4 Dicembre 2015
Il coraggio di gridare
di don Silvio Longobardi
Dal Vangelo secondo Matteo (9, 27-31)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Il commento
“Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono [ ēkoloúthēsan] gridando” (9,27): il verbo utilizzato è quello che gli evangelisti usano per indicare la sequela cristiana. Sono ciechi eppure lo seguono. Evidentemente sono accompagnati. Lo seguono perché sperano di ottenere la guarigione: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi” (9,27). Essi vedono in Gesù il Messia, il discendente di Davide e gli chiedono di manifestare la misericordia. La traduzione italiana non è felice perché il termine pietà contiene solo in parte l’idea della misericordia. In queste parole c’è tutta l’umiltà di chi sa di non meritare quello che chiede ma sa di poter contare sull’amore gratuito di quel Dio che ha promesso di dare pienezza di vita. L’evangelista fa precedere la richiesta di guarigione dal verbo gridare: (krazô) che indica paura e angoscia ma anche confidenza. Così prega anche la donna Cananea (15,22). È lo stesso verbo che troviamo sulle labbra di Gesù nel racconto della croce: “Verso le tre, Gesù gridò a gran voce” (Mt 27,46). Questo verbo ricorda anche un’altra espressione di Paolo: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!” (Rm 8,15). Questa breve rassegna mostra che questo verbo non è scelto a caso ma è uno di quelli che esprime la fede. Gesù non sembra curarsi di loro, non risponde subito alla loro supplica. Ma i due ciechi non si arrendono, la perseveranza è uno dei segni della fede. Il miracolo avviene nell’intimità di una “casa” (9,28), segno della Chiesa in cui il Risorto continua ad operare guarigioni. I ciechi possono ora avvicinarsi a Gesù e ricevere quella grazia che lungo tutto il cammino hanno chiesto con fiducia: “si aprirono loro gli occhi” (9,30). Oggi chiediamo la grazia di seguire Gesù e il coraggio di gridare con l’umile consapevolezza che solo in Lui possiamo trovare la luce che il cuore desidera; e solo con Lui possiamo seminare quella parola che cambia il volto della storia.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).




1 risposta su “Il coraggio di gridare”
“E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!” (Rm 8,15).
Affinchè la vita non ci scivoli addosso …
Carissimo don Silvio,
anche noi siamo dei ciechi che cercano di seguire Gesù o almeno ci proviamo.Chiediamo consapevoli dei nostri peccati, la misericordia e la perseveranza nella sequela. Non di solo pane vive l’uomo…un vecchio detto dice : “Quando nella vita avrai perso proprio tutto e nella bisaccia avrai solo due pezzi di pane,vendine uno e comprati un fiore con cui sfamare il tuo spirito”. Anche un fiore, un sorriso, una canzone sono necessari per vivere. Gesù illumina la nostra vita!