CORRISPONDENZA FAMILIARE

di don Silvio Longobardi

L’amore non è merce di scambio. Quando il matrimonio diventa una palude…

13 Luglio 2020

fiori

L’amore umano nasce come uno scambio, legittimo e doveroso, ma cresce solo e nella misura in cui ciascuno impara a donarsi all’altro senza chiedere nulla. È possibile? Sì, anzi è necessario.

Cara Loredana,

le confidenze che mi hai consegnato mi permettono di entrare, ancora una volta, nel santuario dell’amore, quello in cui sempre più spesso ti trovi da sola, in compagnia dei sogni mai realizzati e delle paure che ti avvolgono come ombre sempre più minacciose. La situazione è grave ma non disperata. È necessario un salto di qualità. Lo chiedo a te. Sei tu che devi cambiare il modo consueto di guardare il tuo matrimonio. Cerco di spiegarmi.

Malgrado certe letture romantiche, nel suo nucleo originario l’amore umano ha una sua irriducibile natura commerciale, è basato infatti sulla legge istintiva dello scambio: ognuno dà nell’attesa di ricevere altrettanto. Anzi, probabilmente spera di ricevere più di quello che ha dato. È un’attesa legittima, se misuriamo la vita coniugale con il cuore umano, vulnerabile e bisognoso. Ma l’amore non è una merce e non cammina lungo i sentieri tracciati dalle attese umane. Se vogliamo capire l’amore dobbiamo guardare oltre, dobbiamo partire da un Altro.

Quando parla della carità divina la Scrittura usa sempre il vocabolo agape che fa riferimento alla gratuità, disegna l’immagine di un amore che dà tutto senza attendere nulla. È un’immagine consolante perché abbiamo coscienza di essere debitori incalliti nei confronti di Dio. Sapere di essere amati gratuitamente c’incoraggia a bussare alla porta di Dio anche quando abbiamo la certezza di non aver corrisposto alle sue legittime attese. Questo Amore – che possiamo indicare con la maiuscola – è la sorgente di ogni altro amore. Corri a questa fonte inesauribile se vuoi ritrovare la gioia dell’amore. 

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Tu hai ragione quando scrivi che le tue attese sono più che legittime. In fondo non chiedi attenzioni e apprezzamenti e neppure quelle smancerie romantiche che non hai ricevuto neppure nella stagione più passionale della tua relazione affettiva. Tu chiedi semplicemente di ricevere quello che serve per accrescere la coniugalità e dare così una buona testimonianza ai figli. Una richiesta in sé legittima che però rischia di assumere la forma di una rivendicazione. E così cadi nella trappola della delusione che, a sua volta, genera scoraggiamento, chiusura e… rancore. Sì, anche il rancore nei confronti di colui che non vedi più come il compagno della vita ma come un nemico che ha rubato i tuoi sogni. 

L’amore coniugale deve essere fondato sulla gratuità. Impara a donare senza nulla attendere. Solo così potrai accogliere con sorpresa, come un dono inaspettato, quei gesti o quelle parole che manifestano accoglienza e attenzione. Segno di una coniugalità che ancora arde sotto la cenere. Se il tuo amore resta soffocato dalle attese umane, inevitabilmente si spegne. Poco alla volta e senza fragore. Come ogni prodotto umano, anche l’amore commerciale ha un’ineliminabile data di scadenza. Se invece impari a camminare nei sentieri della gratuità, allora vedrai crescere l’amore anche in mezzo alle spine e potrai comprendere il valore di quelle parole che hai pronunciato nel giorno delle nozze: “Nella gioia e nel dolore”. L’amore umano nasce come uno scambio, legittimo e doveroso, ma cresce solo e nella misura in cui ciascuno impara a donarsi all’altro senza chiedere nulla. È possibile? Sì, anzi è necessario. Anche se, è bene dirlo, nella cultura che celebra il trionfo dell’io, l’amore rischia di diventare sempre più una chimera.

L’essere umano non può vivere solo nel regime del dono, proprio perché è fatto di carne, ha bisogno di coniugare dare e ricevere. Ma allora, se la relazione coniugale deve restare ancorata alla legge della gratuità chi può ricambiare il tuo amore, chi può restituirti le energie che spendi ogni giorno per il bene degli altri? Solo Dio può farlo. Non ho altre risposte. Volgi a Lui il tuo cuore e riceverai tutto quello che serve per vivere, l’amore di Dio è una medicina che guarisce ogni ferita.

Se ogni giorno ricominci con Lui, ogni giorno potrai affrontare la sfida dell’amore. Non sempre riuscirai a vincere ma non ti accadrà più di cadere nel pantano della delusione. Se invece ti allontani dal Signore, il deserto degli affetti diventa la palude in cui affondi, assieme alle speranze tradite. Se cammini in compagnia di Dio, le tempeste della vita non ti fanno paura. “Anche se vado per valle oscura, non temo alcun male”, dice il salmista.

Mi pare che sia questa la strada della gioia. Non ne conosco altre. Ti affido al Signore e prego che diventi sempre più la forza e la luce dei tuoi giorni. Ti abbraccio.

Don Silvio




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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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