Pandemia

Ricominciare? Sì, ma da dove? Le domande che portano lontano

Circo

di Daniela Cristiana Galletto, suora francescana Alcantarina

In un momento storico in cui sono crollate tante certezze, abbiamo bisogno del coraggio di osare per compiere il primo passo verso il futuro. Da dove ripartire? Dal domandarci: per “chi” farlo?

L’estate arriva puntuale, sempre, e ci trova in genere con le ruote sgonfie per la stanchezza e il cuore colmo di sogni e di desideri.

Anche nel 2020 accade così: forse ora le ruote sono proprio a terra, eppure, mai come quest’anno, vorremmo sfrecciare lontano con la bicicletta della nostra vita per uscire da questo tempo in fretta e riprenderci così un po’ di quella libertà che ci è stata tolta. 

In più, si ha la sensazione che la vita debba recuperare il tempo perduto e correre velocemente verso la normalità che tutti conoscevamo e che abbiamo rimpianto tanto in questi mesi. Forse pensiamo anche che il futuro dovrà essere più generoso con noi, come se ci dovesse a tutti i costi restituire gli appuntamenti rimasti sulle nostre agende e risarcire il dolore delle troppe perdite subite.

In realtà la vita non risponde quasi mai alle nostre attese. Non ci chiede il permesso di proseguire, né tantomeno si ferma per capire se abbiamo le forze per provare a rincorrerla. Non fa soste per colmare vuoti o per rendere ciò che ha sottratto: conosce un’unica direzione di marcia: in avanti. Per fortuna.

Quando da bambina andavo al circo con il mio papà mi incantavo a vedere i funamboli sospesi ad altezze vertiginose. Credo che il loro segreto fosse una miscela di coraggio, equilibrio e leggerezza che li rendeva capaci di danzare su fili sospesi tra cielo e terra, attirati solo dalla meta da raggiungere all’estremità di quel filo.

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Così ci sentiamo oggi: il cielo è il nostro futuro, il vuoto sotto di noi il nostro passato. Il filo su cui camminare è quello della storia di ciascun uomo che desidera una svolta, perché sa che niente più sarà come prima, e non si ha ancora il coraggio di osare, perché è alto il rischio di perdere l’equilibrio e di cadere. 

Ma sappiamo che chi non osa il primo passo verso il domani rimane inevitabilmente indietro: siamo però tutti consapevoli che sono davvero tante le situazioni che ci preoccupano e le paure che ci bloccano. Siamo cresciuti tutti, sui banchi di scuola, studiando regole e formule per affrontare gli esercizi più complicati e abbiamo imparato a cercare le risposte ai problemi partendo dai dati a nostra disposizione. In questo modo ci siamo allenati fin da piccoli a cercare e trovare soluzioni, ma, nonostante le infinite ore di matematica digerite con una buona dose di impegno e fatica, comunque non siamo ancora pronti a trovare un rimedio alle nostre insicurezze esistenziali.

Forse abbiamo dimenticato che i problemi nascondono un di più che forse i nostri maestri, senza volerlo, non ci hanno mai raccontato: le domande non portano mai dritto alla risposta, ma aprono in noi il sentiero della ricerca, il desiderio di spingerci oltre ciò che abbiamo davanti agli occhi e che già sappiamo, di noi, degli altri e di questa nostra storia. 

Allora, se la vita ci chiede gambe e cuore per andare verso un oltre, il trampolino per iniziare questa impresa sono le domande, quelle giuste, quelle che portano lontano. Non è più tempo di chiederci “chi siamo?”, ma piuttosto “per chi siamo?”: solo essere per qualcuno ci restituisce alla parte più vera e più bella di noi. Ma per farlo dobbiamo decentrarci ed essere disposti a non occupare più la scena della nostra storia, mettendo qualcun altro al centro del tempo che ci è ridonato, non per merito nostro, ma per grazia.

In un momento storico in cui sono crollate tante certezze, l’Amore è l’unico investimento possibile, l’unico che ha garanzie di portare frutto un domani: certo chi ama è più esposto, più debole, più vulnerabile. Chi ama accetta di farsi ferire, di perdere qualcosa di sé, di sentirsi rifiutato e a volte invisibile. Ma allora che ci guadagniamo?

“Il colore del grano”, direbbe la volpe al Piccolo Principe, ricordandoci che solo se investiamo il nostro cuore per creare dei legami scopriamo che la vera gioia consiste nell’avere qualcuno da amare.




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