Pornografia

Come difenderci e proteggere i bambini dalla pornografia?

A cura della Redazione

La facilità di accesso a contenuti porno in rete sempre disponibili e a costo zero sta delineando i contorni di una vera e propria pandemia sociale. I sistemi di parental control sono sufficienti a difendere i più piccoli? Cosa fare per arginare il problema? La risposta nel Punto Famiglia Plus di questo mese disponibile sulla apposita piattaforma online.

È disponibile online sull’apposita piattaforma il numero di gennaio dell’approfondimento mensile Punto Famiglia Plus. Questo mese la riflessione si concentra sui tratti essenziali di quella che si profila come una pandemia moderna: la pornografia. Un argomento delicato che si combatte soprattutto in famiglia e chiama in causa l’educazione affettiva e il costume sessuale del nostro tempo sempre più sganciato dall’amore.

Spiegare che la pornografia fa male è possibile solo se c’è una relazione di fiducia. La domanda giusta sarebbe: i genitori sono in grado di realizzare relazioni di fiducia per spiegare ai loro figli le conseguenze della pornografia? Ma io ne farei un’altra: quanti genitori sono essi stessi schiavi della pornografia?”. Sono le parole di Tonino Cantelmi, psicologo e psicoterapeuta, nell’intervista che costituisce un elemento essenziale del corpo del dossier.

Più incisivo è il neurologo Massimo Gandolfini che, attraverso un articolo approfondito, ha spiegato quali sono le aree del cervello umano che subiscono condizionamenti essenziali dall’esposizione al porno, fino a creare una vera e propria dipendenza. “Un grande studio di metanalisi su ben 311 report scientifici, pubblicato nel 2015 su “Behavioural Sciences”, ha consentito di affermare con certezza che, accanto alle classiche dipendenze da sostanze (alcol, nicotina, droghe) e delle dipendenze da comportamenti o stili di vita (shopping, gioco d’azzardo, videogames), la P ha ripercussioni patologiche sull’attività neuronale sovrapponibili a quanto accade per le altre dipendenze”.

A questo si aggiunge la facilità di accesso a contenuti porno in rete sempre disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte e a costo zero. I sistemi di parental control non sono sufficienti. Cosa fare dunque per arginare il problema? Diffondere, informare e formare i genitori dei danni della pornografia e dell’ipersessualizzazione precoce, sarebbe un buon inizio!

Cos’è Punto Famiglia Plus! Un dossier mensile in abbonamento tutto digitale che, di volta in volta, approfondisce, con l’aiuto di esperti del settore, una tematica legata alla famiglia. Dalla sfida educativa alla relazione di coppia, dall’aspetto economico alla diffusione prepotente dei social, dai temi legati alla vita nascente fino a quelli che riguardando l’eutanasia.

Abbonarsi è semplice. Basta collegarsi alla piattaforma Punto Famiglia Plus (https://www.puntofamiglia.net/pfplus/) e seguire le indicazione. Per avere i contenuti a disposizione sempre e in qualsiasi momento basta sottoscrivere un abbonamento annuale al costo di 9 euro fino al 28 febbraio. In alternativa è possibile acquistare anche la singola copia al prezzo di euro 2,50.

A chi è utile? Punto Famiglia Plus può essere utile ai genitori innanzitutto, per essere informati e al passo con i tempi, per prevenire le domande dei figli, per approfondire e formarsi alla scuola degli studiosi della materia. Ma può essere utile anche a catechisti, sacerdoti, educatori e animatori di gruppi giovani e di gruppi famiglia che vogliano essere preparati sui temi di frontiera che oggi scuotono le coscienze di tutto il mondo.

Per maggiori info su Punto Famiglia Plus clicca qui: https://www.puntofamiglia.net/pfplus/




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