5 dicembre 2020

5 Dicembre 2020

Adesso viene il bello… il bello di essere famiglia

di Giovanna Abbagnara

Tra i tanti libri letti in questi mesi, un posto d’onore devo darlo a quello scritto da Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini, sposi, genitori ma soprattutto due persone che si amano. “Che cosa scontata!”, penserà qualcuno. Ebbene in questo libro nulla è scontato. Anzi, la normalità, la quotidianità che emerge tra le pagine è così interessante, commovente, ironica, inaspettata che genera la voglia di fare famiglia. “Adesso viene il bello” si intitola il testo e il bello arriva davvero scorrendo il libro, mostrando quanto siano straordinarie le dinamiche di una famiglia e quanta vita fluisce tra le mura domestiche pur nella difficoltà e nel caos di essere in tanti. Sì, perché Gigi e Anna Chiara hanno accolto cinque figli: Giovanni (15), Therese (13), Maddalena (11), Gabriele (8), e «la ciliegina sulla torta della nostra famiglia», Giorgio Maria (2).

Più che parlare di famiglia, dare la parola alla famiglia è il modo migliore per rimettere al centro l’universo familiare che sfugge alle lotte ideologiche e attraverso le parole dei protagonisti mostra invece tutta la sua bellezza. E questo tentativo di raccontare la famiglia nella sua interezza, con luci e ombre, è avvalorato dal contributo dei figli più grandi che accolgono e accettano la sfida di mettersi in gioco contribuendo a scrivere alcune parti significative.

Le pagine certamente più commoventi sono quelle dedicate al concepimento, alla gravidanza e poi alla nascita di Giorgio Maria. È molto bello che Anna Chiara abbia sentito l’esigenza di raccontare anche i pensieri che l’accompagnano appena percepisce da madre, prima ancora che le analisi lo evidenziano, l’arrivo di un altro figlio. Questo sguardo che riconosce il figlio e si prende cura di lui, “inizi a prendere l’acido folico in silenzio al primo giorno di ritardo” è quanto di più naturale e meraviglioso ci sia. È questa evidenza prima del cuore e poi della vista che la cultura abortista cerca in tutti i modi di soffocare. Poi la gravidanza, non semplice, le ecografie non confortanti, la decisione di aggiungere Maria come secondo nome perché percepivano che “quel figlio era più fragile degli altri” e volevano affidarlo da subito alla protezione celeste.

Quando arriva il momento del parto di Giorgio Maria, Anna Chiara e Gigi erano impreparati. Era notte e un’emorragia improvvisa fa temere il peggio. In attesa dell’ambulanza Anna Chiara saluta uno ad uno i suoi quattro figli. E poi la corsa in ospedale. Anna Chiara che ripeteva al figlio: “Giorgio stai con me, non mi lasciare”. E Gigi atterrito dalla paura di restare vedovo. Tutto va per il meglio ma c’è una notizia: Giorgio Maria ha la sindrome di Down. Stupore, meraviglia, dono che capiranno con calma. Le cose di Dio si rivelano piano piano. E Giorgio Maria sarà ed è “una grande occasione di amore per la nostra famiglia”.  

Il resto vale la pena leggerlo. E tra una lacrima e una risata, consiglio di fermarsi e riflettere. Le luci che si accendono durante il percorso sono molte e solo chi ha il cuore libero da pregiudizi può accorgersi che questa famiglia non è composta da eroi allo sbaraglio ma da persone in carne e ossa con i limiti e le difficoltà presenti in tutte le famiglie del mondo che hanno accettato di vivere pienamente il “bello” di ogni giorno. E se si chiudono gli occhi si può sentire il profumo del pane appena sfornato: “profumo di vittorie, di sconfitte, di dolori e di perdono”.


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO

Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.