BRICIOLE DI VANGELO

20 Settembre 2021

Servono anche le parole

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,16-18)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Il commento

Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso” (8,16). Questo insegnamento può essere considerato un commento alla parabola del seminatore. L’immagine evangelica ha molteplici risonanze in tutta la Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse. La luce è il primo dono di Dio (Gen 1,3) ed è l’ultima icona che consegna l’Apocalisse (22,5). Nella Scrittura la luce è usata frequentemente per parlare di Dio o richiamare il ruolo della sua Parola. Gesù stesso si presenta come “luce del mondo” (Gv 8,12) e chiede ai discepoli di esercitare la sua stessa missione (Mt 5,13). Tanto nei vangeli quanto nell’epistolario paolino troviamo un’espressione interessante: “figli della luce” (Gv 12,36; Ef 5,8). Per essere testimoni, dobbiamo lasciarci generare da Colui che è luce. La luce non ci appartiene, la riceviamo da Dio e dobbiamo disporci ogni giorno ad accoglierla come un dono. Se veniamo plasmati dalla luce di Dio, potremo donare la luce all’umanità. Se facciamo della Parola di Dio la lampada che orienta i nostri passi, la nostra vita diventa un riflesso di quella luce divina che eternamente risplende nel Cielo. 

Se vogliamo far risplendere la luce, in modo da dare a tutti la possibilità di vedere, dobbiamo intrecciare gesti e parole. È legittimo insistere sulla testimonianza della vita ma non deve diventare l’unico ed esclusivo registro comunicativo. Anzi, a pensarci bene, rischia di diventare una pretesa orgogliosa. Il Vangelo, infatti, non s’identifica con il poco che siamo capaci di testimoniare. La Parola che Dio ha consegnato alla sua Chiesa è sempre più grande di quello che noi possiamo manifestare attraverso la vita, anche quella più generosa. Malgrado il nostro impegno siamo e restiamo un riflesso pallido e molto imperfetto della bella notizia. Oggi chiediamo la grazia di essere buoni annunciatori per donare agli altri parole capaci di comunicare la gioia della fede, toccare il cuore e suscitare almeno il desiderio di conoscere la verità. Affidiamo questa intenzione a Maria, Regina degli apostoli.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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1 risposta su “Servono anche le parole”

Oggi chiediamo la grazia di essere buoni annunciatori per donare agli altri parole capaci di comunicare la gioia della fede, toccare il cuore e suscitare almeno il desiderio di conoscere la verità. Affidiamo questa intenzione a Maria, Regina degli apostoli.

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