Briciole di Vangelo - Tempo di Pasqua

5 aprile 2018

5 Aprile 2018

Mi basta vederti

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Il commento

Gesù in persona stette in mezzo a loro” (24, 36). Inizia così la pagina evangelica che oggi meditiamo. Mentre i discepoli raccontano con crescente stupore quello che è accaduto, Gesù stesso si presenta. L’evangelista non parla di apparizione, si limita a dire che Gesù sta in mezzo alla comunità. Non ha bisogno di bussare né di permessi speciali, entra con naturalezza in quella casa, si mescola agli altri, siede alla stessa mensa. Viene all’improvviso e in modo imprevedibile eppure non è un estraneo che entra di soppiatto ma il Maestro che viene nella sua casa. Non è un passaggio fugace, il verbo histēmi – che abbiamo già incontrato in Gv 20 – indica una presenza stabile. In fondo è questa la notizia della Pasqua: Gesù non è rimasto nella prigione della morte, non è diventato un personaggio del passato, ma è vivo, si fa vedere a quanti lo cercano, partecipa attivamente alla storia dell’umanità attraverso la presenza, la parole e le opere dei discepoli.

Questo annuncio di gioia diventa anche una sfida. La Chiesa è il segno visibile della presenza e della santità di Dio, essa è chiamata perciò a comunicare la vita di Dio. Nella sua identità più profonda è santa perché è continuamente vivificata dallo Spirito di Dio ed è capace di comunicare i sacramenti che diffondono la vita di Dio. Questa santità non sempre emerge in tutta la sua bellezza. Anzi, non raramente i nostri comportamenti oscurano la luce di Dio. La storia della Chiesa tuttavia è anche ricca di uomini e donne che hanno saputo testimoniare con fedeltà il Vangelo ed hanno mostrato il volto di un Dio buono e amorevole. I santi sono il frammento luminoso della presenza di Dio. Tra i discepoli di sant’Antonio Abate, ve n’era uno che andava spesso a trovarlo ma diversamente dagli non faceva alcuna domanda. Un giorno il santo gli chiese come mai restava in silenzio. il discepolo rispose: “Mi basta vederti, Padre”. Oggi chiediamo la grazia di essere testimoni, persone che fanno della loro vita una parola credibile ed efficace.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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