Messale Romano

Il nuovo Messale: cosa cambia nella Santa Messa?

di don Antonio Mazzella

In molte parrocchie dalla Prima domenica di Avvento verrà utilizzata il Nuovo Messale Romano, il libro della comunità orante. Scopriamo le novità contenute in questa edizione del libro che insieme al Lezionario, è utilizzato per la celebrazione della Messa.

A breve nelle nostre comunità s’inizierà ad utilizzare la Terza edizione italiana del Messale Romano, non si tratta di un nuovo Messale come qualcuno erroneamente presenta ma di una nuova edizione del Messale promulgato per la prima volta da San Paolo VI nel 1970 nell’edizione latina e nel 1973 nell’edizione italiana. Quel Messale che è stato frutto del rinnovamento liturgico e della riforma conciliare del Vaticano II, che ancora oggi fa fatica nell’essere pienamente attuata. 

Intorno a questo lavoro di traduzione e pubblicazione durato bene sedici anni, in un’opera quasi “penelopiana” (mi sia permesso l’utilizzo di questo aggettivo inusuale per indicare il lavoro delle varie commissioni delegate dalla CEI nel lavoro di traduzione) si sono create diverse aspettative nei vari ambienti ecclesiali, credendo che stesse cambiando qualcosa nel modo di celebrare. Assolutamente no, questa edizione è una nuova traduzione italiana dell’edizione latina (editio typica) del 2002 e 2008, e s’inserisce nel cammino di tradizione, in quell’ermeneutica della continuità. Nel messaggio in occasione della pubblicazione della nuova edizione, i Vescovi italiani scrivevano: “La Liturgia è certamente una realtà viva, che cresce e si rinnova nel suo attuarsi. Tuttavia, tale sviluppo si realizza sempre in obbedienza alla fede, nel solco di una tradizione viva, con rispetto religioso per il suo mistero e valutandone l’efficacia pastorale”.  

La nuova edizione italiana può essere già utilizzata e sarà resa obbligatoria dal 4 aprile 2021 (Domenica di Pasqua); c’è da dire che in molte Chiese diocesane sarà già utilizzato per la prima volta nelle parrocchie a partire dalla I Domenica di Avvento, inizio dell’Anno liturgico. Una scelta voluta e condivisa da varie Conferenze episcopali regionali, mirata ad evitare una babilonia liturgica in cui magari diverse comunità si ritrovano a celebrare con testi diversi, è importante ricordare come la preghiera comunitaria sia il principale segno di comunione. 

Come porzione di Popolo di Dio che cammina nel tempo, inizieremo a pregare con questo nuovo libro, che non è il libro dei presbiteri, ma dell’intera comunità orante e celebrante. Il Messale che insieme al Lezionario forma un unico strumento per la Celebrazione, è uno dono prezioso nelle mani della Chiesa che si riunisce e prega il Risorto. La pubblicazione della nuova edizione del Messale è un’occasione propizia da non sprecare per riflettere ed entrare sempre di più in ciò che celebriamo, “evitando stravaganze liturgiche di arbitrarie sensibilità o eccessive manie di protagonismo e allo stesso tempo sterili rubricismi e vuote esteriorità” (Lettera dei Vescovi italiani). 

La Celebrazione è orationis gaudium come dicono i Vescovi italiani: “La Chiesa che vuole ogni giorno ritrovare la gioia del Vangelo, Evangelii gaudium, viene continuamente rinvigorita dal gaudio della celebrazione del mistero pasquale, nella quale sperimenta e annuncia a tutti che Cristo è vivo”. Sarà importante nelle nostre realtà parrocchiali riscoprire la bellezza della Liturgia, la Chiesa dona ai suoi fedeli un libro per pregare comunitariamente, un libro che non ha la pretesa di essere un ricettario per poter compiere liturgie perfette a volte vuote ma per vivere liturgie autentiche dove sperimentare la gioia del Risorto ed essere comunità evangelizzatrice gioiosa che sa sempre “festeggiare”. Scrive papa Francesco in Evangelii Gaudium al numero 24: “Una comunità che celebra e festeggia ogni piccola vittoria, ogni passo avanti nell’evangelizzazione. L’evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi”. 

Il Messale Romano nella nuova edizione si presenta come uno strumento prezioso per rivedere, adattare, predisporre e configurare le nostre consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale affinché diventino sempre più un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione (EG 27). Le novità saranno presentate attraverso una serie di articoli (che saranno pubblicati nelle prossime settimane), in modo da entrare sempre più nel Mistero celebrativo come Chiesa che loda, prega e benedice il suo Signore.




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