testimonianza
La carezza del Papa ai fidanzati
di Emanuela Pandolfi
All’incontro di papa Francesco con i fidanzati il 14 febbraio, Punto Famiglia era presente. Cronaca di una giornata speciale attraverso l’esperienza dei fidanzati.
Ero seduta sul sagrato in piazza San Pietro e circondata da tante coppie di fidanzati trepidanti per l’arrivo di Papa Francesco. Non riesco a starmene seduta e mi avvicino a qualche coppia. La gioia dei loro occhi non era solo per questo invito così speciale, ma era anche quella di chi dell’attesa ne ha fatto un tempo di grazia. Inviata in quella folla di innamorati, il vero protagonista era il tempo che separava ciascuna coppia dal giorno delle nozze. Angelo e Ilaria, sposi il prossimo 2 agosto: si raccontano tranquilli in vista di questa vita in due, grazie al corso prematrimoniale che hanno frequentato nella capitale. Eleonora e Claudio, trepidanti per le loro nozze fissate a maggio.
Prima dell’arrivo del Papa, inizia la festa con musiche, balli e con tante giovani coppie di fidanzati si sono succedute per raccontare del loro amore, del loro patto di amicizia, di quel legame inspiegabile che li tiene uniti e che ha fatto nascere il desiderio di dire sì per sempre.
L’amore all’università
Lei imbarazzata, lui immerso nello studio. Lei lo aveva visto proprio lì, alla biblioteca universitaria, e con la banale scusa di farsi prestare un libro cerca di attirare l’attenzione di questo ragazzo così solitario e taciturno. Lui infastidito glielo presta. Un approccio piuttosto negativo, ma è l’inizio della storia d’amore della prima coppia di fidanzati che in San Pietro ha voluto raccontare la propria storia davanti a tanti innamorati. Una storia d’amore, unica. Unica come tante. Ciascuno ha aspettato l’altro. Il dolore della partenza, l’attesa del ritorno, la coincidenza dell’incontro. Piccoli gesti che racchiudono un amore acerbo che finalmente ha preso il volo verso l’infinito.
Scoutismo I love you
Si presentano con una voce frizzante “il re Ragù e la menestrella di corte”, due giovani educatori scout che si sono conosciuti proprio durante un campo estivo di qualche anno fa. Rileggono la loro storia, dell’impegno come capi scout che li ha allenati all’ascolto dei più piccoli, alla progettualità comune che si concretizza con il continuo dialogo e conduce alla realizzazione di qualcosa di speciale. Il re e la menestrella dopo tre anni hanno scelto di dare un calcio alla precarietà che li circonda e hanno deciso di sposarsi.
Alessandra e Vito
Stava per avvicinarsi il loro anniversario di fidanzamento ed ogni anno Alessandra pensava a qualcosa di diverso. In occasione del terzo anno, si propone il fidanzato Vito, promettendo di organizzare qualcosa di carino. La serata inizia male, lui va a prenderla tardi perché era stato trattenuto a lavoro. Arrivano al ristorante prenotato ma sembra non esserci più posto. Alessandra va su tutte le furie, aveva chiesto una serata speciale e stava accadendo l’impossibile. Ecco, però, che si aprono per loro le porte del più esclusivo ristorante della città. Incredula, seduta al tavolo col fidanzato, tenta di scusarsi per la mancata fiducia. E tra una portata e l’altra arriva sul vassoio un regalo in ricordo del loro primo bacio, una lettera e l’anello per Alessandra con la proposta di matrimonio. Vito aveva pensato a tutto, progettato ogni minino dettaglio per rendere speciale quella che rimarrà la cena più importante della loro vita.
Robert e Constantine
Galeotto fu lo scenario di una gelida piazza San Pietro, dove tanti giovani erano venuti ad animare il tradizionale presepe natalizio. Tra tutte Robert resta colpito proprio da Constantine. Si da forza e le chiede di bere qualcosa insieme. Vanno al bar, il tempo scorre e quel semplice aperitivo diventa presto una cena. Il loro incontro è un fiume in piena: parlano, discutono di politica, raccontano dei loro paesi natii, si conoscono. Dopo pochi mesi sono già follemente innamorati l’uno dell’altra. L’estate scorsa, sulla spiaggia di Ischia, Robert chiede alla fidanzata di sposarlo. Constantine non può che accettare la proposta di vivere per sempre insieme all’uomo che le ha aperto la vita al cattolicesimo, che le ha fatto comprendere la pienezza della Verità. Non è la trama di un film. È la storia di due giovani che hanno messo in gioco la propria vita, hanno messo al centro la fede e hanno desiderato di vivere il matrimonio alla luce del Vangelo.
