Vita sacerdotale

I parroci si raccontano al tempo del Covid 19

Sacerdoti

A cura della Redazione

Tanti amici sacerdoti ci hanno scritto la loro semplice e bella esperienza di questo tempo di pandemia. Le attività pastorali sono state improvvisamente interrotte ma dopo l’iniziale smarrimento tutti hanno cercato la voce di Dio in questo tempo particolare. La preghiera, la prossimità, la vicinanza eucaristica dove possibile…i nostri sacerdoti si sono certamente distinti per aver vegliato come le sentinelle sul popolo loro affidato. Piccole luci da Nord a Sud, di chi ha scelto di reinventarsi per amore delle proprie comunità. Grazie a tutti per quello che avete fatto!

DON ANTONIO LECCHI – DIOCESI DI PAVIA

“L’Eucarestia fa la Chiesa”. È il cartello che è rimasto in presbiterio per tutto questo periodo che doveva aiutarci a vivere e riflettere sul senso della Eucarestia nella nostra vita di fede.

Certamente manca la Comunità non potendo celebrare insieme ai fratelli ed alle sorelle. Ma Lui, il Signore c’è, è con noi anche se mancano le celebrazioni.

La preghiera tiene uniti, ci incoraggia ci sostiene e ci infonde Speranza. Con i video, le telefonate, ci si tiene uniti in questo momento di digiuno Eucaristico forzato. Nella semplicità camminiamo confidando nell’aiuto di Dio di Maria e del nostro fondatore, san Luigi Orione.

Parrocchia San Luigi Orione- Pavia- Diocesi di Pavia


DON EMILIO CARRERA – DIOCESI DI PAVIA

Sono sacerdote da 50 anni, parroco da 20 anni della Parrocchia di San Lanfranco Vescovo in Pavia, e come parroco e pastore in questo momento delicato mi sento ancora più vicino alla mia gente. Una comunità di 4050 persone, ricca di ogni bene (in tutti i sensi) e di grandi difficoltà per famiglie e persone disorientate. Si cammina insieme, sostenuti dalla fede del Signore, perché Lui l’ha detto chiaramente: “Io sono con voi, sempre”. In questi giorni difficili, carcerato in casa, ho riscoperto la mia vocazione, confermando la mia fede nel Signore che mi ha chiamato ad essere testimone del Suo amore. Nel silenzio, camminando spesso nel chiostro della mia abbazia vallombrosana, sto un po’ di più col Signore, prego meglio e col cuore, e scopro che il Signore mi vuole sempre bene nonostante le mie mancanze, difetti e infedeltà. Ho sempre cercato nella mia vita sacerdotale di avere buone relazioni con tutti, con accentuata attenzione per i piccoli, i deboli, i diversamente abili, gli ammalati ed anziani, le famiglie, l’oratorio dei bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. Questo mi manca tanto! L’Eucarestia domenicale era l’appuntamento per tutti, sacerdoti, suore, collaboratori, catechisti, volontari…anche questo mi manca tanto, per l’ascolto della Parola di Dio, guida per il nostro cammino e della Eucarestia, l’Amore che si dona. Ora cerco di tenere i rapporti con la comunità ricorrendo ai provvidenziali mezzi di comunicazione sociale: telefono, video, WhatsApp. Sento settimanalmente malati e anziani, famiglie con disagio, collaboratori e volontari. Con i catechisti e le suore raggiungiamo bambini, ragazzi, adolescenti e giovani.

E in questo momento così particolare riscopro ancora di più che la mia comunità è “una miniera d’oro”, per l’amicizia che sa donare con gesti di solidarietà, condivisione, dialogo, vera fraternità. Proprio oggi gioisco con i volontari della nostra San Vincenzo per la grande generosità dimostrata nella raccolta alimentare a favore delle famiglie in difficoltà fatta al nostro supermercato Unes. Risultato ben oltre le nostre aspettative. Grazie, Signore grazie, per il tuo amore che i fratelli sanno donare ai fratelli. C’è speranza, sempre!

