Unite per riscoprire l’identità della donna secondo il cuore di Dio

Movimento femminile delle donne cristiane

di Giusy D’Amico

È nato nel 2017 e l’8 settembre di quest’anno, nel giorno della Natività di Maria, c’è stato il terzo ritiro delle sue partecipanti. Di cosa stiamo parlando? Del Movimento femminile delle donne cristiane.

L’8 settembre di quest’anno, per il terzo anno consecutivo, nella parrocchia dedicata a Santa Tersa di Gesù Bambino ad Anzio, si è tenuto un ritiro del Movimento femminile delle donne cristiane, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa della Natività di Maria.

In un mondo segnato dalle ferite del femminismo radicale che, di fatto, ha snaturato la donna mettendola a servizio del pensiero unico, il Movimento intende riscoprirne l’identità cristiana secondo il progetto originario di Dio. Il gruppo non vuole proclami e non cerca seguaci, intende solo condividere la ricchezza infinita di una femminilità in cui brilli in tutta la sua bellezza, la missione altissima consegnata solo alla donna: quella di essere fabbrica della vita. Il Movimento, fondato nel 2017, è fatto da donne in cammino che condividono un manifesto di ispirazione cristiana diffuso e letto in Basilica proprio l’8 settembre di quest’anno. Non si tratta di un itinerario di fede, perché si presuppone, che come donne cristiane si sia già in cammino con Cristo alla continua ricerca del vero del bello

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Il ritiro in particolare ci ha permesso di riflettere ancora di più e meglio sulla mission del Movimento. Al mattino dopo le Lodi mattutine, accompagnate da don Gianni Contino, si è parlato delle tre grandi costellazioni del firmamento femminile:

– Il momento in cui la donna è stata tratta dalla costola di Adamo. 

– La figura di Maria alla quale ogni donna cristiana orienta il suo essere donna, sposa, madre. 

-Il primo annuncio della Resurrezione affidato alle donne del sepolcro. 

Nel dialogo con l’uomo, la donna scopre e lascia riscoprire l’identità da Dio assegnata a ciascuno, perciò oggi più che mai è necessario custodire la differenza, sull’esempio di Maria che nella sua semplicità si è fidata di Dio ed è diventata Madre del Salvatore e sulla testimonianza di Santa Teresina di Gesù Bambino che attraverso la sua piccola via ha mostrato la strada dell’adesione semplice e totale all’amore di Dio.

Nel pomeriggio c’è stata un’appassionante catechesi di Antonello Iapicca, missionario in Giappone. Una parola ispirata che ha messo al centro dell’esistenza femminile, la chiamata di Dio. Un ritiro così non poteva non concludersi con la solenne Celebrazione Eucaristica. Nel saluto finale, la memoria di Luana, una donna salita al cielo dopo un lungo calvario durante la fase cruenta della pandemia, che l’ha vista passo passo unirsi a Cristo crocifisso. Per il momento è tutto, ma solo per il momento. L’appuntamento è per il prossimo anno. Nel frattempo faccio una proposta: perché non adottare una donna nella preghiera? Le necessità sono tante a voi la scelta!




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