19 Gennaio 2021

Sposi e sacerdoti, insieme nella santità | 19 gennaio 2021

Sposi e sacerdoti si sostengono vicendevolmente sulla strada verso l’eternità. In entrambi le vocazioni l’uomo è chiamato alla totalità del dono di sé. Come questa totalità può essere complementare in ordine al servizio agli altri? Leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1534. “Due altri sacramenti, l’Ordine e il Matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del popolo di Dio”. Il sacerdote è chiaramente ministro di comunione, ma, allo stesso tempo, la piccola chiesa domestica è chiamata ad essere segno visibile di comunione. Ordine e Matrimonio sono dunque un vero Mistero Sponsale, non solo in se stessi, ma anche tra loro.

Oggi è impensabile rispondere all’appello accorato degli ultimi Papi, sull’urgenza della nuova evangelizzazione, senza la reciprocità delle due vocazioni perché la nuova evangelizzazione è espressione della comunione tra le due vocazioni che non significa relazione funzionale. Svolgere un ufficio non è sufficiente. È necessario far vivere un’esperienza di comunità dove si ascolta la Parola, si spezza insieme il pane e si condivide la fatica del servizio e della carità.

In questi mesi sto accompagnando una coppia di fidanzati che si prepara alle nozze insieme a mio marito che non conosce nulla dei contenuti ma interviene per raccontare quel fatto o quell’avvenimento della nostra vita. La coppia mi è stata mandata da un sacerdote nostro amico.  “Siete per noi la nostra coppia angelo insieme al nostro parroco” mi hanno detto. In comunione sposi e presbiteri, possono fare molto per le future famiglie. Allo stesso modo potremmo come auspica papa Francesco in Amoris Laetitia, trovare sposi in gradi di accompagnare i seminaristi nel loro percorso.

Le famiglie possono spesso incoraggiare i presbiteri quando si sentono stanchi e affaticati e mostrare loro il valore e la fatica della quotidianità e allo stesso tempo, una buona guida spirituale e la sapiente paternità sacerdotale possono essere la vera salvezza per molte coppie che spesso rischiano di trasformare una semplice crisi in una separazione. Realizzeremo quella esortazione contenuta nella Prima lettera di Pietro: “Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. (1Pt 2,4-5). Tutto questo non si realizza con coppie di sposi fiere della loro forza, né con sacerdoti che ritengono di essere incrollabili; anzi, “chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere” (cfr.1 Cor 10,12): ma in coloro che vivono in un perenne stato di conversione dietro al Maestro.

I santi Luigi e Zelia Martin hanno vissuto la loro vita coniugale accompagnati dai sacerdoti incontrati sul loro cammino. Sappiamo che avevano il loro confessore e fu proprio lui a suggerire di abbandonare la scelta della castità per aprirsi alla vita. I santi coniugi accolsero con docilità questo consiglio ed hanno così donato alla Chiesa tanti fiori profumati, tra questi Teresa di Gesù Bambino. Quanto è importante per gli sposi conoscere preti che sanno ascoltare e orientare i loro passi. Luigi e Zelia hanno chiesto e ottenuto questa grazia inestimabile.

Essi desideravano ardentemente avere un figlio sacerdote ma non hanno ricevuto questo dono. E tuttavia, siccome Dio esaudisce sempre i nostri santi desideri, ecco che tutto si realizza quando Teresa riceve come fratello spirituale un sacerdote missionario, il p. Adolph Roulland. Ecco quello che gli scrive Teresa: “Se, come credo, mio Padre e mia Madre sono in cielo, devono vedere e benedire il fratello che Gesù m’ha dato. Avevano tanto desiderato un figlio missionario! Mi hanno raccontato che, prima della mia nascita, i miei genitori speravano che i loro voti, finalmente, fossero vicini a realizzarsi. Se avesse potuto penetrare il velo dell’avvenire, avrebbero veduto che in realtà era per mezzo mio che il loro desiderio sarebbe stato soddisfatto. Poiché un missionario è diventato mio fratello, e anche loro figlio e, nelle loro preghiere, non possono separare il fratello della sua indegna sorella” (LT 202, 9 maggio 1897).


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO



Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.