Le vite dei santi? L’unico antidoto alle “zucche vuote”

Halloween

Non è sufficiente spiegare perché non condividiamo Halloween. È invece assolutamente necessario proporre ai nostri figli riferimenti esistenziali alternativi che presentino il bene come unico obiettivo da perseguire. Come? Facendo conoscere loro la vita dei santi. 

Quello della santità è uno dei capitoli più interessanti della storia ecclesiale, spesso ignorati dagli stessi cattolici. Sono pagine scritte dallo Spirito Santo che hanno il profumo del Vangelo e, proprio per questo, conservano la loro attualità, anche a distanza di secoli. Grazie ai santi, il Vangelo appare come un libro vivo e sempre attuale. Gesù promette: “Chi rimane in me porta molto frutto” (Gv 15,5). Il frutto più bello nella Chiesa non sono le opere ma i santi, sono loro l’opera di Dio, quella che il tempo non può usurare. Da qui nasce la domanda: in un mondo spesso privo di riferimenti di senso abbiamo mai pensato di educare alla santità?

Come? Vi starete chiedendo: nutrendo la fede dei figli con la vita dei santi. Facendo conoscere la loro esperienza. Non è chiaramente una cosa che si può pensare di fare solo alla fine di ottobre in risposta ad Halloween. Questo tipo di educazione è un percorso a tappe che va pensato con attenzione e che deve accompagnare in maniera discreta ma incisiva la storia della nostra famiglia. Perché non recarci tutti insieme nei luoghi dove hanno vissuto i campioni della fede ad esempio? Sono posti dove la fede può essere quasi toccata perché è diventata storia.

Ci sono domande a cui non è sempre semplice rispondere, tante volte la testimonianza concreta dei santi ci viene in aiuto e non ha bisogno di parole. Dobbiamo suscitare l’interesse dei nostri giovani verso le grandi figure della storia della Chiesa. Vi assicuro che sono tantissimi i ragazzi e le ragazze innamorati di san Francesco di Assisi, molti quelli che seguono con interesse i passi indicati da san Giovanni Paolo II e come non pensare al fascino che suscita il beato Carlo Acutis o Sandra Sabattini beatificata il 24 ottobre a Rimini. La loro è l’espressione di una santità che non si conquista con le opere buone ma è la risposta fedele a un Dio che chiama. E chiama per nome.

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In questa chiamata c’è la risposta di senso al perché esisto e che cosa sono chiamato fare. Domande che i nostri figli si pongono molto più spesso di quanto crediate e molto più spesso di quanto vi dicono. Questo è il modello di fede che dobbiamo proporre ai figli, un’esperienza concreta capace di accendere luci nelle “zucche vuote” del nostro tempo. 

Tante volte siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! È qualcosa di più grande, di più profondo che ci dà Dio e che passa attraverso le piccole cose della vita quotidiana come ci insegnano i santi Luigi e Zelia Martin. Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a conquistarci la santità. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. 

Se come genitori ci impegniamo a trasmettere ai nostri figli la vita dei santi come modello di comportamento esistenziale, probabilmente feste come Halloween non troveranno spazio nel loro cuore e non ci sarà bisogno di affannarsi a spiegare perché non è un’occasione da festeggiare.




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Giovanna Pauciulo

Sposa e madre di tre figli, insieme al marito Giuseppe è referente della Pastorale Familiare per la Campania, ha conseguito il Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. Conduce su Radio Maria la trasmissione “Diventare genitori. Crescere assieme ai figli”. Collabora con Punto Famiglia su temi riguardanti la genitorialità e l’educazione alla fede dei figli. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018).

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