9 Ottobre 2021

“Un tantillo di fede mi ha salvata”

Oggi a Napoli alla presenza del cardinale Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e dell’arcivescovo Domenico Battaglia viene beatificata una figura meravigliosa di santità femminile. Una donna che seppe nella sua vita intrecciare una carità operosa e una vita contemplativa feconda. La sua maternità si è “scontrata” con i santi e i frutti della sua fede sono stati raccolti da altri santi. Lei è Maria Lorenza Requenses di origini spagnole. Nata nel 1463 in una famiglia nobile, nel 1483 sposò Joan Llonc, Reggente di Cancelleria del Regno di Aragona. Nel 1506, seguì con la famiglia il marito, che era stato nominato Reggente nel Vicereame di Napoli ma, tre anni dopo, rimase vedova con tre figli.

In seguito ad un pellegrinaggio a Loreto, dove fu guarita da una grave infermità nel corpo, fece voto di dedicare la vita alla cura degli infermi, entrando nel Terz’Ordine Secolare di San Francesco. Grazie ai propri beni e al sostegno degli amici, nel 1522, gettò le fondamenta dell’ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, un ospedale tutt’oggi operante e un vero e proprio crocevia di santi. Basti dire che il beato Bartolo Longo fu tra coloro che aiutavano gli ammalati tre le corsie di questo ospedale e san Giuseppe Moscati proprio qui prestò la sua straordinaria opera.

Nel 1533 Maria Lorenza Longo scelse come suo confessore san Gaetano Thiene che la guidò nell’intuizione di fondare una comunità religiosa contemplativa. Così appena due anni dopo ottenne da Paolo III il consenso per la fondazione di un nuovo monastero sottoposto alla regola di santa Chiara che si chiamò “Monache Cappuccine della Prima Regola di Santa Chiara” conosciuto a Napoli come il “Trentatrè” in onore degli anni di Gesù.

Qui suor Maria Lorenza visse gli ultimi anni della sua vita. Morì il 21 dicembre 1539. «Poco prima di spirare – scrisse un suo biografo cappuccino – voltatasi verso le sue consorelle disse loro: “A voi pare che io abbia fatto grandi cose in opere buone. Ma io non confido in me stessa per nulla, confido solo nel Signore”. E mostrando la punta del mignolo aggiunse: “Un tantillo di fede mi ha salvata”. Poi baciando il crocifisso che aveva sempre con sé disse tre volte “Gesù” e spirò. Sposa, madre, religiosa, donna di carità. La beata di oggi ha molto da dirci. Alla sua intercessione ci affidiamo domando creatività e fortezza per la nostra vita.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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