Parrocchia di San Lanfranco – Pavia


DON MICHELE LOMBARDI – DIOCESI DI ALTAMURA

Domenica 8 marzo per tutta l’Italia il tempo di Quaresima appena iniziato ha subito un cambiamento di rotta e sicuramente passerà alla storia. In pochi giorni e nelle poche parole del presidente del Consiglio Conte abbiamo visto nella nostra comunità parrocchiale il disgregarsi di un ricco calendario di appuntamenti e momenti di spiritualità che avrebbero accompagnato bambini, ragazzi, giovani e famiglie a celebrare l’evento fondante la nostra fede: la Pasqua di Risurrezione.

Dopo un breve tempo di incertezza e prevedendo che il tempo di quarantena sarebbe durato più del previsto, con i catechisti e collaboratori abbiamo pensato di valorizzare i mezzi della tecnologia per non far mancare a nessuno quel poco che si riesce a trasmettere attraverso la Parola e la catechesi esercitando l’ascolto: video messaggio settimanale del parroco per i ragazzi, audio lectio divina settimanale per gli adulti; video commento al Vangelo del giorno; Celebrazione Eucaristica e Via crucis in streaming; incontro in video conferenza con gruppi della parrocchia e genitori dei ragazzi della catechesi. In altre parole, un’attività intensa per mantenere vivo quel legame che ci fa sentire comunità: distanti ma uniti, anche nel dolore e nell’ansia di quanti sono stati colpiti dal virus.

Commovente le richieste di alcuni fedeli della comunità di potersi nutrire del Corpo di Cristo e così durante la Settimana Santa è iniziata una turnazione di laici coinvolti nell’animare le Celebrazioni, secondo le indicazioni della CEI.

La Parola di Dio, la celebrazione quotidiana, i lunghi momenti di meditazione preghiera ci stanno aiutando a tener viva la speranza che presto passeremo alla fase che ci permetterà di poterci incontrare senza filtri, dispositivi e mascherine, ma la speranza più grande è che ne usciremo migliorati come uomini e donne, soprattutto come cristiani.

In questo periodo non sta mancando la grande attenzione ai bisogni di alcune famiglie della comunità: con alcuni volontari settimanalmente cerchiamo di dare un sostegno in genere alimentari alle circa sessanta famiglie, alle famiglie già conosciute e si sono aggiunte altre.

Illuminante è il Vangelo della terza domenica di Pasqua, il brano dei due discepoli di Emmaus: la loro presenza a Gerusalemme, prima della Pasqua coincide con il nostro tempo durante il quale eravamo spensierati, frenetici nelle mille cose da fare, distratti…poi arriva il virus; il loro cammino verso Emmaus potrebbe corrispondere al tempo attuale della quarantena, dice il testo ch i due discepoli “si fermarono, col volto triste”, perché gli era stato tolto ciò che di più caro avevano e cioè il loro Maestro; lo spezzare il pane e il ritorno a Gerusalemme sono i giorni futuri, con i quali tutto sarà finito e il nostro camminare sarà diverso sia per le nuove strade che saranno battute, sia per lo stato d’animo che accompagnerà la fatica e il coraggio del nuovo cammino…#torneremoarivederlestelle

Parrocchia S. Maria della Consolazione – Altamura


DON DOMENICO PAINI – DIOCESI DI BRESCIA

Dopo un iniziale periodo di disorientamento causato dalla chiusura di tutte le attività pastorali, ho cercato di coglierne l’occasione per vivere la dimensione della carità pastorale attraverso il telefono, messaggi… per stare vicino agli ammalati, a chi ha subito un lutto e alle famiglie in difficoltà.

Non è stato un periodo facile in quanto il nostro essere preti all’interno di una comunità è caratterizzato da molteplici attività, iniziative, incontri etc. e quindi è stata l’occasione per vivere il sacerdozio in maniera diversa. È stato il tempo del silenzio e della preghiera.

È il tempo del discernimento dello Spirito perché mi sono lasciato guidare da alcune domande: cosa il Signore ci sta chiedendo? Dove vuole portarci? Che cosa devo cambiare nella mia vita?

È il tempo di cercare nuove priorità nella nostra Chiesa e nuove vie nell’evangelizzazione!

