Giovani e santi

Perché non proporre anche i santi come modello di vita?

Alfonso Maria Fusco

di Elisabetta Cafaro

I personaggi televisivi fanno le mode e i nostri giovani le seguono incondizionatamente anche quando si rivelano lesive della persona. Ma cosa impedisce a noi insegnanti di portare anche l’esempio dei santi nelle aule delle nostre scuole?

Angri è un paese dell’agro nocerino sarnese a ridosso dell’area vesuviana. Si estende tra i maestosi monti lattari e il cuore della Valle del Sarno. Il territorio si trova in una delle zone più fertili d’Italia, la vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo e soleggiato. Questa terra calda e accogliente è ricca di testimonianze di numerosi santi, veri testimoni dell’amore e della carità di Dio.

Il liceo scientifico “Don Carlo La Mura” è situato ai piedi dei monti lattari. Nelle aule si possono notare, al di là del crocifisso, svariate immagini sacre che impreziosiscono le pareti scolastiche. A spopolare è la figura di san Giovanni Battista patrono del paese, ma anche sant’ Alfonso Maria Fusco ha il suo spazio, a seguire don Enrico Smaldone, fondatore della “Città dei ragazzi”. Nei paesi limitrofi ci sono altrettanti beati e santi, un esempio tra i tanti, forse anche il più conosciuto è sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

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Al giorno d’oggi molti adolescenti, e non solo, si identificano in attrici e attori dello spettacolo. I media trasformano alcuni personaggi televisivi in divi, miti da imitare. La conseguenza naturale è che si diffondono modelli di comportamento non molto edificanti o addirittura lesivi: vedi la ricerca spasmodica della forma perfetta che, sovente, sfocia nel dramma dell’anoressia e della bulimia.

All’inizio di quest’anno mi sono chiesta perché non proporre anche i santi come modello di vita? Cosa ci impedisce di portare il loro esempio nelle aule delle nostre scuole? E così ho progettato le mie lezioni partendo proprio da loro: i testimoni della fede.

I santi sono nella Chiesa energie rigenerative. Le loro storie appassionano i giovani, anche chi non crede e chi è di un’altra religione. La capacità di seguire un’idea, lo stoicismo con cui molti santi hanno seguito Cristo anche a costo della morte e la radicalità evangelica della loro testimonianza spesso incontrano la radicalità della giovinezza. Messi di fronte all’esempio dei santi, i ragazzi seguono con attenzione, sono partecipi, pensano, meditano. Non è poco.

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Nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, papa Francesco invita noi credenti ad essere santi. Quest’invito è difficile da accogliere, non crediamo sia possibile poter diventare santi, anzi la chiamata alla santità ci “spaventa”. In verità non ci sentiamo capaci di essere discepoli e testimoni del Vangelo, per questo motivo il Papa spesso ci ricorda che: “I Santi non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio”.

Educare i giovani anche attraverso l’esempio di santi si può fare, lo assicuro.




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1 risposta su “Perché non proporre anche i santi come modello di vita?”

Come già si sa, nessuno è perfetto, e nemmeno i Santi fanno eccezione. Però, essere attraversati dalla luce divina e poterla trasmettere alle persone intorno a noi è qualcosa che rende i Santi speciali e unici, ognuno con le proprie caratteristiche. Tutto ciò che possiamo fare è cercare di abbandonare i soliti modelli di bellezza o perfezione per avvicinarci a modelli più simili a loro, umili nella loro luce divina.

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