di desiderio di donazione nella sessualità, la freddezza. Può anche accadere che proprio in questi momenti si cerchi rifugio in altre relazioni più soddisfacenti pensando di essere maggiormente compresi e accolti. L’avventura coniugale diventa improvvisamente non appagante, l’altro è percepito come un nemico da combattere o come un impedimento alla propria realizzazione e alla propria felicità. Una piccola e iniziale distanza diventa una voragine incolmabile. Se non si chiede aiuto, se non si desidera anche custodire la promessa nuziale e l’esclusività del patto, l’unica soluzione resta la separazione. La comunità ecclesiale non può e non deve rassegnarsi. Deve aiutare gli sposi a vigilare e a riconoscere che nella chiamata al matrimonio e nella grazia sacramentale è già racchiuso il segreto per vincere ogni tempesta. L’importante è riconoscere il Signore come la sorgente dell’amore, accogliere in Lui i limiti dell’altro ed essere consapevoli che il matrimonio è una chiamata alla santità.

CONTINUA...

Per continuare a leggere i contenuti di Punto Famiglia Plus bisogna essere abbonati ed effettuare l'accesso

Non hai un piano di abbonamento attivo?

>> Abbonati qui per accedere a tutti i contenuti di Punto Famiglia PLUS


Lascia un commento

© Gli articoli sono coperti da Copyright - Associazione Editrice Punto Famiglia
Angri (SA), via Adriana, 18 – 84012 - P.Iva 04889400653

Termini e condizioniInformativa privacyInformativa cookies