3 aprile 2021

3 Aprile 2021

Come seme nascosto

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,1-7)
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole.

Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.

Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. là lo vedrete, come vi ha detto”».

Il commento

Il Regno di Dio è come un granello di senape, il più piccolo di tutti i semi” (Mc 4,31). Anche Giovanni usa questa immagine per indicare la missione di Gesù e annunciare la sua morte: “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Oggi siamo chiamati a contemplare colui che si è lasciato nascondere nella terra con la certezza che questa morte segna l’inizio di una nuova e inesauribile fecondità, proprio come il granello di senape che “quando cresce, diventa un albero grande” (Mc 4,32). Questa parola interpreta la vicenda di Gesù e offre un’immagine eloquente del cammino storico del cristianesimo. La Pasqua è come un seme gettato nella terra, i frutti non si vedono subito, la luce risplende poco alla volta. È sorgente inesauribile che lungo i secoli non smette di generare di comunicare la santità di Dio che si manifesta attraverso una vita santa e operosa di coloro che accolgono il Vangelo.

Ma deve essere anche applicata alla vita di ciascuno, come fa Giovanni che, dopo aver presentato Gesù come il chicco di grano, aggiunge: “Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” (Gv,12,25). Siamo strettamente legati a Gesù e chiamati a percorrere gli stessi sentieri. Tante volte, la paura di perdere ci fa smarrire il senso della vita e ci costringe a galleggiare in una sterile mediocrità. In questo tempo tutti inneggiano alla responsabilità ma spesso è solo una maschera della paura. “La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3), scrive Paolo. Essere nascosti significa che la nostra vita non ha valore agli occhi del mondo. Al massimo veniamo considerati ingenui sognatori che vivono di illusioni. Non importa. A noi interessa essere approvati da Dio. Se ci fidiamo di Lui, siamo certi che la nostra vita assume una fecondità che oggi non possiamo prevedere né misurare. È questa la fede che oggi chiediamo, invocando la materna intercessione di Maria, Vergine del silenzio e dell’attesa.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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