Parrocchia di Azzano Mella – Brescia


DON LUCIANO VOLPE – DIOCESI DI PESCARA

Cari amici di Punto Famiglia,

che la prova della pandemia è dura per tutti è indubbio… Se ne esce con la scienza, con misure sanitarie, ma anche, per noi soprattutto con la Fede e la Preghiera.

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, Benedetto l’uomo che confida in Dio. Questa crisi possa fare riscoprire stili di vita nuovi e più autentici. Possa fare riscoprire l’importanza fondamentale della Prima Comunità di Amore creata da Dio a Sua Immagine: la Famiglia!

Famiglia sii ciò che sei: Comunità D’Amore, di Fede, di Preghiera!

Parrocchia S. Michele Arcangelo Montesilvano Colle (Pescara)


DON GERARDO COPPOLA – DIOCESI DI NOCERA-SARNO

Don Gerardo CoppolaSi dice che “il tempo è galantuomo” e in questi giorni sto assaporato la veridicità di queste parole. Mi sto regalando un tempo perché le sensazioni, le idee, gli stati d’animo possano sedimentare per far venire fuori la bellezza e la preziosità di questi giorni. Come ogni domenica e ogni giorno celebro l’Eucaristia. E da subito mi sono reso conto che questa è un tempo speciale, ricco, un momento unico: nessun canto ad accompagnare la liturgia, nessun abbraccio condiviso e nessuno sguardo, nessuna carezza e nessun bacio. Niente di tutto questo. La chiesa sempre vuota… eppure piena di una Presenza, di un Silenzio che fa rumore. Sto vivendo, stiamo vivendo un tempo di una possibilità possibile, un trampolino di lancio per ricominciare e ripartire. E sto imparando che il digiuno dal “popolo”, dalle troppe parole, dai complimenti facili è forse una possibilità, in un mondo pieno di cose che non contano, per ricentrare la mia e la nostra vita su ciò che conta veramente. Ritornare ad ascoltare silenzi perduti, e fermarsi per dare il mio tempo a Dio, l’essenza di questi giorni. Sto imparando che essere vicini non ha a che fare con l’unità di misura, ma con lo slancio del cuore che supera lo spazio e il tempo. Sto imparando ad apprezzare quello che non ho saputo o potuto scegliere ma che la vita mi ha messo davanti. Sto imparando a dire grazie a Dio per la mia famiglia, la mia comunità, gli amici che mi ha donato, l’impegno generoso di ognuno. Grazie a Dio perché questo è il tempo mi sta purificando, rinnamorandomi delle cose belle della vita, anche se lontani siamo più che mai vicini ne sono certo.

Parrocchia Sant’Antonio di Padova – Sant’Egidio del Monte Albino (SA)


DON FILIPPO TORTEROLO – DIOCESI DI ALBA    

“…Ci manca il momento comunitario della Celebrazione Eucaristica! Ma ci consola la Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II, Dei Verbum, che al n° 21 attesta che «La Chiesa ha sempre venerato le Divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli». Come a dire: le mense a cui sedersi per vivere una comunione intima ed efficace con il Signore Gesù sono due: l’ascolto delle Scritture e la comunione al pane e al vino consacrati. Per questo motivo, care famiglie, vorrei proporvi la possibilità di vivere un momento di preghiera domestica, in famiglia. A voi sposi ricordo poi volentieri ancora una volta che grazie al sacramento del matrimonio siete diventati “piccola Chiesa domestica”. Nelle vostre case voi siete come il tabernacolo nelle chiese. “Con il sacramento del matrimonio Gesù stesso viene incontro ai coniugi cristiani e rimane con loro” ci ha detto papa Francesco (Amoris Laetitia, 73), egli abita la vostra relazione! Se è vero dunque che “la presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani” (Amoris Laetitia, 315) non avete dunque bisogno di Messe virtuali in streaming per sentire la presenza di Cristo in mezzo a voi: è sufficiente far “funzionare” il sacramento che vi ha reso “una carne sola”. Questa è parte della lettera che accompagnava il primo sussidio per la liturgia domenicale vissuta in famiglia “Dies Domini in Domus Familiae” (Il Giorno del Signore nella Chiesa domestica), una vera e propria liturgia, che ha permesso a chi l’ha vissuta di nutrirsi della Parola di Dio unendosi spiritualmente a tutta la comunità. Abbiamo poi voluto trasformare questo tempo in un’occasione quotidiana per scoprire o riscoprire nelle nostre case la profondità e il gusto della mensa della Parola attraverso un commento al brano di Vangelo del giorno postato sui gruppi parrocchiali di Facebook e Telegram.

