11 febbraio 2018

11 Febbraio 2018

L’amore non ha paura

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Il commento

Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi purificarmi!” (1,40). Avvicinandosi a Gesù, il lebbroso non ha visto, come tante altre volte, una persona impaurita; anzi, per la prima ha incontrato lo sguardo di un uomo che lo ha incoraggiato a farsi avanti. Uno sguardo pieno di compassione che gli restituisce la dignità di persona. Per questo si getta ai piedi di Gesù. Ogni distanza è abolita. Non basta ancora. Questa volta è Gesù che fa un altro passo e tocca la carne malata del lebbroso (1,41). Proviamo a immaginare lo stupore di quest’uomo, fino a quel momento costretto a stare in disparte, lontano da tutti, quando vede che Gesù si avvicina, senza paura. Uno stupore che diventa commozione quando sente la mano di Gesù che tocca il suo corpo piagato. È la carezza di Dio. Chissà da quanto tempo non aveva più ricevuto una carezza. Nessuno gli aveva manifestato un amore così concreto. Aveva ormai dimenticato che significa avere un abbraccio. Gesù invece lo tocca. In questo verbo c’è tutta la pienezza della carità insegnata e testimoniata dal Figlio di Dio. L’amore non ha paura. Non si può fare la carità restando lontani. L’amore non solo guarisce il corpo malato ma dà vita, una vita nuova.

Questa scena evangelica contiene una salutare provocazione che riguarda tanto la carità verso i più poveri quanto le relazioni ordinarie. Siamo disposti veramente a farci carico del prossimo e ad accogliere il disagio dei fratelli? Siamo disposti a condividere tempo e risorse per curare le ferite di chi ha perso la sua dignità? Siamo disposti a diventare fratelli di coloro che non hanno più una famiglia? Siamo disposti a ricucire le relazioni ferite dalla stupidità e dall’orgoglio? La carità non può restare una parola proclamata con ardore ma è seme che germoglia e si traduce in gesti precisi. Oggi chiediamo la grazia di vivere una carità che vince ogni paura e ci rende capaci di fare tutti i passi necessari per costruire legami che portano nella storia quotidiana il profumo di Dio.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.