CORRISPONDENZA FAMILIARE

di don Silvio Longobardi

“Ci sposiamo! Più convinti di prima”

22 Giugno 2020

Francesco e Ilaria

Celebrare le nozze nonostante il Covid è possibile? Per Ilaria e Francesco decisamente sì. Don Silvio: “Quando le condizioni esteriori non sono favorevoli, siamo chiamati a compiere un gesto di fiducia, consegnando ogni attesa nelle mani di Dio”.

Caro don Silvio,

che sollievo per il nostro cuore aver letto le parole della lettera scritta ai nubendi. Questa pandemia è stata fonte di grazia per noi, in questo tempo ci siamo trovati a “discutere” con le nostre famiglie per far comprendere loro che l’idea di cambiare data non era presa minimamente in considerazione. Anche quando la pandemia era nel suo pieno, anche quando non si vedeva via d’uscita, il Signore ci ha donato una forza che non sapevamo di avere. Eravamo pronti anche a celebrare il matrimonio da soli, che poi soli non si è mai. Per un attimo ci siamo anche chiesti se tu, Don, eri d’accordo a celebrare così il matrimonio solo con sposi e testimoni ma è bastato ascoltare le catechesi, le omelie di questa quarantena per desumere la risposta che direttamente ci hai dato in questa lettera.

Quello che non ci ha fatto mai, nemmeno un solo istante, tentennare è stata la forte consapevolezza che il Signore ha pensato da sempre quel giorno per noi. E non ci ha mai spaventato l’idea di rinunciare ad una festa che avevamo organizzato sulla base di quello che umanamente ci era possibile immaginare. Lui ha scombussolato i nostri piani perché ha qualcosa di più grande e di più bello in serbo per noi. Siamo certi che ha preparato in cielo una festa grande, ci fidiamo del fatto che sta preparando per noi il 12 settembre qualcosa di più bello di quanto potevamo anche solo immaginare. 

Noi sentiamo fortemente di essere i primi invitati a queste nozze e che niente sostanzialmente possiamo o meglio dobbiamo decidere, gli invitati si fidano del festeggiato, dell’organizzatore delle nozze ed è così per noi, siamo nelle Sue mani e siamo certi che non resteremo delusi mai. Che poi, diciamolo chiaramente, in ogni caso una bella festa non può minimamente valere il rimandare la gioia di cominciare un cammino insieme, la gioia di svegliarsi accanto al proprio sposo. Anche se ancora niente è pronto, ancora non abbiamo preso possesso della nostra futura casa, abbiamo un posto nel cuore di Dio e per ora ci basta. Siamo pazzi? Forse sì, ma in fondo è questo il metro di misura con cui ci dici di misurare la fede…

Ringraziamo il Signore per queste consapevolezze che ci ha donato e per quanto possibile abbiamo testimoniato quanto ha operato in noi con gli altri sposi a noi vicini. Mia sorella ha rimandato il matrimonio a data da destinarsi ma spero vivamente che riesca a trovare anche lei, o meglio che riescano a trovare anche loro il coraggio di fidarsi di Dio e puntare all’essenziale.

Durante questa pandemia un altro passo importante è stato compiuto, mi sono finalmente laureata ma ora è tempo di crescere ed è tempo di comprendere quali talenti ha messo nel mio cuore il Signore e cosa farne di questi. La celebrazione nuziale è il primo passo di una grande avventura. Siamo certi che il Signore ci guiderà a compiere molti altri passi. Grazie per l’aiuto che ci doni. Ti mandiamo un abbraccio. 

Ilaria e Francesco

Ho ricevuto questa lettera qualche settimana fa, subito dopo il mio articolo in cui invitavo i nubendi a non rimandare le nozze. Conosco bene questi giovani e so che sono interiormente motivati da una sincera rettitudine. E tuttavia, sono rimasto sorpreso dalla freschezza di queste parole, segno di una giovinezza che non si chiude nei calcoli e nelle paure ma misura con la fede ogni scelta, anche e soprattutto quelle più decisive. Hanno compreso che la data della celebrazione nuziale non poteva dipendere da ragioni umane, per quanto legittime, ma esclusivamente dalla fede.

Lo dico subito: non è facile entrare in questa logica. Non è facile accettare l’idea di vivere un evento così importante – il più importante della vita – in compagnia di un gruppo ristretto di amici, rinunciando a tutte quelle cose che non sono certamente essenziali ma sono pur sempre il segno esteriore del valore che diamo alla celebrazione nuziale. Alcuni nubendi hanno vissuto questa rinuncia come un vero e proprio lutto, si sono sentiti defraudati di una festa a cui ritengono di aver diritto. Ed hanno perciò deciso di rimandare le nozze. Altri hanno fatto di questa situazione, imprevista e dolorosa, l’occasione per distinguere il bene essenziale da tutto ciò che è accessorio.

La scelta nuziale non dovrebbe essere difficile per coloro che sono credenti. Se il matrimonio è inteso come una vocazione, la celebrazione nuziale appare in se stessa come un bene essenziale, una nuova e speciale fonte di grazia per gli sposi e per l’intera comunità ecclesiale. Quando ripensa al cammino che l’ha condotta in monastero, Teresa di Lisieux scrive: “La chiamata Divina era così pressante che se avessi dovuto attraversare le fiamme l’avrei fatto per essere fedele a Gesù…” (Ms A 49r). Se Dio chiama, l’uomo risponde senza esitazione. Quando Dio chiama, affida sempre una missione, non possiamo farLo attendere. Quando le condizioni esteriori non sono favorevoli, siamo chiamati a compiere un gesto di fiducia, consegnando ogni attesa nelle mani di Dio. Solo così la fede risplende nella sua purezza, senza essere inquinata da altre motivazioni. Chi ama, si fida. E chi si sente amato, non dubita che Dio prepara cose ancora più grandi e belle. 

L’esperienza di Ilaria e Francesco si muove nel solco di quella fede che ha la forza di irrigare anche i deserti più aridi. La fede è stata più forte della paura che in questi mesi ha rattrappito il cuore di tanti. Ed ha permesso loro di vincere i dubbi e le resistenze dei familiari. “Ci sposiamo”, hanno detto con piena convinzione. Questo grido non è solo l’eco fedele dell’amore ma anche il frutto maturo della fede.




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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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