Che posto occupa la misericordia nella vostra casa?

perdono

La grazia del sacramento del Matrimonio non esime la coppia e dunque la famiglia da difficoltà, incomprensioni e litigi. Come possiamo fare per proteggere i nostri figli?

Ricevo molte lettere ogni giorno. Sono tanti i quesiti che mi vengono posti, e io sottolineo sempre che non c’è una ricetta unica per tutti e per tutto. La domanda che oggi vorrei porre alla vostra attenzione è: “Litigo spesso con mio marito. Come posso fare per proteggere i miei figli?”. 

La grazia del sacramento del Matrimonio non esime la coppia e dunque la famiglia da difficoltà, incomprensioni, errori, lotte, tuttavia la presenza di Gesù dà forza, conforto, speranza e insegna un amore pronto ad offrirsi in totale obbedienza al Padre. L’insegnamento del Vangelo ci indica la via della misericordia. E da qui che vorrei partire per lanciare una provocazione a tutti voi che leggete questo blog: che posto occupa la misericordia nella vostra casa? Vi siete mai posti il problema, come genitori, di insegnare l’arte della misericordia ai vostri figli? Certo qualcuno dirà: come si fa ad insegnare la misericordia? In effetti non è una cosa facile da insegnare a parole, perché richiede una testimonianza coerente.  

I figli, come ho avuto modo di sottolineare anche in altre occasioni, non hanno bisogno di genitori perfetti anche perché non esiste il genitore perfetto. Hanno bisogno piuttosto di padri e madri che imparano da Dio ogni paternità, che si sforzano, per grazia, di essere testimoni della misericordia, un dono gratuitamente ricevuto e per questo gratuitamente donato. Da questo punto di vista i genitori possono e, anzi, devono educare al perdono nella misura in cui fanno della loro vita, fatta di gioie e dolori lo spazio della misericordia di Dio.

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La difficoltà principale che impedisce di entrare in questo orizzonte è la nostra costitutiva fragilità. L’incapacità di far morire il proprio “io” a favore del “noi” coniugale. Spesso è proprio il nostro orgoglio a parlare, a far valere le proprie ragioni su quelle dell’altro. E nella coppia si finisce col dare troppo spazio alle rivendicazioni reciproche. Non c’è nulla di più bello che sentirsi capiti, e non c’è cosa più deludente, che sperimentare l’incomprensione del proprio sposo. Ma se tutto ciò è nella logica della relazione umana, il perdono irrompe come una grazia che viene dall’alto e azzera ogni rivendicazione, vince ogni incomprensione e dà la possibilità di costruire ponti sui baratri, di ripercorrere strade che sembravano definitivamente interrotte. 

Nel corso della trasmissione mensile che abbiamo realizzato per Radio Maria, lo scorso 19 aprile abbiamo presentato la testimonianza di una coppia di sposi che, dopo aver toccato il fondo, ha trovato la forza e il coraggio di tornare a rimettersi in piedi imparando ad esercitare l’arte del perdono. Non una parola qualsiasi, ma un preciso impegno. Uno stile di vita, che si traduce in un continuo esodo da sé stesso per correre verso l’altro. 

I genitori cristiani sanno che con il sacramento del Matrimonio sono stati rivestiti della grazia di Cristo e dunque capaci di amarsi come Cristo ama la Chiesa. In quel “come Cristo” c’è tutta l’abilitazione per fare di ogni litigio una occasione virtuosa. Se i genitori si impegnano a vivere la riconciliazione attraverso il dialogo e la testimonianza della pace ritrovata potranno trasmettere ai figli la “potenza dell’amore di Dio” che cura e fascia ogni ferita.

Così quando i genitori reciprocamente si impegnano a perdonare e a cercare la riconciliazione ricordano ai figli che:

  1. Essi non sono perfetti e perciò possono sbagliare e farsi del male.
  2. È molto importante essere umili e chiedersi scusa reciprocamente, perché al di là dei torti e delle ragioni, entrambi hanno smesso di puntare al bene comune e si sono attardati a difendere le posizioni personali.
  3. L’impegno a cercare l’unità, al di là delle ragioni che li ha fatti litigare, viene prima, è più importante e serve a stabilire nuovi accordi coniugali. La lite deve essere l’occasione per i genitori per rinnovare reciprocamente la volontà di stare insieme su nuove basi.

E così che l’ambiente familiare diventa permeato di una misericordia tangibile. È così che i figli fanno esperienza di Gesù che vive nella loro casa, nell’amore dei genitori e di cui loro si nutrono, crescono. Il perdono sarà una delle esperienze che scaturisce dall’abbondanza dell’amore piuttosto che dalla sua mortificazione.




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Giovanna Pauciulo

Sposa e madre di tre figli, insieme al marito Giuseppe è referente della Pastorale Familiare per la Campania, ha conseguito il Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. Conduce su Radio Maria la trasmissione “Diventare genitori. Crescere assieme ai figli”. Collabora con Punto Famiglia su temi riguardanti la genitorialità e l’educazione alla fede dei figli. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018).

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