28 Ottobre 2021

Amo le persone con attrazione verso lo stesso sesso

Amo le persone con attrazione verso lo stesso sesso. Li amo e non solo perché ho amici tra loro ma perché non potrei fare diversamente. La ragione e la fede mi “obbligano” ad amarli ed io corrispondo non per dovere morale ma per quello slancio del cuore, quel comandamento dell’amore – amare Dio e il prossimo come se stessi – da cui non posso prescindere per definirmi cristiana.

Non ho mai odiato nessuno. È una grazia, lo riconosco. Il mio cuore non è stato mai abitato da questo sentimento istintivo e pericoloso. Ammetto che la vita mi ha preservato e che spesso l’odio si fa strada dove il male imperversa senza pietà. Ma nello stesso tempo l’amore non mi impedisce di prescindere dalla verità. Quando mio figlio pensa o fa qualcosa di oggettivamente sbagliato, se non lo riprendessi non lo amerei veramente. Amare significa orientare al bene, sempre.

È con questo atteggiamento che nell’ultimo anno insieme ai tanti collaboratori di Punto Famiglia ci siamo battuti per far emergere la pericolosità e l’ambiguità di un progetto di legge contro “omotransfobia” che, dietro al paravento della non discriminazione dei fratelli e delle sorelle con attrazione verso lo stesso sesso, nascondeva pericolose derive e metteva in discussione la libertà educativa della famiglia.

Esattamente come il cavallo di Troia, il ddl Zan se approvato avrebbe introdotto attraverso lo strumento legislativo un vero e proprio reclutamento nelle scuole dei nostri figli alle lobby lgbt con poche possibilità per le famiglie di esprimersi al riguardo. Inoltre avrebbe imbavagliato tanti giornalisti sulle questioni in oggetto per paura di subire sanzioni pecuniarie e penali. Con buona pace della democrazia.

Gli sponsor del decreto si sono indignati per il voto segreto, strumento previsto dal Regolamento di votazione del Senato e per l’esultanza delle forze politiche dopo lo scrutinio. Non hanno compreso che la bocciatura del ddl Zan è espressione della volontà di un Paese che difende la famiglia fondata sull’amore di un uomo e di una donna e anche di una Chiesa, mia madre, che non ha avuto paura di pronunciare parole chiare e precise. Senza la Chiesa che è intervenuta attraverso la Cei e la Santa Sede forse non avremmo vinto. E lo dico con orgoglio, da figlia.

Da oggi siamo tutti impegnati, cristiani in primis a combattere contro ogni forma di violenza ma rispettando tutti. Intervenendo ad un convegno nel 2018 per la presentazione di un libro, molto dibattuto di Daniel Mattson, “Perché non mi definisco gay”, don Silvio Longobardi, editorialista di Punto Famiglia, disse: “Chi cerca di zittire la voce degli altri nega l’umanità, la sua e quella degli altri. Ed è questa la vera homofobia, rigorosamente scritta con l’acca. È uno spettro che oggi si aggira per il mondo e nasce ogni qual volta la difesa della propria identità porta a delegittimare l’altro, presentandolo come un oscuro nemico della società”.

Chiediamo la libertà di poter continuare ad annunciare la verità sull’uomo. Non a partire dalla difesa di noi stessi ma dall’amore verso i nostri fratelli. Tutti, specie quelli più indifesi e poveri.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).




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