CORRISPONDENZA FAMILIARE

di don Silvio Longobardi

“Sappi che le mamme sono imperfette”

16 Marzo 2015

Oggi scrivo a Lucia, una mamma che ha dato alla luce la sua primogenita. Ho atteso qualche tempo dopo il parto, perché i primi giorni da genitori assorbono tutte le energie. L’invito è a non perdere il filo del dialogo con Dio nella preghiera.

Cara Lucia,

prima di riprendere il filo della comunicazione aspettavo il tuo ritorno a casa, non ho più scritto perché penso che questi giorni sono – e saranno – molto impegnativi, l’esperienza delle altre coppie mi ha fatto comprendere che la prima fase dopo il parto – soprattutto nel caso della prima gravidanza – assorbe tutte le energie. Hai cominciato a capire perché la bambina piange. E tante altre cose dovrai imparare. Il parto segna l’inizio della grande avventura genitoriale.

Un modesto avvertimento. Una mamma vuole dare tutto il bene possibile ai figli, qualche volta va in crisi perché non ci riesce. Non ti lasciar prendere da questa sindrome, sappi che le mamme sono imperfette. Preoccupati di fare tutto con amore, sapendo fin dall’inizio che anche quando hai dato tutto, non è mai sufficiente. Sta’ in pace. Tua figlia ha bisogno di sentire l’amore. E lo sente nelle parole, nell’abbraccio, nella cura, nelle piccole attenzioni.

La vostra vita è inevitabilmente sconvolta, è la piccola a ritmare la giornata con le sue esigenze. C’est normal. Ma non lasciatevi rubare la vita al punto da dimenticate i tempi della preghiera. Cercate Dio come la sorgente dell’acqua che dà vita. E preparatevi fin d’ora al battesimo. Nel Trattato sulla verginità Sant’Agostino scrive che le donne cristiane partoriscono figli di Adamo, cioè creature di carne e sangue, è la Chiesa che li rende figli di Dio. L’amore carnale genera creature impastate di peccato, il battesimo riveste di grazia la fragile umanità. Il pensiero del santo Vescovo è così lontano dal pensare comune, anche degli sposi cristiani. Non comprendiamo la bellezza e l’importanza del battesimo, non viviamo il battesimo come un passaggio decisivo.

Avrei altre cose da dirvi ma ci sono altre persone che bussano alla porta. Vi abbraccio, uniti nel Signore che fa nuove tutte le cose.




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