Parrocchia San Pietro di Cherasco – Alba (CN)


PADRE RAFFAELE ANGELO TOSTO – DIOCESI DI NAPOLI

Buon pomeriggio, cara Felicia, e grazie del tuo progetto con la redazione di Punto famiglia a rendere partecipi l’esperienza di vita e di famiglia. Nella povertà non so cosa dire, perché sono rimasto in completa clausura: chiesa al mattino, casa pomeriggio. Eucaristia e Adorazione, al termine benedizione alla città, alla parrocchia. Al mattino la Parola del giorno che condiviso sui social. Al pomeriggio consegna di alimenti alle famiglie. Tre benedizioni davanti alla casa dei defunti con pochi familiari. Questo quanto ho vissuto. Certamente altri hanno operato in modo più vario e ricco, mi rallegro e ringrazio il Signore! Grazie della fiducia e restiamo uniti di vita e preghiera!

Parrocchia Santa Maria in Portico a Chiaia – Napoli


DON CIRO LO CICERO – DIOCESI DI PATTI

Anche questo è tempo di grazia!

Salve a tutti, vi ringrazio per la possibilità che mi offrite nel condividere con voi qualche pensiero. Di fronte all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, si sta svelando il volto bello della Chiesa, di una Chiesa viva, fedele e silenziosa. Sin da subito la nostra comunità cristiana, con grande senso di responsabilità e maturità, ha cercato di arginare la diffusione del virus rispettando le regole indicateci e rafforzando tutte le sue dimensioni, materiali e spirituali. Con l’iniziativa #restiamocomunità abbiamo creato una rete di lavoro e di comunicazione al fine di non trascurare alcuno. Lodevole l’iniziativa di alcuni giovani che si sono messi a disposizione delle persone più anziane.

Un’altra bella iniziativa #acasa ma #connessiconilmondo ha coinvolto intere famiglie nel realizzare nelle proprie abitazioni l’angolo della preghiera per vivere quotidianamente un tempo di intimità con il Signore. Un grazie va alla vostra redazione per averci dato tanti spunti di lavoro e le varie schede scaricabili gratuitamente dal vostro sito… e tante altre iniziative che non posso, per motivi di spazio, qui elencare.

Continuiamo a restare uniti a Gesù con la certezza di uscire presto da questo momento che, seppur complicato e preoccupante a tutti i livelli, resta pur sempre un tempo di grazia.

Parrocchia Maria SS. Addolorata – Tortorici (Messina)


DON DARIO DE PASCALIS – DIOCESI DI OTRANTO

Quella sera della seconda domenica di quaresima capii che quello che avevo appena condiviso durante l’omelia ai fedeli era diventato qualcosa di concretissimo. Bisognava scendere a valle come Gesù aveva invitato a fare ai suoi discepoli dopo la Trasfigurazione. E a valle c’era l’inizio di una pandemia in corso che ci avrebbe portati a vivere in quarantena. Da lunedì 9 marzo, ormai celebro l’Eucaristia insieme al mio viceparroco e ai due seminaristi di teologia che sono a casa.

I nostri parrocchiani possono pregare con noi collegandosi alla pagina Facebook della parrocchia. Un modo per avere un contatto con essi ma che non potrà mai avere la stessa intensità della Celebrazione eucaristica celebrata insieme ad essi nella nostra chiesa. È stata intensificata l’opera caritativa a favore delle persone bisognose intervenendo sia con i pacchi alimentari sia con un piccolo sostegno economico per il pagamento di bollette, di medicinali e di altri bisogni concreti. Tuttavia, tantissime attività parrocchiali sono state interrotte. A me sacerdote manca la mia gente, i miei ragazzi, gli animatori, le catechiste, il coro … manca la quotidianità. C’è più silenzio, più tempo per la preghiera, per la riflessione. Ma a valle una cosa è certa: il Signore é stato sempre con noi.