La parola a Papa Francesco…
Cari fidanzati, voi vi state preparando a crescere insieme, a costruire questa casa, per vivere insieme per sempre. Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre.
È bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori… Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore. Fate in modo che, come il vino di Cana, i segni esteriori della vostra festa rivelino la presenza del Signore e ricordino a voi e a tutti l’origine e il motivo della vostra gioia.
L’esperienza di Nello e Annarita
Quando ci mettiamo in cammino, destinazione Roma, la luna è ancora alta in cielo e una delicata pioggia invernale bagna le strade rendendo il silenzio della città che ancora dorme, una straordinaria sinfonia naturale. Forse è solo suggestione, ma la tranquillità che domina la notte sembra quasi rivalersi sulla confusione del giorno, sul caos dei clacson e sulla frenesia del mattino. Il freddo notturno, stretti tra cappotti e maglioni, accarezza il nostro viso a malapena, “colpa” anche forse dei nostri cuori innamorati che ancora si scaldano per una carezza, uno sguardo, un bacio. Con Annarita ho condiviso buon parte della mia gioventù, dodici anni che sembrano essere passati come nuvole in un giorno ventoso.
E ora ci ritroviamo a costruire il nostro matrimonio partendo, per un mai strano caso del destino, proprio dall’incontro che papa Francesco ha pensato per i fidanzati. Ogni coincidenza diventa così il terreno fertile in cui raccogliere la Provvidenza divina. Ombrello in mano, un cuore carico di emozioni e più o meno puntuali all’orario stabilito ci avviamo all’appuntamento con i nostri compagni di viaggio Antonio e Francesca, una coppia di fidanzati che come noi condivide l’esperienza della formazione parrocchiale. Dai finestrini dell’auto ci accorgiamo che il buio della notte ben presto ha lasciato spazio all’argento dell’alba mentre i chilometri diventano il luogo metafisico dove intrecciare le nostre storie, i nostri ricordi e le nostre speranze. Quasi come in un gioco, si riporta indietro il nastro dei ricordi ripercorrendo a ritroso le immagini della propria vita da fidanzati, il ricordo del primo incontro, del primo bacio, delle passeggiate mano nella mano, dei lunghi giri in motorino e il primo litigio, che crea oggi un sereno moto di sorriso. Questi flashback fanno scivolare in tutta fretta i chilometri accompagnati anche da un primo, tiepido, raggio di sole che accompagna il nostro cammino verso piazza San Pietro, nel cuore della cattolicità all’incontro che Papa Francesco ha pensato per i fidanzati di tutto il mondo. Quando attraversiamo il colonnato, la sensazione è avvolgente sebbene la piazza non è ancora piena. Tra le mani stringiamo l’immagine del mosaico di Rupnik, la Sacra Famiglia, sul cui retro è stata stampata la preghiera appositamente composta per l’occasione e che chiude l’evento organizzato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. C’è un passaggio della preghiera che io ed Annarita abbiamo deciso di sottolineare insieme, la sapienza della tenerezza del perdono, perché quel gesto diventi memoria della giornata e ci accompagni nelle scelte grandi e impegnative che ci attenderanno a breve (sì, stiamo preparando il nostro matrimonio!).
E poi quella carezza che il Papa ha voluto donare a tutti i fidanzati, quel cuscino per le fedi che noi custodiamo gelosamente nell’attesa di celebrare le nostre nozze. In breve ci accorgiamo che le sedie intorno a noi, prima vuote, si vanno mano a mano esaurendo, segno che ormai la piazza è gremita. Facciamo conoscenza con una coppia di ragazzi che si sono messi in viaggio dalla Romania, giovani, che come noi, hanno scelto di andare controcorrente, che il nostro amore, benedetto da Dio, duri per sempre. Intanto, il sole si è ormai fatto alto su San Pietro mentre, mano nella mano, io ed Annarita attendiamo la benedizione del Papa. L’amore, è proprio vero, muove il sole e le altre stelle.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).





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