14 dicembre 2020

14 Dicembre 2020

Il momento giusto per diventare genitori | 14 dicembre 2020

di Giovanna Abbagnara

Ho conosciuto Marika sui social. Ho ricevuto un messaggio da lei sintetico ed essenziale “Potete pregare per me e mio marito? Desideriamo un figlio”, è cominciata così la nostra chiacchierata virtuale. Avevo condiviso la notizia che una volta al mese nella Cappella dedicata ai santi Luigi e Zelia Martin ad Angri (SA) si celebra una Eucaristia per le coppie di sposi che desiderano diventare genitori e Marika mi aveva scritto. Quarantatré anni lei, quarantanove lui. Un fidanzamento durato 14 anni tra alti e bassi. La ricerca di un lavoro, di una stabilità economica e poi il matrimonio da organizzare… Insomma il matrimonio è arrivato a 40 anni pe lei e 47 per lui. Da allora aspettano di diventare genitori ma ogni mese subentra la delusione e lo sconforto.

Nel corso dell’audizione sulla legge di bilancio 2021, l’Istat ha affermato che la crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia da Covid-19 influirà negativamente sulla natalità. Quest’anno le nascite potrebbero calare, rispetto all’anno scorso, stabilendo il record minimo dall’unità d’Italia. Cosa succede? Possibile che sono solo le politiche familiari che non funzionano e la crisi economica a scoraggiare gli italiani a mettere al mondo un figlio?

L’esperienza di Marika mi ha fatto riflettere sul fatto che uno dei problemi più significativi sia legato al fatto che spesso si aspetta il momento giusto per fare un figlio: quando il lavoro non sarà più precario, quando la casa sarà di proprietà e non di affitto, quando ci sentiremo pronti… Ma esattamente quando uno si sente pronto ad avere un figlio? Negli ultimi anni parlo sempre più spesso con donne che arrivate alla soglia di quarant’anni, quando finalmente scocca il fatidico momento giusto, il figlio tanto atteso e desiderato non arriva. Inizia allora quel processo, o per meglio dire quella via crucis tra uno specialista e un altro alla ricerca di colui o colei che ti dia la soluzione magica per realizzare “il sacrosanto diritto al figlio”. A qualunque prezzo. E spesso il prezzo è altissimo in termini economici perché per molti, molti soldi, le donne, aspiranti madri, sono costrette a sottoporsi a estenuanti stimolazioni ormonali e dopo il prelievo di alcuni ovuli comincia la roulette degli embrioni. Chi riuscirà a impiantarsi? Un iter estenuante anche e soprattutto da un punto di vista psicologico.

 

Non è mia intenzione entrare a gamba tesa nella vita delle persone ma qui senza paura dobbiamo costatare che ci troviamo di fronte ad una grande emergenza culturale. E non si può certamente risolvere tutto con gli aiuti economici. La contraccezione insegnata e vissuta già in tenera età, la ricerca di emozioni a tutti i costi nelle relazioni, la sessualità slegata dalla fecondità hanno innescato un processo che pone al centro i bisogni, il piacere, i diritti e non certo la responsabilità, il sacrificio, l’impegno che un figlio rappresenta. Cosa fare? Torniamo ad educare alla preziosità del dono, all’educazione a relazioni affettivamente piene ed autentiche. I nostri figli non hanno bisogno di sapere quali sono i rischi di comportamenti sessuali irresponsabili, hanno bisogno di avere come punti di riferimento genitori che testimoniano tutto questo. Inutili riempirli di chiacchiere.

L’altro giorno parlando con la figlia ventenne di una mia cara amica, mi ha detto: “Quando incontrerò la persona giusta e mi sposerò spero di avere molto figli”. La sua osservazione mi spiazzò. So quanto sia difficile per lei e i suoi fratelli vivere in una casa di accoglienza dove i genitori hanno accolto oltre i loro cinque figli naturali, anche i figli della Provvidenza, affidati alle loro cure per un tempo. So che ha dovuto dividere fin da piccola la stanza e il bagno con altri bambini che non erano i suoi fratelli e le sue sorelle. So anche che nell’adolescenza ci sono state molto liti con i genitori su questo punto. Le ho dunque chiesto: “Cosa è cambiato?”. “Mi sono resa conto parlando con le mie amiche che io non cerco l’amore di una avventura e via ma quello che dura per sempre. Come quello di mamma e papà. So che l’amore si fa carne nella vita dei figli, quelli naturali e quelli affidati, specialmente i figli speciali che hanno qualche disabilità. So che la ricchezza più grande è dare la vita per loro. Io voglio trasmettere quello che ho ricevuto”. È solo di questo che abbiamo bisogno. Solo di testimoni.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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