Parrocchia San Sebastiano – Galatina – Lecce


DON LUCIANO MAROTTA – DIOCESI DI SESSA AURUNCA

Parroco senza il mio popolo” sintesi emblematica, come ben raffigurano le foto, di questi due mesi di pandemia da coronavirus. Nonostante le restrizioni che abbiamo dovuto seguire sento forte nel mio cuore che la comunità è presente, nella figura del suo Pastore. Al mattino, come prima dell’emergenza, mi reco in Chiesa, che è rimasta sempre aperta in questo periodo solamente per la preghiera personale. E in questo restare nella casa del Signore che ho registrato la testimonianza più bella della mia comunità. Essendo la Chiesa situata in una zona centrale del paese, alcuni fedeli con le dovute distanze e con gli opportuni dispositivi di protezione, si sono sempre fermati davanti al tabernacolo in preghiera nelle diverse ore della mattinata. Come sacerdote vivo con sofferenza questo momento, percepisco la tristezza e il dolore dei fedeli per l’assenza dalla vita sacramentale offrendola al Signore e ammiro molto le persone che oggi sono in prima linea: i medici, gli infermieri, ma anche tanta gente che, nonostante il rischio da contagio, sta continuando il suo lavoro. Come tutti i sacerdoti, mi sono interrogato in che modo poter stare vicino alla gente, con responsabilità e nel rispetto pieno delle disposizioni. La prima risposta è stata la nostra incessante preghiera di intercessione. Come Mosè pregava e implorava Dio per il Popolo anche noi siamo chiamati a pregare per tutta la nostra comunità. Molto utili, apprezzati e desiderati, in questi giorni di assenza dalle celebrazioni, i momenti di preghiera in diretta su Facebook, un modo nuovo per essere vicini alla nostra gente e continuare la vita di spiritualità della Parrocchia. Non è mancato però il contatto umano con i parrocchiani per le esigenze più urgenti di condivisione e solidarietà sia personali che comunitarie.

Questa dura esperienza mi ha confermato che il mio sacerdozio, il mio essere Parroco di una comunità, è per sempre, anche senza Popolo.

Parrocchia Ss. Giovanni e Paolo Casale di Carinola- Sessa Aurunca


DON OSVALDO MASULLO – DIOCESI DI AMALFI- CAVA

Un pensiero frequente, che diventava preghiera mi accompagnava nei giorni precedenti la Pasqua: “Dove vuoi Signore, che celebriamo la Pasqua quest’anno?”. Forse era anche di altri, soprattutto pensando al fatto che la gente non poteva partecipare in pienezza. Credo che tutti i sacerdoti ‘in cura d’anime’ abbiano fatto del loro meglio per stare vicino alla gente. Anch’io ho sentito la mancanza fisica della Comunità, anche se sono venuto tutti i giorni in Chiesa a pregare per tutti, e ho celebrato la Messa anche da solo. La fede è stata messa alla prova, ma le prove purificano la fede! Anch’io, pur con qualche momento di vuoto e tanta sofferenza per ciò che accadeva intorno, mi sono lasciato interpellare e ho rinnovato la fiducia nel Signore. Come tanti, ho cercato di far crescere la preghiera nelle famiglie, fornendo sussidi. Non abbiamo fatto mancare la Messa domenicale in streaming, col Vespri in video-conferenza, Adorazione e Vie Crucis…Stiamo svolgendo un ministero insolito, come l’emergenza del Covid-19, che anche se a caro prezzo farà crescere tutti.

Parrocchia San Vito Martire – Cava de’Tirreni (SA)


DON PINO MOTTOLA DIOCESI DI BENEVENTO

Come disse papa Francesco nell’incontro di preghiera in piazza S. Pietro il 27 marzo, noi siamo in una tempesta e chiediamo a Dio di sedarla. Sì, questa pandemia è stata come una tempesta, ma anche nelle nostre tempeste come nel vangelo il Signore è presente. Non vi nego che anche io come prete e parroco sento forte il disagio di vivere un ministero monco e limitato… inizialmente ne ho sofferto e non poco, ma poi la preghiera e l’abbandonato al volere di Dio mi hanno calmato.

