8 marzo 2018

8 Marzo 2018

Le ombre del bene

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,14-23)
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

Il commento

Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl” (11,18). Gesù sperimenta non solo la critica ragionevole dei suoi avversari ma anche e soprattutto la diffamazione e la calunnia di quanti cercano a tutti i costi di screditare la sua opera. Uno come Lui non passa inosservato ed è legittimo chiedersi da dove quella forza che gli permette di parlare con autorità e di agire con potenza. Questa domanda non solo è giustificata ma anche doverosa. In fondo è la premessa per riconoscere che Dio opera in Lui. Ma la risposta è assolutamente insensata: com’è possibile vedere nelle azioni luminose compiute da Gesù la presenza di colui che, per sua natura, è oscurità e tenebra? Gesù viene per spezzare le catene del male e suscitare desideri di bene. Al contrario, il maligno alimenta uno sguardo ostile e induce l’uomo a commettere il male. Storia di ieri e storia di oggi. Vi sono quelli che vedono solo il bene che loro compiono, non sono capaci di guardare oltre se stessi e di riconoscere il bene che Dio compie attraverso altri.

Ammettiamolo con franchezza: anche noi facciamo tanta fatica a riconoscere il bene che Dio compie attraverso gli altri. Tante volte i dubbi legittimi lasciano posto ad una critica astiosa e pregiudiziale. Se questo accade vuol dire che i nostri occhi sono velati dal male, non abbiamo più quella santa ingenuità che ci permette di rendere grazie a Dio per tutta la luce che egli semina nella storia dell’umanità. È necessario aggiungere che le nostre azioni, e così pure quelle degli altri, anche quelle più belle, sono sempre segnate dalla fragilità, non saranno mai limpide e luminose come quelle di Gesù. Anche quando desideriamo e facciamo il bene con sincerità di cuore, dobbiamo mettere in conto i nostri limiti. Il nostro bene non è mai privo di ombre. E tuttavia, chi ha uno sguardo puro, chi cerca il bene, sa distinguere la luce dalle ombre, sa additare il bene anche quando le intenzioni o le azioni non sono nitide. È la grazia che oggi chiediamo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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