Paolo VI

È santo il Papa di Humanae vitae

Canonizzazione di Paolo VI

di Ida Giangrande

Ieri la canonizzazione in piazza San Pietro di sette nuovi santi, tra i quali papa Paolo VI, “profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri”.

Sono Paolo VI, Oscar Arnulfo Romero Galdámez, Francesco Spinelli, Vincenzo Romano, Maria Caterina Kasper, Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù e Nunzio Sulprizio i nomi che da ieri, domenica 14 ottobre, si aggiungono alla schiera dei santi del paradiso.

In piazza San Pietro folle di fedeli provenienti da Brescia, Milano, Napoli, Pescara, dalla Spagna, dalla Germania e da tutta l’America Latina. Sono santi perché “hanno avuto il gusto di lasciare qualcosa per abbracciare la via di Gesù”, ha detto il Papa facendo risuonare le parole del Vangelo.

“Dove si mettono al centro i soldi non c’è posto per Dio e non c’è posto neanche per l’uomo”, ha ammonito Francesco. “Per questo la ricchezza è pericolosa rende difficile persino salvarsi. Non perché Dio sia severo. Il problema è dalla nostra parte: il nostro troppo avere, il nostro troppo volere ci soffocano il cuore e ci rendono incapaci di amare”. “Non si può seguire veramente Gesù quando si è zavorrati dalle cose”.

I santi invece hanno fatto la scelta di mettere Gesù al centro delle loro vite. “Gesù è radicale. Egli dà tutto e chiede tutto”, ha sottolineato il Pontefice. “Gesù non si accontenta di una percentuale di amore: non possiamo amarlo al venti, al cinquanta o al sessanta per cento. O tutto o niente”. L’ha fatto Paolo VI, ha ricordato Francesco, “sull’esempio dell’Apostolo del quale assunse il nome. Come lui ha speso la vita per il Vangelo di Cristo, valicando nuovi confini e facendosi suo testimone nell’annuncio e nel dialogo, profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri”.

Paolo VI, anche il Pontefice dell’amore e della vita, colui che ha fatto del suo magistero un inno di lode al creato, valorizzando il significato nascosto della sessualità, la bellezza della donazione completa e gratuita degli sposi. Da poco, infatti, la sua enciclica più discussa, Humanae Vitae, ha compiuto cinquanta anni, tante le critiche, ma molti di più sono gli sposi che nel corso di questi anni hanno abbracciato e sposato la logica di questa enciclica.  

Paolo VI, ha fatto notare il Pontefice, “anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, ha testimoniato in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire Gesù totalmente. Oggi ci esorta ancora, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. Non alle mezze misure, ma alla santità”.

 




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