Cerco di vivere il mio servizio a Dio e alla comunità affidatami attraverso i social e con WhatsApp cerco spesso di raggiungere i vari gruppi composti dai tanti collaboratori. Così ho invitato a fare anche ai catechisti con i ragazzi e agli animatori con l’oratorio. Tutto vien fatto davvero con profonda obbedienza alla Chiesa, sperando che ritorniamo quanto prima alla normalità.

Parrocchia S. Nicola di Bari, Buonalbergo (BN)


DON GIUSEPPE DE ROSA – DIOCESI DI ACERRA

In un tempo dove siamo chiamati a “stare lontani” e a rispettare l’altro “evitandolo”… cerco quotidianamente di colmare questi confinamenti (o LockDown, come, ormai l’imperante “moda dialettica” ci insegna…) e queste chiusure e assenze, approfondendo il mio rapporto con “l’Eterno Presente”. Il dialogo con Dio, la preghiera (in modo particolare l’Adorazione Eucaristica quotidiana) scandisce, dà senso e significato tutta la giornata. Un dialogo, una preghiera che mi sta aprendo e dando la possibilità di darmi da fare e sopperire ai bisogni concreti della gente; quelle in grandi difficoltà economiche.

Da diverse settimane ho sensibilizzato l’intera comunità parrocchiale a prestare particolare attenzione a chi “sta nel bisogno” e a portare generi di prima necessità da destinare a queste famiglie bisognose e ad extracomunitari. E così, come sto dicendo spesso in questi giorni: “Ho cambiato mestiere”! Ora faccio il magazziniere e l’addetto alle consegne”. “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me…”. E così, tra pacchi di pasta e scatolame, trovo il modo, non di soddisfare una mera gratificazione personale per quello che faccio ma di vivere il Vangelo incarnandolo nel quotidiano e sono felice! E ringrazio il mio Signore per la solidarietà e generosità dei miei parrocchiani.

È vero, io ci sto mettendo le braccia ma senza il loro cuore avrei potuto fare ben poco. Questo è un tempo prezioso dove ho potuto comprendere (come non mai) come un sacerdote ha bisogno della sua gente, del popolo di Dio. Celebrare da solo, ogni giorno, è una profonda sofferenza. È vero, noi abbiamo la “fortuna” di poterci comunicare ogni giorno ma, quanto mi manca distribuire quel Pane di Vita Eterna. Il Signore, nel suo grande Amore, saprà colmare ogni vuoto e assenza. Lui, l’Eterno Presente!

Parrocchia Sant’Alfonso M. DE’ LIGUORI San Felice a Cancello -Cancello Scalo- (CE)


DON NUNZIO FALCICCHIO – DIOCESI DI ALTAMURA

Sono tre le parole che desidero sottolineare per la riflessione su questo tempo Covid19. Prossimità, carità, missionarietà. Siamo stati privati di baci e abbracci, ci è stato chiesto di stare lontani ma in tutto questo per leggere i segni dei tempi con il Vangelo siamo stati chiamati ad essere più prossimi. Il marito più prossimo della moglie e viceversa, i genitori più prossimi dei figli e così via. Una prossimità essenziale ma da riscoprire. Farsi prossimi di chi è più prossimo a me.

Solidarietà, carità: sono aumentate le fatiche del vivere quotidiano, sono aumentati i bisogni è venuto meno il lavoro e quindi tutta una serie di problematiche economiche hanno afflitto le nostre famiglie. Oggi siamo chiamati non solo come comunità ma tra tutte le famiglie ad esercitare la carità, ad essere solidali con il proprio vicino di casa. Sembra una cosa di altri tempi in un periodo in cui il tran-tran della vita quotidiana e del corri corri ci aveva richiusi nel proprio tornaconto.

Missionarietà: una chiesa missionaria fatta di famiglie missionarie capaci di riscoprire il valore della preghiera in casa, dell’ascolto della parola, del rosario in famiglia. Si è vero ci è mancato il radunarsi per celebrare l’Eucaristia ma forse è tempo di purificare le nostre liturgie, la nostra idea di preghiera e di culto.

