Preghiera in famiglia

Pregare per i figli, pregare con i figli, insegnare la preghiera ai figli

pregare con i figli

di Giovanna Pauciulo

La preghiera gioca un ruolo molto importante nell’opera educativa. Per comunicare la fede è necessario imboccare tre sentieri diversi: pregare per i figli, pregare con i figli, insegnare la preghiera ai figli. Tre dimensioni particolarmente vive in casa Martin.

La santità non è una parola qualsiasi, nelle lettere di Paolo indica tutti i battezzati. È una grazia che ci avvolge fin dall’inizio. Un dono gratuito di Dio. Quando parliamo di santità noi invece pensiamo alla perfezione della vita cristiana, ad una vita eroicamente vissuta. Santità a quella pienezza che la Chiesa propone a tutti ma riconosce solo a pochi. Fino al Vaticano II la santità era off limits per i laici, un obiettivo troppo ambizioso per chi doveva sporcarsi le mani nel mondo. La perfezione cristiana era affidata ai religiosi, la consacrazione non era ovviamente una garanzia di santità ma una condizione per incamminarsi su quella strada.

La preghiera gioca un ruolo molto importante nell’opera educativa. I genitori credenti conoscono bene l’ammonimento del salmista: “Se il Signore non costruisce la casa, / invano vi faticano i costruttori. / Se il Signore non custodisce la città, / invano veglia il custode” (Sal 126, 1). Senza una vita di grazia i genitori non potranno essere buoni testimoni. Per comunicare la fede occorre essere riflesso della luce divina, accogliere e testimoniare la stessa vita divina che Gesù ha rivelato. Queste convinzioni forse sono scontate ma dobbiamo riproporle con insistenza perché a volte ci preoccupiamo di come arredare la casa ma trascuriamo di verificare se le fondamenta siano solide. È questo invece il punto di partenza. A partire dalla preghiera personale, che fa di ciascuno un testimone coerente, dobbiamo articolare il legame tra educazione e preghiera in tre sentieri: pregare per i figli, pregare con i figli, insegnare la preghiera ai figli. Tre aspetti diversi di un’unica esperienza di grazia.

Pregare per i figli

L’educazione usa molteplici registri, il primo è senza dubbio quello della testimonianza, è il più efficace; il secondo è quello delle parole, da usare con attenzione e sempre in modo complementare al primo. Ma vi è un terzo canale educativo, una modalità forse meno conosciuta. Ed è quella della preghiera. I genitori credenti pregano per i figli, li affidano ogni giorno al Signore, nei tempi di difficoltà prendono speciali impegni di preghiera.

Questa esperienza è particolarmente ricca nella famiglia Martin. I genitori e sposi Luigi e Zelia sono stati canonizzati a Roma da Papa Francesco, il 18 ottobre scorso. In una lettera al fratello Isidoro, studente di medicina a Parigi, Zelia chiede un favore tutto speciale: «Se tu potessi mettere un cero per me a Nostra Signora delle Vittorie, venerdì prossimo, giorno dell’Immacolato Concezione, te ne sarei molto grata: faccio una novena perché le mie due figliolette, Leonia ed Elena, guariscano. Te ne prego, non rifiutarmi questo piacere. Vedi di trovare un momento durante la giornata» (Lettera del 3 dicembre 1865).

«L’educazione – diceva don Bosco, è cosa del cuore e solo Dio ne possiede la chiave».

Pregare con i figli

In una famiglia la preghiera assume anche la forma comunitaria. Questa dimensione è particolarmente curata in casa Martin, come attesta Celina: «L’educazione aveva come principale leva la pietà». E spiega: «Vi era tutta una liturgia del focolare: preghiera della sera in famiglia, mese di Maria, uffici della domenica, letture devote della vigilia, ecc.»1.

È un’esperienza senza dubbio singolare ma per certi aspetti diffusa nelle famiglie del tempo.

Quest’esperienza si è andata perdendo negli ultimi decenni, oggi possiamo dire che la preghiera in famiglia è un’eccezione, vi è una sorta di analfabetismo orante, un’incapacità di tradurre la fede in gesti e parole. Tra le molteplici forme di preghiera l’amore per la Vergine aveva un posto tutto speciale.

Insegnare ai figli a pregare

Insegnare ai figli le preghiere è la via maestra per far apprendere l’arte della preghiera. Zelia è molto attenta a questo aspetto e riceve anche molte conferme. Con quanta gioia annuncia alla cognata che la piccola Teresa «sa già pregare il buon Dio». La piccola è così abituata a veder pregare che riprende il padre quando «non lo vede fare la sua preghiera» (14 marzo 1875).

Era questo lo stile che Zelia aveva insegnato: «Scrivo alla Visitazione per chiedere a mia sorella e alle bambine di pregare per lei affinché tutto vada per il meglio», promette alla cognata (12 febbraio 1868). Quando la piccola Teresa sta molto male, appare vicina alla morte, la mamma chiede speciali preghiere alla sorella: «Ecco che nostra sorella si mette a pregare San Francesco di Sales con un fervore straordinario» e poco dopo annuncia alle nipoti (Maria e Paolina): «Non piangete più, la vostra sorellina non morirà» (al fratello, 1° marzo 1873). La fiducia nella preghiera era tale che le figlie maggiori sono sicurissime di ottenere la guarigione della mamma. Zelia stessa era preoccupata di questa eccessiva e ingenua fiducia. Sappiamo com’è andata a finire: la morte della mamma non ha tolto né la fede né il gusto di pregare.

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1  Celina, 39.




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3 risposte su “Pregare per i figli, pregare con i figli, insegnare la preghiera ai figli”

Con la preghiera comunitaria in famiglia allontaniamo satana….il s.rosario è la preghiera più efficace x llontanarlo

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