Separazione

I miei figli? Voglio che credano all’amore

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di Giorgio, un lettore

Giorgio oggi è padre di tre bambini. È felice ma in questa lettera ha deciso di raccontare tutto il suo dolore. Mentre prosegue il Sinodo sulla famiglia e sulla questione “comunione ai divorziati” diamo voce ad un’altra realtà, quella dei figli traditi.

Cara mamma, caro papà,

sento un insopprimibile desiderio di scrivervi, ora che sono grande e sono anche io padre posso guardare al passato con più serenità e stendere per un momento le rughe che stringono la fronte in quell’espressione triste scolpita sul mio viso fin da piccolo. Non è facile per me tirare fuori dal pozzo dei ricordi il dolore che ho provato quando avete deciso di separarvi. Le immagini che conservo sono di un bambino impaurito, incapace di comprendere ciò che voi cercavate di spiegarmi con quell’imbarazzo rivestito da un sorriso.  

Mamma e papà si separano ma per te ci saranno sempre, non ti mancherà nulla”. Come facevo a spiegarvi che tutto ciò che desideravo era vivere insieme a voi? Come facevo a farvi capire che non mi interessavano le gite che goffamente cercavate di organizzarmi, facendo a gara a chi mi faceva divertire di più, se io ero felice solo quando stavamo tutti e tre insieme? Che odiavo ogni qualvolta dovevo, il venerdì sera, prendere la borsa e andare da papà lasciando mamma, che mi spiava dalla finestra della cucina già con le lacrime agli occhi? Non ho avuto il coraggio di dirvi nulla. Da bambino cercavo in tutti i modi di accontentarvi e quando sono stato adolescente invece, ho capito che potevo chiedere tutto. I vostri sensi di colpa riempivano ogni mio desiderio, tranne uno. Vedervi di nuovo felici e abbracciati come quella foto della vacanza al mare che conservo nel mio portafoglio. E che ogni tanto rivedo, dicendomi che sono il frutto di due persone che si sono amate.

È importante, sapete, non sentirsi un peso, non sentirsi un pacco. Sentirsi amati, desiderati. Quante volte ho pensato di essere io la causa dei vostri interminabili litigi. Quante volte mi sono detto che forse se io non ci fossi stato… A scuola poi, che tormento la festa della mamma e quella del papà. Gli altri bambini parlavano di nuovi fratellini in arrivo, le loro case erano chiassose e piene di vita. La mia invece, era grande, con un bel giardino, un televisore in ogni stanza, la vasca idromassaggio dove una sola volta ho fatto il bagno insieme a te papà, ma priva di affetto, di risate, di feste familiari. Mai la domenica a casa. Sempre in giro da un locale all’altro, da un ristorante all’altro insieme a te papà, sforzandomi di sembrare felice. Il giorno della mia prima comunione, tutti gli altri genitori hanno fatto la comunione. Voi no.

Il silenzio è stato il mio compagno di viaggio quando tornavo da scuola e aspettavo che tu mamma tornassi da lavoro. Sempre più triste, sempre più magra. Avrei voluto fare il pagliaccio per te, prepararti il tuo piatto preferito, stirarti i panni che si accumulavano ogni giorno di più. Ma che potevo fare? Ero solo un bambino e poi sono diventato un adolescente ribelle e sferzante del pericolo. Sempre in strada con amici un po’ su di giri. Fino a quella sera, avevo 17 anni quando rientrando con lo scooter di Daniele, una macchina ci ha investiti e sono finito in ospedale con un trauma cranico importante. Vi osservavo guardarmi al di là del vetro che separava la mia stanza dalla sala d’aspetto. Mamma piangeva, tu papà la guardavi impotente con quelle spalle ricurve e le mani in tasca.

Oggi sono un uomo. Ho tre figli, una moglie meravigliosa. Sa che quando litighiamo dobbiamo uscire e non parlare davanti ai nostri bambini. La bacio spesso e l’abbraccio davanti a loro. Voglio che capiscano che l’amore è fatto di gesti di tenerezza, di gioia, di difficoltà ma anche di desiderio di superarli insieme. Voglio che credano all’amore. Io ci ho messo un po’ di tempo, anche se vi voglio tanto bene e darei la vita per voi, mi siete mancati tanto, mamma e papà.




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3 risposte su “I miei figli? Voglio che credano all’amore”

Grazie Giorgio per questa condivisione così semplice e vera. Commossa ho letto la tua lettera e prego perché il Signore possa sostenere tutti gli sposi nel cammino coniugale, dono e fonte di santità. Ripartiamo da Cristo! Lui che ha dato la Sua vita per la Chiesa, darà la grazia a noi sposi di risorgere ogni volta e con sempre rinnovata gioia.

La commozione é la sensazione più eloquente nel leggere questa storia ma forte é anche il desiderio di far vivere ai nostri figli la necessità e la bellezza dell’amore che va custodito e alimentato ogni giorno c anche solo con piccoli gesti. Grazie…

Signore Gesù vivere con Te spesso richiede anche la Croce che c’è
ma è quella del Risorto …
e tu ci ami anche nei momenti più bui e in cui
non riusciamo e non ti vediamo; che ci rialziamo sempre e..

Signore Gesù, aiutaci a vivere in umiltà e semplicità e in gioia;
senza superficialità e distrazione facendo della nostra vita e del
nostro lavoro uno strumento di amore e dedizione a Te e ai
fratelli nella quotidianità e affidandoci a te… affidando la vita a te..

NON AFFANNATEVI DUNQUE PER IL DOMANI
PERCHE’ IL DOMANI AVRÀ ‘GIÀ” LE SUE INQUIETUDINI.
A CIASCUN GIORNO BASTA IL SUO AFFANNO. (MT. 6,34)
Senza affanno…. e Ave Maria e avanti !
http://www.radiomaria.it (Radio Maria in Italia)

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