Prima Comunione

Tuo figlio si prepara alla Prima Eucaristia? Vivete come famiglia questo momento

Prima Comunione

a cura della Redazione

La preparazione alla Prima Comunione di un figlio chiama in causa tutta la famiglia e non solo la parrocchia, ma da dove partire? “Vivere la Prima Eucaristia in famiglia” nasce per dare una risposta a questa domanda.

Giovanna Abbagnara e Giovanna Pauciulo, prima di essere professioniste e scrittrici sono spose e madri ed è originale che proprio dalla loro esperienza sia nato un testo dedicato alla preparazione al sacramento dell’Eucarestia di un figlio. Le abbiamo intervistate per comprendere meglio il senso di questo teso.

Perché un libro in preparazione ad un sacramento?

Giovanna Pauciulo: Il tempo di preparazione alla Prima Eucaristia può diventare un vero e proprio cammino di conversione, un’occasione per scoprire la bellezza di questo sacramento e gustare in modo nuovo la celebrazione eucaristica. È un cammino che purifica e rinnova, dona la grazia di mettere Cristo al centro della propria vita e di ritrovarsi come famiglia più uniti attorno alla mensa del Signore. È un cammino che si fa insieme con la propria famiglia, chiesa domestica, e con gli altri fanciulli della stessa parrocchia e della stessa comunità, un cammino in cui i bambini imparano a mettersi in ascolto della Parola, s’impegnano a vivere la comunione fraterna (a cominciare proprio da coloro che fanno lo stesso cammino) e a fare esperienza di carità, soprattutto a favore dei più deboli.

Che ruolo ha la famiglia nella trasmissione della fede?

Giovanna Abbagnara: Il ruolo della famiglia è assolutamente indispensabile, solo i genitori possono aiutare i figli a scoprire il Vangelo come vita e non come una dottrina, come un’esperienza e non come un insieme di pratiche religiose. E solo loro possono aiutarli a tradurre il Vangelo nella vita, a capire cioè quali scelte bisogna fare e quali comportamenti occorre evitare. Per fare questo essi devono raccontare la loro esperienza, devono dire come il Signore è entrato nella loro vita, devono narrare il loro primo incontro con Gesù Eucaristia e di tutte le altre scelte fatte nel suo Nome. Devono parlare di Gesù come di una Persona straordinaria. La comunicazione di fede da parte dei genitori deve essere la più concreta possibile.

Concretamente cosa si propone in questo testo?

Giovanna Pauciulo: Certi che la famiglia è chiesa domestica, piccola comunità nella quale Dio opera e mediante la quale passa l’annuncio del Vangelo, alle famiglie si chiede di indire l’anno eucaristico, che corrisponde all’anno in cui i bambini ricevono la Prima Eucaristia. L’anno eucaristico deve essere accompagnato da un’intensa preghiera, accanto ad una particolare attenzione per la lettura e la meditazione della Parola; la famiglia si impegna a partecipare più spesso alla celebrazione eucaristica e a cercare dei momenti di preghiera familiare, perché pregare insieme ai propri figli diventa testimonianza viva della fedeltà e dell’amore verso Dio. Il testo è stato maturato all’interno del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus, al quale apparteniamo insieme ai nostri sposi e che ci ha educate al protagonismo coniugale e familiare. Questo sussidio nasce dunque da una reale esperienza ecclesiale che noi per prime abbiamo sperimentato insieme ai nostri figli.

Come è strutturato il testo?

Giovanna Abbagnara: Sono stati pensati sei incontri che i genitori possono fare in preparazione alla Prima Eucaristia dei figli. A partire dalla Parola di Dio, il testo offre suggerimenti su come educare alla fede e come vivere la dinamica eucaristica. Dopo ogni catechesi ai genitori sarà chiesto un tempo per la verifica di coppia con una lettera che sintetizza i contenuti della catechesi, un brano tratto dall’Esortazione post sinodale Amoris laetitia di papa Francesco e alcune domande per la verifica coniugale e genitoriale. Il testo propone anche un laboratorio che i genitori faranno a casa, insieme ai figli. Piccole liturgie, momenti di preghiera e di attività in cui i genitori si sperimenteranno come catechisti per i loro figli. Infine è sempre suggerito un impegno da vivere come famiglia.

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