Coppia

Chi è senza limiti scagli la prima pietra…

coppia

di Gabriele Soliani

Nella vita incontriamo persone più belle, più intelligenti, più sensibili di chi abbiamo sposato, perché negarlo? Nessuna meraviglia piuttosto impariamo ad accogliere chi ci è stato messo accanto per la nostra crescita umana.

Perché negarlo? La persona che abbiamo sposato ha dei difetti e dei limiti. I difetti sono spesso mancanze volontarie, a volte colpose a volte dolose. Si tratta di accidia, chiusura, permalosità, pigrizia, grettezza nei rapporti, voluttà, invadenza, impazienza. Sono aspetti che non dovrebbero meravigliarci più di tanto e che, con graduale e costante impegno, possono essere guariti. O almeno mitigati.

Tutti possiamo rendercene conto se con sincerità guardiamo a noi stessi. La luce e l’intelligenza della fede e della vita spirituale sono molto importanti per questi progressi umani, psicologici e affettivi. Anche la/il coniuge, se si impegna con pazienza e disinteresse, ed anche con “amicizia”, può contribuire a questi progressi umani così belli e consolanti. Immaginiamo per un momento una coppia bloccata nei rispettivi “difetti” colposi e dolosi. Quanta fatica e sofferenza misconosciuta. Ma poi ci sono anche i “limiti” personali. Limiti nell’intelligenza, nella volontà, nelle capacità. Questo deve farci riflettere perché spesso sono “invincibili” cioè insuperabili dalla persona che abbiamo sposato. Ovviamente ci fanno soffrire molto.

Tuttavia, un importante passo per capire meglio e non bloccarci è la consapevole constatazione che anche noi abbiamo, non solo difetti, ma anche veri e propri “limiti” che la/il coniuge vede e sopporta faticosamente. Sembra un paradosso: i limiti della persona che abbiamo sposato ci rendono coscienti dei “nostri” limiti. Una facile osservazione, parafrasata dal Vangelo e dalla saggezza umana, è: “Chi è senza limiti scagli la prima pietra”, ma nel rapporto di coppia c’è di più. Di più perché la persona vive accanto a noi giorno dopo giorno, anno dopo anno, a colazione, a cena, a letto, in automobile, in spiaggia, nei musei, in chiesa… Se lei ha dei limiti vuol dire che anch’io ho dei limiti e quindi “devo” e “posso” accettarli.

Se lui ha dei limiti vuol dire che anch’io ho dei limiti che “posso” e “devo” accettare. La “promessa” nel giorno del matrimonio aveva visto giusto quando recitava: “Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”. Possiamo dire con certezza che la “promessa” preannunciava i tempi futuri. La “promessa matrimoniale” non è una mielosa affettività ma è sincera fino all’estremo, cioè fino al dono di se stessi. Nella vita incontriamo persone più belle, più intelligenti, più sensibili di chi abbiamo sposato/sposata, perché negarlo? Nessuna meraviglia ma piuttosto accoglienza di chi ci è stata/stato messo accanto per la nostra crescita umana nell’amore di tutta la vita.




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