27 Settembre 2021

San Marino, donne ingannate ancora

“Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?”. “Sì, lo vogliamo” hanno risposto 11.119 elettori della Repubblica di San Marino contro i 3.265 no.

I giornali indicano una vittoria schiacciante ma a onor del vero non evidenziano che l’affluenza è stata del 41,11%. Come si sa è stato abolito il quorum. Alle urne sono stati chiamati 35.411 elettori – 22.970 interni e 12.441 esteri. Non parlerei dunque di vittoria netta.

Resta la triste presa di coscienza che ben presto questa volontà di alcuni si tramuterà in un progetto di legge per legalizzare l’aborto nel piccolo Stato sammarinese. Ancora una volta gli innocenti e le loro mamme pagheranno il prezzo più alto. È una sconfitta per il vivere comune. Come si fa a non rendersene conto?

Non c’è nulla da festeggiare. Anzi e desidererei con tutto il cuore che le donne che hanno abortito – ed io ne ho ascoltate tante – avessero il coraggio di parlare, di condividere il loro dolore, di far comprendere che quello che chiamano diritto è in realtà un grande inganno. Le donne sono vittime insieme ai loro bambini.

Non c’è nulla di ideologico o di moralistico o di religioso nel loro dolore. Sono donne che non sono state aiutate a diventare madri. Donne illuse dalla possibilità di decidere da sole ciò che è meglio. Spesso senza l’aiuto di un uomo accanto che si assumesse le proprie responsabilità, senza un datore di lavoro che le aiutasse a vivere la loro maternità, senza un’amica che invece di consigliarle di risolvere il problema in 24 ore, le suggerisse di fissare lo sguardo su quel bambino che già vive nel suo grembo. 

Nessuno mai è stato felice eliminando un’altra persona dalla propria vita. La felicità non si costruisce sui diritti, piuttosto sulla capacità di fare spazio, di saper accogliere, di riconoscere il miracolo della vita. Non credo alle donne che esultano per questa conquista, che festeggiano dopo un aborto, che inneggiano alla libertà contro l’oscurantismo della negazione. Si possono indossare tante maschere quando si combatte ma nel proprio cuore una donna sa da che parte sta l’amore. Sempre.


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO

Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.