Missionari riscoprendo l’identità dell’essere stati battezzati per annunciare il Vangelo nella famiglia e con la famiglia. Se la parrocchia è famiglia di famiglie allora bisogna ripartire da queste tre parole: prossimità, carità e missionarietà declinando queste parole in ogni ambito della vita parrocchiale. Per esempio: il gruppo famiglia come si può fare prossimo, caritatevole e missionario? E così via… Certamente ora la difficoltà maggiore sarà quella del lavoro, della dignità del lavoro. Riflessione a parte merita quella sui bambini, ragazzi, giovani sulle mamme diventate insegnanti h24, sulla catechesi ecc…

Ora dobbiamo essere attenti solo affinché non ci sia recessione da quelli che sono i valori riscoperti in questo tempo: preghiera, solidarietà, annuncio.

Parrocchia SS. Redentore – Altamura


DON TONINO GANDOLFO, DON GIANMARIA GIORDANO, DON ROBERTO DURBANO – DIOCESI DI CUNEO

Siamo tre sacerdoti, di età diversa tra noi (36 anni tra il primo e il terzo), corresponsabili di quattro comunità parrocchiali (una grande e tre piccoline), che coprono tutto il comune di Caraglio (CN). Fin dall’inizio di questo periodo di emergenza abbiamo sentito viva la sofferenza di non poter più visitare, soprattutto per l’Eucaristia domenicale, le comunità. Ma, contemporaneamente, è venuta in luce l’esigenza, ancora più fondamentale, di rinsaldare la comunione tra noi, non soltanto per aiutarci a vivere tale sofferenza, unita allo smarrimento di tutta la comunità sociale ed ecclesiale, ma per aiutarci a scoprire insieme “che cosa vuole il Signore da noi in questo momento?”. Diventa così l’occasione giorno per giorno di condividere tra noi pensieri, idee, anche paure e incertezze, sguardi sulla realtà sociale, politica ed ecclesiale con le sue luci e le sue ombre, speranze per un futuro rinnovato dalla sofferenza provata e condivisa … Ci siamo detti subito che questo non è il momento dei “progetti”, ma dell’“ascolto” e della “preghiera”: ascolto della voce di Dio in noi e fra noi, della voce delle persone soprattutto quelle più colpite dalla sofferenza. Tra queste, senz’altro, un posto particolare ha chi vive una situazione di lutto, con quanto questo comporta in questo periodo. Non abbiamo avuto molte morti per effetto della pandemia, ma la sofferenza di non poter celebrare l’ultimo saluto in chiesa si è fatta molto sentire in realtà come le nostre profondamente radicate nella tradizione. Ci siamo allora preoccupati di dare “dignità” al rito celebrato al Camposanto, dove la riduzione della cerimonia non coincide con la frettolosità, ma dà risalto ai segni e alle parole che possono portare al cuore la pace e la luce che solo la Sua presenza può donare.

Momento centrale della giornata si è rivelata per noi la Celebrazione eucaristica, momento da vivere anzitutto personalmente nella comunione viva col Padre, che si riverbera nella comunione tra noi e con tutta la Chiesa per l’umanità. Per questo abbiamo sentito che non è un “privilegio” il poter celebrare, ma ci spinge come ad avvolgere in un grande abbraccio tutti i fratelli e sorelle che ci sono affidati. Se a loro viene a mancare un momento finora sentito come “irrinunciabile”, non può venir meno ciò ne costituisce il frutto e l’antefatto: la Parola ascoltata e vissuta, non solo personalmente, ma soprattutto in famiglia, ed espressa nella preghiera. Crediamo che le case non siano state “inondate” come in questo periodo di pagine di Vangelo, con commenti scritti e visivi. Come tanti hanno fatto, ci siamo attivati anche noi con gli strumenti offerti dai mezzi di comunicazione attuali: gruppi WhatsApp, pagine Facebook. E chi tra noi è meno avvezzo a questi strumenti, ha passato ore ed ore della giornata, per “incontrare” le persone col semplice telefonino.

