In Francia i desideri umani diventano legge…

Emmanuel Macron

Nonostante la netta opposizione della Conferenza Episcopale Francese e il disappunto di una cospicua fetta della popolazione, la Legge di Bioetica in Francia è passata. Quali novità? PMA anche alle donne lesbiche, sì all’utero in affitto e via libera a una serie di abusi sugli embrioni.

La Lois de Bioetique francese, introdotta a tappe forzate, è arrivata al suo epilogo voluto dal presidente Macron. Il Senato l’aveva rigettata a febbraio, bloccando quello che venne considerato un “colpo di mano” da parte dell’Assemblea Nazionale. La Conferenza Episcopale Francese, il cui Consiglio Permanente riunito dal 7 al 9 giugno scorsi, aveva rilasciato una dichiarazione molto forte in cui si sottolineava che “Solo la fraternità può sostenere la fragilità”.

Il testo, respinto al Senato lo scorso febbraio, include pratiche come l’utero in affitto, la maternità condivisa, l’uso delle cellule staminali di embrioni nati da fecondazione in vitro per trattare i fratelli malati. I vescovi hanno denunciato che il nuovo testo “pretende di autorizzare nuove trasgressioni inquadrandole” dicendo che “l’umanità è cresciuta imponendosi divieti” da quello di uccidere un innocente a quello di incesto, di stupro e di furto. Per questo “mescolare cellule umane e cellule animali non dovrebbe essere semplicemente inquadrato”, perché “ciò che dovrebbe essere proibito dovrebbe essere chiaro, ciò che può essere consentito, deve essere chiaramente consentito anche”. I vescovi francesi ribadiscono la necessità di accompagnare la sofferenza di quanti non possono avere figli, ma allo stesso tempo di non “estendere sul dominio dell’uomo” fino al concepimento, perché “impostare un processo per fare i bambini non risolve nulla. La vita si riceve come un dono, un dono che siamo chiamati a trasmettere, a condividere con gli altri”.

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Ma non c’è stato niente da fare! Addirittura per un sondaggio Ifop l’82 per cento dei francesi era contrario all’estensione della fecondazione alle donne single e alle coppie di lesbiche. Prima che la legge arrivasse in Parlamento il presidente Macron aveva organizzato gli Stati generali della bioetica. Ebbene durante gli Stati generali, la “Pma per tutte” è stata bocciata dal 90,61 per cento dei partecipanti. Nel tardo pomeriggio di martedì 29 giugno l’Assemblea Nazionale francese ha approvato in via definitiva la (incredibile) Legge sulla Bioetica (326 voti a favore, 115 contrari) dopo quattro anni dal deposito del testo da parte del Governo (24 luglio 2017). I regolamenti applicativi della legge sono già pronti in modo che “i primi bambini possano essere concepiti prima della fine del 2021”, ha detto il ministro della salute Olivier Véran che ha lodato nelle ore precedenti al voto finale “un testo misurato che corrisponde alle aspettative della società francese”. Dice lui.

Ora ci sarà la procreazione medicalmente assistita (Pma) a tutte le donne (coppie lesbiche e donne sole). Prima potevano ricorrere alla Pma solo le coppie eterosessuali (sposate, in unione civile o conviventi) con problemi di fertilità stabiliti da un medico o quelle in cui uno dei membri della coppia era portatore di una malattia grave che poteva essere trasmessa al loro bambino.  Le donne lesbiche e single, sino ai 43 anni di età, potranno ora sottoporsi alla Pma in Francia, con gli stessi diritti delle coppie eterosessuali. Ogni paziente dovrà avere colloqui con un medico o un’équipe medica specializzata in fertilità e, dopo un periodo di riflessione da uno a due mesi, dovrà confermare la richiesta per iscritto al medico. Quattro tentativi di fecondazione in vitro e sei inseminazioni artificiali sono completamente rimborsati dalla previdenza sociale (l’inseminazione artificiale costa in media 950 euro, mentre un tentativo di fecondazione in vitro tra i 3.000 e i 4.000 euro). Se entrambi i membri della coppia hanno un problema di sterilità, o c’è il rischio di malattia genetica per il bambino, o nel caso di una coppia lesbica sterile o di una donna single, si può ricorrere al trasferimento di embrioni dopo la decisione di un giudice. Cioè l’utero in affitto.

L’articolo 3 dà alla persona concepita con procreazione medicalmente assistita con un terzo donatore il diritto di avere accesso all’identità di quel donatore quando raggiunge la maggiore età, ma non si potrà in nessun caso stabilire un legame di filiazione con il donatore. Il bimbo dunque sarà legalmente orfano di padre per sempre. La ciliegina sulla torta riguarda il povero embrione umano. La ricerca sull’embrione umano, inclusa la produzione di chimere, può ora essere effettuata fino a 14 giorni, contro i 7 giorni precedenti. Dunque la legge liberalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, la creazione di gameti artificiali, copie di embrioni umani (articoli 14 e 15), embrioni chimerici, embrioni transgenici (articolo 17).

Ecco dunque promossi per legge i desideri individuali in nome dell’uguaglianza. Una palese e ingiusta considerazione dell’essere umano dove vengono annullati i diritti del bambino. Tutti hanno diritti tranne i bambini.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.

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