10 ottobre 2020

10 Ottobre 2020

Quando un figlio diventa beato

di Giovanna Abbagnara

Oggi ad Assisi verrà beatificato il giovane Carlo Acutis, un innamorato di Dio che con la sua breve ma intensa vita ha mostrato a tutti il grande valore dell’Eucaristia, frammento di Cielo. Ad assistere a questo evento così bello per la Chiesa, che sembra ridare una luce nuova dopo i mesi della pandemia, ci saranno i suoi genitori: Andrea e Antonia, protagonisti di un progetto misterioso e grande di Dio. Vedranno il loro figlio innalzato sul moggio per fare luce a tanti giovani scoraggiati e delusi, per rinvigorire la fede dei tiepidi e riportare nella Chiesa il vento nuovo e pulito della giovinezza.

Non è la prima volta che un genitore assiste alla beatificazione di un figlio. È accaduto in passato, prima alla mamma di Santa Maria Goretti e poi ai genitori della Beata Chiara Luce Badano. Assunta, madre di Maria Goretti, uccisa a soli 11 anni, assistette prima alla beatificazione della figlia avvenuta nel 1947 presso il Santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno. E poi alla canonizzazione in piazza San Pietro a Roma, il 24 giugno 1950 da papa Pio XII. Maria Teresa e Ruggero, genitori di Chiara Luce Badano erano presenti alla beatificazione di Chiara, morta a 19 anni, avvenuta il 25 settembre 2010 presso il Santuario del Divino Amore a Roma. Oggi il venerabile Carlo Acutis verrà proclamato Beato, presso la Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Insieme ai genitori, ci saranno i fratelli, i familiari e gli amici.

Gli occhi sono tutti puntati su Carlo. Ed è giusto così ma è anche bello pensare a tutta la famiglia di Carlo e alla sua vita santa che inevitabilmente, come negli altri casi, avvolge e coinvolge i genitori e i fratelli. Nel caso poi della famiglia Acutis, rispetto a quella per esempio di Chiara Luce Badano dove i genitori già facevano un intenso cammino di fede, e alla luce di questa fede crebbe la piccola Chiara, Andrea e Antonia vivevano una fede molto convenzionale, fatta di pochi ed essenziali appuntamenti con Dio. Carlo diventa allora per la mamma e il papà il primo testimone della fede. Racconta la mamma: “Già all’età di quattro anni aveva maturato una grande pietà: chiedeva di visitare le chiese, facevamo passeggiate per raccogliere fiorellini da portare a Gesù e alla Madonna, aveva una predisposizione per la lettura della vita dei santi, gli piaceva leggere la Bibbia. E poi, anche chiedendo a dei sacerdoti, avevamo intuito che potesse avere una vocazione sacerdotale, perché già da piccolo giocava a celebrare la Messa. Ma non solo, era un giovane davvero speciale: mai un lamento, un capriccio, una parola negativa nei confronti degli altri. Aiutava i domestici in casa, in particolare ricordo che aiutava una donna di servizio a stirare per permetterle di tornare presto da sua figlia piccola”.

I genitori cominciano a scorgere in quel figlio, che all’età di sette anni volle fortemente ricevere la Prima Comunione per non separarsene più ogni giorno, la luce di Dio. E cominciano anche loro insieme a lui e poi più marcatamente dopo la sua morte, un intenso cammino di fede. Oggi commossi assistono alla sua beatificazione. Quel figlio non apparterrà più a loro, in un certo qual modo oggi lo perdono di nuovo, perché da questo momento Carlo è di tutti quelli che in lui troveranno un’indicazione sicura per tornare a Dio.

È la logica della fede dalla quale molto volentieri sfuggiamo. Questa famiglia oggi ci ricorda l’urgenza di comunicare la fede, di essere per i figli i primi testimoni, di fidarci delle parole che Dio comunica attraverso i fanciulli, di preoccuparci di nutrirli da subito oltre che del seno, del latte della Parola e della preghiera. Ci ricorda che come genitori abbiamo ricevuto una grande responsabilità ed è quella di seminare nel cuore dei nostri figli desideri di bene e di santità. Ci ricorda che i nostri figli devono rispondere all’invito di Dio e non ai nostri progetti. Ci ricorda che l’unica cosa che conta è la vita eterna. Perdere un figlio a 15 anni è un dolore impronunciabile ma un genitore cristiano dovrebbe solo domandarsi se la sua anima è con Dio. Gli anni della nostra vita nessuno li può conoscere, la salvezza invece dipende da noi.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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