In questa luce non ci è apparsa immediata l’esigenza di trasmettere virtualmente la celebrazione dell’Eucaristia. Ci sembrava che ci fossero già tante offerte via TV e via internet a cui poter attingere. Quanto detto sopra ci è parso come una preparazione alla risposta a richieste che si sono venute delineando via via in maniera sempre più intensa. Mettendo in moto l’inventiva e la preparazione competente di elementi giovani della comunità, abbiamo fatto coincidere la prima trasmissione in streaming con il giorno di Pasqua, e l’abbiamo vissuta veramente come una celebrazione “pasquale”. Ora continuiamo con la celebrazione domenicale, in cui la preoccupazione necessaria per il buon esito tecnico della trasmissione sia ricompresa dentro la “comprensione” rinnovata dell’evento sacramentale e la cura della “bellezza” liturgica. Parallelamente a questo cammino, e al suo interno, si è messa in moto la “creatività” di una delle cantorie parrocchiali che ha realizzato un video “multimediale” con l’apporto da casa di una trentina di elementi, sulle note e parole del canto “Stai con me … quando la tempesta arriverà, volerò più in alto insieme a te”. E non si è arrestata, anzi è continuata con maggiore “fantasia” e senso di vicinanza, l’opera di attenzione alle famiglie povere, bisognose non solo di aiuti materiali, da parte delle volontarie dei gruppi San Vincenzo e Caritas, con l’elemento aggiunto di una nuova sinergia con le risorse del Comune e della Croce Rossa e della Protezione Civile locali.

Parrocchie di Maria Vergine Assunta, di Sant’Anna, di San Lorenzo e di San Carlo in Caraglio


PADRE MARCO DI BRITA – DIOCESI DI ARIANO IRPINO

Padre Marco BredaÈ una tempesta che si è abbattuta improvvisa. Terminate le sante Messe di Domenica 8 marzo da Ariano sono venuto al mio paese Montefalcone di Valfortore per stare vicino a mia sorella vedova e matura di età. Nei giorni seguenti è scoppiato lo zunami. Il virus nato in Cina si diffondeva creando panico, impreparazione, morti. Anche Ariano la zona  in cui opero per alcuni errori è diventata zona rossa.  Non si può né uscire né entrare. Come tutti anche io chiuso in casa. Cerco di essere vicino ai parrocchiani attraverso i messaggi spirituali  incoraggiandoli a vincere la paura e la depressione. Intanto cerco di attivarmi per aiutare i ragazzi attraverso la catechesi online. Trovo interessante il catechismo su TV2000 che invito a seguire. Rimando loro i vari incontri chiedo le loro impressioni, sollecito anche a fare disegni. Invito i più grandi a seguire le catechesi per la vita cristiana con la tappa della Cresima della diocesi di Roma. Con il gruppo del Rinnovamento di Ariano partecipo all’incontro con l’app Lark Meetings. Studio preghiera, risposta ai messaggi dei parrocchiani la giornata passa in fretta. Il corona virus porta via anche un nostro sacerdote Don Antonio Di Stasio e una suora Suor Emilia. Giorni di dolore ma anche di grande speranza,

Parrocchia di S. Giovanni Evangelista Ariano stazione AV.


DON SALVATORE GRIGNANO – DIOCESI DI TRAPANI

Don Salvatore GrignanoQuesta pandemia è arrivata proprio con l’inizio della Quaresima in modo inaspettato togliendoci la Celebrazione con la Comunità. Ma siccome tutto concorre al bene di coloro che amano Dio come dice l’ apostolo Paolo, è scaturita una riflessione… Perché non usare questo tempo di blocco delle relazioni per approfondire, studiate e meditare la Parola di Dio? Erano ancora freschi gli echi della prima giornata della Parola. Abbiamo cercato di inviare alle famiglie ogni  settimana una liturgia per  pregare in famiglia con i figli.

Inoltre poi attraverso un video realizzato da me in modo amatoriale ho cercato di infondere speranza ed incoraggiare al cammino di fede. Nella celebrazione quotidiana ho portato le intenzioni di preghiera che arrivavano al mio telefonino. Ora incominciamo a intravedere una piccola luce invocando sempre il dono della Pazienza, caratteristica propria dell’agricoltore.

Comunità Ecclesiale S. Anna/S. Francesco di Paola in Alacamo – Trapani





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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

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