10 febbraio 2018

10 Febbraio 2018

Dare sempre tutto

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,1-10)
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Il commento

Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare” (8,2). Gesù torna in Galilea, nel viaggio all’estero ha operato guarigioni, in patria risponde all’abbraccio della folla che lo cerca e lo ascolta fino al punto da mettere tutto il resto in secondo piano. Un’immagine eloquente della fede. Gesù dona a tutti la Parola che consola e guarisce le ferite del cuore ma il terzo giorno si rende conto che la gente ha bisogno anche del cibo che nutre il corpo. Gesù è l’immagine visibile dell’amore del Padre. È bello sapere che Dio si prende cura di  noi e ci dona tutto ciò che è necessario per vivere. Se rileggiamo la nostra vita non facciamo fatica a scoprire i molteplici segni della Provvidenza divina. A questo punto il racconto evangelico contiene una domanda sorprendente che Gesù rivolge ai discepoli, di ieri e di oggi: “Quanti pani avete?” (8,5). È una domanda che interpella tutti e chiede a ciascuno di noi di intervenire con responsabilità. La carità nasce dal cuore di Dio ma passa attraverso il cuore degli uomini. Gesù comunica ai discepoli il suo sguardo pieno di compassione, li chiama a collaborare alla storia di Dio, chiede loro di donare quello che hanno. I discepoli non hanno bisogno di molto tempo per contare le risorse della comunità: hanno solo sette pani! Ben poca cosa rispetto alle necessità della folla e tuttavia non hanno paura di consegnare a Gesù tutto quello che hanno. Quei pani, donati senza paura, sono il segno visibile della carità che non rimane prigioniera del calcolo.

Non importa ciò che siamo capaci di fare, ciò che conta è essere sempre pronti a donare. Non importa quali e quante opere abbiamo realizzato. Il dare dipende da noi, unicamente da noi. Il fare, invece, dipende anche dalle condizioni esterne e spesso gli ostacoli che incontriamo sono più forti della nostra buona volontà. Non sempre possiamo fare ciò che desideriamo, tante volte non possiamo realizzare i progetti di bene che abbiamo sognato. Ma possiamo sempre donare tutto. È questo che conta agli occhi di Dio.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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