Quaresima

E se la Quaresima fosse fatta per mettere in luce la parte più bella di te?

di sr. Daniela Cristiana Galletto, Suora Francescana Alcantarina

Il cammino quaresimale procede inesorabilmente verso la Pasqua. Tante le preoccupazioni degli ultimi tempi, ma abbiamo chiaro che siamo chiamati a convertirci?

Abbiamo messo piede nel cammino della Quaresima ma dobbiamo ancora abituarci ad ascoltare quel ritornello che ritma tutto il percorso verso la Pasqua, che è l’invito alla conversione. Ogni anno sembra sempre più difficile lasciarsi dire che dobbiamo ancora, di nuovo, convertirci. Questo appello, infatti, rischia di assumere la veste della richiesta moralistica di ridurre un certo numero di peccati, per cui ci sentiamo in dovere di fare i conti con quelle parti meno brillanti in noi, con cui combattiamo già tutti i giorni dell’anno. Il rischio è che, facilmente, può scattare in noi il senso di colpa, perché passeranno i 40 giorni e i nostri peccati saranno ancora lì, in fila, ad aspettarci ad ogni angolo delle nostre vite. Il confronto con il peccato è in molti casi fonte di malessere: si riguardano tutte le cose che non funzionano e non ci si riprende più: il peccato sembra irrimediabile, poiché ciò che si è rotto non si può aggiustare…

In realtà dovremmo avere il coraggio, quest’anno, di spezzare il circuito del formalismo. E se la Quaresima fosse un’altra cosa e potessimo respingere una serie di stereotipi per goderci negli anni dei cambiamenti? E se fosse un appuntamento con la parte più bella di noi? E se fosse un’occasione per togliere di mezzo tante cose inutili e prenderci cura della nostra vita spirituale, di ciò che è dentro, per difenderlo da tutto ciò che può contaminarlo di paura?

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Forse convertirci significa migliorare la nostra vista interiore: non si tratta tanto di ammettere il male – che è evidente – dentro e fuori di noi, ma di esercitare l’arte di credere che siamo sempre, tutti, migliorabili. Per questo Dio apre davanti a noi un cammino: noi non oseremmo farlo, ma Lui continua a vedere non solo ciò che già siamo, polvere fragile e amata, ma anche ciò che vogliamo essere. Non serve confessare a noi stessi e far notare agli altri le incrostazioni, ma ciò che c’è sotto: riscoprendo la bellezza che è in ciascuno di noi possiamo ribellarci al male fatto e lavorarci con passione. Se fissiamo lo sguardo anche solo su un frammento della bellezza che è inscritta in ciascuno di noi, tutto ciò che viviamo può aiutarci a togliere le croste che sono in superficie, per far risplendere la luce sepolta. Nessuno è così povero da non poter crescere o cambiare. Non siamo prigionieri del nostro carattere: c’è un’altra storia da far rifiorire. Possiamo comporre un’altra musica: dobbiamo darci il permesso di prendere i tasti della nostra vita e accorgerci che ne può uscire una melodia nuova, perché è infinito ciò che possiamo trarre dalla nostra anima. Ma perché tutto questo accada bisogna desiderare che Dio dica in noi: “E luce fu”.

La conversione è permettere a Dio di riconsegnarci il nostro volto più vero e luminoso, per essere pronti all’incontro con Lui. Se Gesù tornasse sulla terra proprio ora e ci guardasse, che cosa direbbe di noi? Troverebbe una situazione di rinascita, di trasfigurazione, di maturazione o un cuore deluso e affaticato da tanti sforzi?

Forse comincerebbe a chiederci che cosa ci hanno raccontato di Lui, chi Lui è per noi, come aveva fatto con i suoi discepoli, attirandosi il titolo di Giovanni Battista, Elia o qualcuno tra i profeti. “Tu sei il Cristo”, aveva risposto allora il giovane Pietro, collezionando la prima delle sue belle figure con il Maestro e mettendo a tacere tutti i presenti.

Se Gesù rivolgesse a noi questa domanda nessuno sbaglierebbe, anche la persona più scoraggiata potrebbe dargli una risposta corretta. Ma c’è di più! Il problema non è tanto chi è Lui per noi: questa è una questione decisiva, ma incompleta. Il problema è: “Chi sei tu per te, dopo aver incontrato me?”. Se davvero prendiamo sul serio questo cammino inizieremo a pensare secondo il cuore di Dio e sapremo che per conoscere il nostro vero volto, per vivere bene in noi stessi non possiamo fare a meno del Suo Amore incondizionato. Buona Quaresima!




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