MATRIMONIO

La longevità del rito religioso

(@ magnola - Shutterstock.com)

Nel report Istat  “Separazioni e divorzi in Italia”, divulgato a giugno e contenente un’analisi dei dati per l’anno 2012, si evince la straordinaria tenuta del matrimonio religioso rispetto a quello civile. «Mettendo a confronto i matrimoni del 1995 con quelli del 2005 – è scritto nel report – si osserva come la propensione a separarsi nei matrimoni celebrati con il rito religioso sia molto inferiore e molto più stabile nel tempo rispetto a quella nelle nozze civili. Dopo sette anni i matrimoni religiosi sopravviventi sono praticamente gli stessi per le due coorti di matrimonio considerate (rispettivamente 933 e 935 su 1.000). I matrimoni civili sopravviventi scendono a 897 per la coorte del 1995 e a 880 per quella del 2005» (p.3). Questo non può non stimolare una riflessione circa l’effettiva solidità che la famiglia, nella sua versione considerata più antiquata, assicura anche alle nuove.




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