19 giugno 2021

19 Giugno 2021

Il rischio di vivere per Dio solo

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 24-34)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Il commento

Non preoccupatevi per la vostra vita” (6,25). L’invito a non cadere nell’abbraccio soffocante delle ricchezze (6, 19-24) è immediatamente seguito da un’insistente esortazione a coltivare la più grande fiducia nella Provvidenza. Si tratta di un vero e proprio appello. L’annuncio della paternità di Dio, che Matteo ha posto sapientemente al centro di tutto il discorso della montagna (6, 9-13), trova in questo brano la prima e più immediata applicazione. E difatti, la motivazione che sorregge l’insegnamento è tutta racchiusa in queste semplici parole: “Il Padre vostro celeste, infatti, sa di che cosa avete bisogno” (6, 32). Non dobbiamo preoccuparci perché Dio si prende cura di noi e non ci farà mancare l’essenziale. Lo spazio che l’evangelista ha riservato a questo tema riflette l’importanza che esso aveva nella predicazione di Gesù. Il discepolo è un uomo che accetta il rischio di vivere per Dio solo, si fida di Lui perché sa che può sempre contare su di Lui. È un uomo che crede e cammina nei sentieri della promessa. Come Abramo (Gen 15, 1-6). Chi si fida di Dio, riceverà una gioia più grande di tutti gli altri beni materiali. La vita forse sarà priva di tante cose ma non mancherà la gioia di amare ed essere amati. 

Quella che oggi riceviamo è una parola assai difficile da mettere in pratica. Quando la doverosa legittima prudenza si allea con la paura, finisce per generare la mediocrità. Chi vuole evitare fatica e rischi, non può assumere compiti e responsabilità, nella vita ecclesiale come in quella civile. La vita è piena di incognite, ogni scelta è una sfida. Fidarsi della provvidenza, significa anche diventare provvidenza per gli altri. Il beato Charles de Foucauld (1858-1916) offre questa regola ai suoi discepoli: “In nessun caso sarà permesso dire di no a chi ci domanda qualcosa, si deve donare l’ultimo soldi, l’ultimo pezzo di pane della casa. E se non abbiamo nulla, si farà entrare l’ospite e il povero e si andrà a mendicare per lui”. Una regola assai impegnativa. È lo stile dei santi.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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