PMA
Parigi: in piazza contro la fecondazione artificiale al grido “Libertà, uguaglianza, paternità”
di Chiara Chiessi
Domenica 6 ottobre 600 mila persone hanno manifestato contro la nuova legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita. Tra gli oppositori non solo cattolici ma anche atei secondo i quali la PMA è contraria alla legge naturale.
Quanto accaduto in Francia domenica 6 ottobre, non può che rallegrarci: 600 mila persone in piazza a manifestare contrarietà alla nuova proposta di legge sulla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) voluta da Macron.
In sostanza, il 27 settembre l’Assemblea Nazionale Francese aveva votato a favore dell’articolo 1 di una nuova legge che avrebbe previsto l’apertura della fecondazione artificiale anche a donne single ed a coppie di donne “sposate” o no. Ad oggi in Francia, la PMA è aperta alle coppie sterili eterosessuali in età fertile.
Le coppie di donne che faranno ricorso alla PMA, dovranno fare una dichiarazione di riconoscimento preventivo del figlio o della figlia di fronte a un notaio, e sull’atto di nascita figurerà scritto “madre e madre”. La nuova legge introdurrà anche delle novità, come la possibilità per il donatore di dare il proprio consenso per rendere nota la propria identità alla maggiore età del ragazzo o della ragazza nato con PMA.
La manifestazione si è svolta a Parigi, vicino al jardin du Luxembourg, un percorso molto breve ma con un’organizzazione imponente: maxischermi, tre milioni di volantini distribuiti, spazi pubblicitari e manifesti esposti per settimane, due treni speciali riservati e più di cento autobus da tutta la Francia. Una ventina le associazioni che hanno organizzato il tutto, tra cui la famosa Manif pour tous, che già era scesa in piazza contro il matrimonio omosessuale nel 2012.
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Tanti i giovani partecipanti ed i bambini, con bandiere, cartelli e con gli slogan “Libertà, uguaglianza, paternità”. Infatti questa nuova proposta di legge, cancella completamente la figura del padre e potrebbe portare, per effetto domino, all’approvazione della maternità surrogata (utero in affitto).
Ludovine de La Rochere, dell’associazione Manif pour tous, ha così commentato: “Tutti hanno un padre e una madre. Immaginate se il governo francese potesse intenzionalmente, deliberatamente privare i figli dei loro padri. Quale ingiustizia e quale aberrazione sarebbe”.
Ferma anche l’opposizione di Mons. Pierre d’Ornelles, arcivescovo di Rennes che ha firmato un documento in cui evidenzia tutte le contrarietà della proposta di legge. Interessante è però considerare che l’opposizione non è arrivata solo dai cattolici, ma anche dagli atei i quali si rendono conto che la PMA è contraria alla legge naturale: ad esempio Sylviane Agacinski, filosofa femminista, in un suo breve saggio uscito poco fa (“L’uomo disincarnato, dal corpo carnale al corpo fabbricato”). È tornata a segnalare il rischio della deriva della PMA verso “un grande mercato procreativo mondiale”.
Il “grande mercato” riguarderebbe anche la domanda di sperma, per cui, aprendo la PMA anche alle donne, queste cercheranno di procurarselo all’estero (in Francia è vietato). Il bambino verrà dunque considerato alla stregua di un prodotto da assemblare, prendendo un componente di qua, uno di là; non come il frutto di un amore tra un uomo ed una donna.
Viviamo nella società del consumismo, in cui tutti vogliono avere tutto, anche i bambini, diventati ormai un “diritto”: ma devono avere precise caratteristiche. Guai ad avere un figlio con sindrome di Down! Se malauguratamente la PMA dovesse portare a questo risultato, che problema c’è? Lo si abortisce e si ricomincia da capo. Questa aberrante mentalità è diffusa ormai dappertutto.
Grazie popolo francese che hai ancora a cuore la famiglia, la libertà di dire la verità e la paternità!
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