Intervista

“Non fermiamoci alla crisi del matrimonio torniamo ad annunciare la bellezza della coniugalità”

Pubblicato da adpfp1 il


di Giovanna Abbagnara


Qual è la situazione del matrimonio in Italia? Quale deve essere la risposta della Chiesa al disorientamento di molti sposi? Ne abbiamo parlato con don Paolo Gentili, che da poco ha concluso la sua esperienza alla guida dell’Ufficio Nazionale di Pastorale familiare della CEI.

Ha da poco lasciato l’incarico che per dieci anni l’ha vista alla direzione dell’Ufficio Nazionale di Pastorale familiare. Cosa le ha dato questo prezioso ministero a servizio della famiglia?

Sono stati 10 anni straordinariamente ricchi, a partire dal Convegno “Luci di speranza per le famiglie ferite: persone separate e divorziati risposati nella comunità cristiana”, che si è tenuto a Salsomaggiore nel giugno 2011. Per la prima volta abbiamo fatto una cernita di quanto stava nascendo nel nostro Paese, nella cura di chi ha vissuto l’infrangersi del sogno nuziale. Poi a settembre dello stesso anno, il Congresso Eucaristico di Ancona con l’incontro fra presbiteri e sposi alla presenza di Benedetto XVI. Nel giugno 2012 abbiamo partecipato numerosi al VII Incontro mondiale delle famiglie che si è tenuto a Milano. E poi l’avvio del processo sinodale con la doppia consultazione di popolo che l’Ufficio Nazionale ha coordinato (2013-2015) e con le splendide Veglie di Preghiera in piazza San Pietro e in tutta Italia. L’8 aprile 2016 papa Francesco ci ha consegnato la responsabilità di diffondere l’Amoris laetitia, un documento che ha irrorato la Pastorale familiare di linfa feconda e dalla quale ancora oggi, a livello nazionale e locale, fioriscono innumerevoli progetti. Fra questi, il Corso di Alta Formazione in consulenza familiare con specializzazione pastorale, che fra primo e secondo anno ha avuto 129 iscritti (con oltre 300 partecipanti tra figli e animatori, staff e docenti) e che nel luglio 2020 completerà il triennio nella splendida cornice delle Dolomiti. Una miriade di volti sponsali e familiari, sparsi per l’Italia, rappresentano il mosaico di incontri vissuti nei Convegni, nelle Settimane di Studi, e nelle innumerevoli visite al territorio avute in questi anni. Questo è il tesoro più grande che mi porto dentro: le relazioni con il profumo di famiglia.

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