24 dicembre 2020

24 Dicembre 2020

“Resterò accanto a te nell’ora del parto, Maria” | 24 dicembre 2020

di Giovanna Abbagnara

Dolcissima e tenerissima Madre,

questa notte darai alla luce il tuo Figlio diletto. Celebriamo la nascita del Redentore, gli occhi sono tutti puntati sul Dio Bambino. Quest’anno poi lo aspettiamo con particolare trepidazione. È stato un anno difficile. Chi può negarlo? Chi potrà facilmente dimenticare questo tempo di angoscia? Tuttavia certamente Dio ha seminato una Parola per noi in questo tempo e sono certa che insieme a te potremmo scoprire maggiormente questo mistero.

Oggi penso a te, Maria. Precedo l’aurora e penso a te. La nascita di un figlio è anche la festa della maternità. E tu Maria sei la Madre del Bambino, la madre nostra. Vorrei restarti accanto in queste ultime ore che ti separano dal parto. So quanto è difficile per una donna il tratto finale della gravidanza. E tu sei chiamata a viverlo in un luogo straniero, senza il conforto di una donna amica, una culla accogliente per il tuo Bambino. Sei tu, sola con Giuseppe, soli davanti al mistero. Ricordo anche io minuziosamente ogni particolare della notte che ha preceduto la nascita di mio figlio. I dolori del corpo erano tutt’uno con le ansie del cuore. Il coraggio faceva a pugni con la paura in un match all’ultimo colpo. Stringevo tra le mani la corona del Rosario. A chi avrei mai potuto chiedere soccorso se non a te, Madre mia? Come avrei potuto pensare solo minimamente di fare da madre senza il tuo aiuto e il tuo esempio?

Maria, tu lo sai, non è semplice accogliere un figlio, custodirlo per nove mesi, affrontare l’ora del parto e poi prendersi cura di lui, vederlo crescere, accompagnarlo con dolcezza. Quante volte noi madri pensiamo di non essere guide sicure per i nostri figli. Quante volte piangiamo di nascosto perché quel figlio si allontana da noi. Quante volte lo vediamo cadere e non sempre possiamo o dobbiamo intervenire perché lui possa imparare a rialzarsi da solo.

Tu Maria, ci hai insegnato a custodire ogni cosa, “meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Custodisci, mediti, porti tutto nel tuo cuore di madre. Quale mistero di ineffabile dolcezza sei Maria. La gioia di essere diventata madre in te subito diventa contemplazione. Custodisci e mediti nel tuo cuore. Il cuore è il luogo dei sentimenti ma anche lo spazio dove maturano le scelte importanti. Nel cuore avviene quella sintesi meravigliosa tra gli affetti e l’intelletto, tra l’amore e la ragione. Il tuo Cuore Maria che noi onoriamo nella notte solennissima del Natale è la Dimora dove lo Spirito Santo ha posto il suo trono. È lo spazio interiore dove tu ti ritiri per restare alla presenza di Dio che ti ha chiamata nell’Annunciazione a compiere grandi cose.

Anche noi madri dovremmo avere una cura particolare del nostro cuore. Troppo spesso lasciamo che ladri, mercenari e traditori vi entrino e facciano razzia di tutto il bene e di tutta la serenità, lasciandoci vuote e tristi. Dobbiamo lasciare entrare nella stanza del nostro cuore lo Spirito di Dio, custodire la preghiera come un tempo privilegiato per metterci in ascolto della Parola che salva e ricondurre le scelte importanti in questo sacrario intimo dove maturano quelle scelte e quei passi che ci aiutano a camminare nelle vie di Dio.

Madre cara, abbiamo bisogno di occhi nuovi. Abbiamo bisogno di vivere la nostra maternità, di esercitarla, di donarla, di offrirla. Non solo ai nostri figli nella carne o a noi affidati. Abbiamo bisogno di recuperare la dimensione materna in ogni aspetto di questa vita. Più madri significa più vita, più bambini che nascono, più equità nel lavoro, più accoglienza per lo straniero, più attenzione per i poveri, più vocazioni, più bellezza.

Insegnaci tu Maria a essere madri. Questa notte ti resterò accanto. Il tuo pancione è la nostra speranza. Il tuo pancione dice quanto è gonfio d’amore il cuore di Dio per ognuno di noi. In quel pancione tu ci porti tutti. Vuoi farci rinascere a vita nuova, vuoi richiamare tutti all’essenzialità. Ma tu ci insegni, Madre tenerissima, che tutto questo non è possibile senza il dolore del parto, senza la povertà del cuore, senza la disponibilità a mettere da parte i nostri progetti.

Tienici allora stretti a te, o Madre, fa’ che possiamo imparare da te la docilità, la mitezza, la tenerezza. Fa’ che possiamo avere un cuore materno e condurre i fratelli al tuo Figlio Gesù. Fa’ che possiamo in questo Natale, senza luci e senza eccessi, risentire ancora il pianto del piccolo Redentore che squarcia tra le tue braccia le nostre tenebre e ci riconduce nel cuore del Padre.  


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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