14 Settembre 2021

L’imperfezione fisica, bellezza del sacrificio

Quanto è meraviglioso il volto dello sport quando ci offre la possibilità di vedere le storie di giovani ragazze che hanno rivoluzionato la loro vita a partire dalla loro disabilità. Alle Paralimpiadi di Tokyo oro, argento e bronzo per tre italiane. Nei 100 Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto hanno lottato e hanno vinto.

Sono storie che andrebbero raccontate ai giovani. Ambra Sabatini è di Grosseto e ha compiuto 19 anni nel gennaio scorso. Nel giugno 2019 a causa di un incidente in scooter le è stata amputata la gamba sinistra al di sopra del ginocchio. Sin dall’inizio ha cercato di sdrammatizzare la cosa, anche scherzandoci su. Con tenacia ha perseguito il suo sogno di gareggiare in atletica. “Ai normodotati vorrei dire che osservando persone come me non devono farsi abbattere dalle banalità della vita. A quelli che sono nelle mie stesse condizioni augurerei di provare le stesse sensazioni che sto provando io: nuove prospettive di vita e nuove ambizioni nello sport, nello studio e nel lavoro. E a quelli che non fanno nulla vorrei dire che non sanno quante emozioni si perdono”.

Martina Caironi aveva 18 anni quando un incidente in motorino costrinse i medici ad amputarle la gamba sinistra. Era il 2007 e tutto quello le è successo, dall’accettazione di quello che le è accaduto, è impresso nelle sue protesi. È un vulcano di energia Martina e il suo messaggio è: “Una volta accettata la propria diversità ci si può divertire: giocarci permette di viverla bene”.

Il 24 marzo 2012 cambia la vita di Monica Contraffato: caporal maggiore in servizio in Afghanistan, rimane ferita in un attacco e la gamba destra è amputata sopra al ginocchio per le ferite. Siciliana di Gela, Monica è rimasta colpita dalla vittoria di Martina Caironi sui 100 metri alla Paralimpiade di Londra 2012 e vedendo la sua gara in televisione e ha deciso di iniziare a correre. A dicembre dello stesso anno riceve la protesi, nel 2013 torna in servizio e comincia ad allenarsi. Per arrivare a Tokyo si è allenata quattro volte a settimana, tre volte in pista e una in palestra. Ha raccontato la sua storia nel libro “Non sai quanto sei forte” e dopo il bronzo di Tokyo il suo pensiero è per l’Afghanistan: “Un Paese che mi ha tolto qualcosa e mi ha dato molto, sogno di tornarci”.

Storie diverse, un unico cuore. Il desiderio di vivere pienamente la vita al di là della menomazione fisica. Ambra, Martina e Monica sono un esempio luminoso e un monito per una società che persegue il perfezionismo fisico e finisce per dimenticare valori come sacrificio, determinazione e voglia di vivere. Brave ragazze, orgoglio italiano.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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