5 marzo 2021

5 Marzo 2021

Testimoni dell’alleanza

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,33-43.45)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Il commento

Diede la vigna in affitto a dei contadini e se ne andò lontano” (21,33). Dopo aver piantato la vigna con grande cura, il Signore la consegna ai contadini. L’opera divina trova il suo sigillo in questo gesto di sconfinata fiducia. Dona loro piena autonomia ma non si ritira né rinuncia al suo ruolo. Anzi, chiede di ricevere i frutti, esige cioè che la sua la sua autorità venga riconosciuta e rispettata. È questo il  motivo di un conflitto che diventa sempre più ostile. Nella natura istintiva dell’uomo c’è la pretesa di diventare padrone della propria vita e di utilizzare i beni ricevuti secondo dover rendere conto ad alcuno. A ben vedere il Padrone non vuole attentare alla libertà dell’uomo, anzi, mettendo a disposizione la sua vigna, lo sollecita a esercitare la libertà. I contadini, invece, rivendicano la libertà assoluta, non vogliono rispettare il contratto iniziale, non sono disposti a riconoscere alcuna autorità al di fuori del loro desiderio. La ribellione si traduce in una decisa opposizione, non solo nei confronti del legittimo proprietario ma di tutti quelli che vanno a parlare in suo nome.

La parabola descrive le ragioni di quel permanente conflitto che inquina tutta la storia umana ma che oggi è particolarmente presente. Una parte consistente dell’umanità non riconosce più l’autorità di Dio e pretende di decidere in totale autonomia. Questo è il cuore di una contrapposizione che genera confusione, violenza e disarmonia. Se vogliamo ricostruire una storia degna dell’uomo dobbiamo anzitutto riannodare il rapporto con Dio. In fondo, è questo il compito della Chiesa: ricordare che senza Dio l’uomo si condanna all’insignificanza, come appare nella drammatica conclusione della parabola “Quei malvagi li farà morire miseramente” (21,41). Ripartire da Dio sembra semplicistico, chi non crede la ritiene una vuota e comoda retorica. Per noi invece è il punto qualificante della vita e dell’azione, Oggi chiediamo al Signore di darci la luce e il coraggio di cui abbiamo bisogno per diventare testimoni dell’alleanza che semina e mantiene vita nel mondo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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