Briciole di Vangelo - Tempo di Pasqua

5 aprile 2021

5 Aprile 2021

Diventare angeli

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,8-15)
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.

Il commento

Alcune guardie giunsero in città e annunciarono [apēngheilanai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto” (28,11). Il racconto di Matteo ha un dettaglio che non troviamo negli altri evangelisti. Mentre le donne camminano in  fetta per le viuzze di Gerusalemme, le guardie portano l’annuncio alle autorità religiose. Troviamo qui lo stesso verbo che poco prima è stato usato per le donne [apaggéllō]: senza volerlo, anche loro portano il lieto annuncio. Nello stesso giorno, lo stesso Vangelo viene dunque consegnato ai Dodici e ai capi dei sacerdoti. Le donne e le guardie sono concordi nel riferire quello che è accaduto. Rispetto alle guardie, le donne hanno vissuto un’esperienza particolare, hanno avuto una visione di angeli e la grazia di incontrare lo stesso Signore. Tutti dettagli che le guardie non conoscono, e tuttavia nelle loro parole c’è la verità essenziale: il sepolcro è vuoto, il cadavere non è stato rubato, c’erano solo alcune donne e …  una luce che li ha abbagliati. Aggiungono che hanno avuto anche l’impressione di udire voci di angeli ma su questo non possono giurare.

Vorrei spiegare questo Vangelo con un’immagine sportiva. Siamo nel giorno di Pasqua, all’inizio della nuova creazione, tutti concorrenti sono ai nastri di partenza e tutti hanno le stesse probabilità. Quell’annuncio tuttavia non avrà lo stesso esito: i Dodici raccolgono l’invito e vanno in Galilea, secondo la parola che il Risorto ha consegnato attraverso le donne. E inizia così la grande avventura del cristianesimo. I capi dei sacerdoti, invece, rifiutano quella parola perché contrasta radicalmente con le loro attese e i loro progetti, avevano convinto il popolo che quel Gesù era solo un impostore, quella notizia invece mostra che sono loro i veri truffatori. Quella notizia li costringe a rivedere ogni cosa, dovrebbero ammettere di aver sbagliato tutto. Ai loro occhi questa via appare impraticabile. Meglio dire al popolo che i discepoli del Nazareno hanno rubato il corpo. La paura della verità li rende complici della menzogna. Oggi chiediamo la grazia di diventare angeli di quel Vangelo che veste di gioia la vita.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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1 risposta su “Diventare angeli”

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