Gender

Veneto, no al gender sui banchi di scuola

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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una mozione presentata dal consigliere Sergio Berlato, dal titolo “La scuola non introduca ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l’ideologia gender”.

Martedì 1° settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la mozione presentata dal consigliere Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-An-Mcr), che reca il titolo “La scuola non introduca ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l’ideologia gender”. La mozione impegna la Giunta a far rispettare nelle scuole del Veneto il ruolo prioritario della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, il coinvolgimento delle rappresentanze di genitori e famiglie in ogni strategia educativa della scuola, l’educazione “a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale”.

«È fondamentale che le famiglie siano poste in una posizione primaria nell’educazione alla sessualità e all’affettività dei propri figli. I richiami normativi della mozione approvata dal Consiglio regionale del Veneto ne danno atto e affermano questo principio» commenta Maurizio Colangelo, portavoce del Forum delle associazioni familiari della provincia di Venezia. «La mozione – prosegue Colangelo – si appella a vari studi che dimostrerebbero la pericolosità della teoria gender per giustificare la richiesta che non venga in alcun modo introdotta. Tuttavia, se la posizione di principio è che la decisione spetta alle famiglie, ne consegue che in teoria le famiglie potrebbero volerla accettare e qui la Regione crea una contraddizione. A parte ciò, credo che la teoria gender sia destabilizzante per le relazioni familiari».

«Esprimo soddisfazione per questa mozione del Consiglio regionale, che è misura prudenziale che nulla toglie alla doverosa sensibilizzazione nei confronti di eventuali discriminazioni di genere su cui tanto si dibatte per introdurre nella scuola corsi che dovrebbero, nelle intenzioni dichiarate, aiutare a educare alla non discriminazione di coloro che non rientrano nei generi classici del maschile e del femminile». Lo afferma Alberto Peratoner, docente di Metafisica e Antropologia filosofica presso la Facoltà Teologica del Triveneto di Padova. «Questa mozione – conclude Peratoner – ribadisce invece alcuni principi fondamentali della Carta costituzionale secondo cui la famiglia ha priorità sulla scelta educativa dei figli».




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