Educazione

Alcol, azzardo, pornografia e cannabis: i divieti venduti ai nostri figli

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Il MOIGE e l’istituto Piepoli, hanno condotto l’indagine “Venduti ai Minori” su oltre 1.000 ragazzi e ragazze intervistati in tutta Italia. Più di un commerciante su 2 vende tranquillamente prodotti vietati ai minori.

Il Movimento Italiano Genitori (Moige) ha lanciato un sasso nello stagno dell’indifferenza. Certe notizie sui ragazzi e le ragazze di oggi fanno male, ma è anche utile capire dove si può agire e sollecitare un’attenzione. Qualcosa si può sempre fare.

Il MOIGE insieme all’istituto Piepoli, con l’indagine “Venduti ai Minori” condotta su oltre 1.000 minori dai 10 ai 17 anni intervistati in tutta Italia, dice che più di un commerciante su 2 vende ai ragazzi prodotti vietati ai minori. Stiamo parlando, come al solito, di alcol, tabacco, gioco d’azzardo, pornografia, videogiochi 18+ e cannabis light.

Alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia, sono vietati per legge a chi non abbia almeno 18 anni, mentre per la cannabis light (cosiddetta) e i videogiochi 18+ c’è un vuoto normativo perché manca il divieto di legge e le relative sanzioni. La diffusione è anche legata alla facilità di acquisto con più della metà dei commercianti che non verifica l’età di chi compra. Il 57% degli intervistati dichiara che al momento dell’acquisto di bevande alcoliche il venditore non ha verificato la sua età, percentuale che sale al 62% per il tabacco e le sigarette e arriva al 71% per le infiorescenze di cannabis light. Gli alcolici vengono acquistati prevalentemente presso bar (38%) e locali come pub e discoteche (31%).

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Il 57% degli intervistati afferma che durante l’acquisto di alcolici il gestore non gli/le ha mai chiesto l’età. La percentuale nel Sud e nelle isole raggiunge il 65%, al centro è il 50% e al Nord del 28%. Chi dichiara che l’età è stata sempre controllata sono appena il 4%. Si cerca di ridurre la diffusione del fumo tra i minori ai distributori attraverso l’inserimento della tessera sanitaria, ma l’11% dei minori riesce ugualmente a comprarle (percentuale più che raddoppiata dall’anno scorso) utilizzando il documento di amici più grandi (59%) o di fratelli o genitori (26%). 
In tabaccheria (41%) o nei bar (1%) incide il mancato controllo dei commercianti. Il 62% dei gestori non verifica l’età (nel centro Italia la percentuale scende al 25%), mentre coloro che dichiarano che l’età viene chiesta sempre o spesso sono il 12%. I minori che fanno uso di cannabis “light”, cioè quella legale con bassi livelli di THC, sono il 3%, meno della metà di quelli che utilizzano la classica cannabis. Nel 71% dei casi all’acquisto il commerciante non ha verificato l’età dell’acquirente.
La cannabis “light” viene venduta ‘solo’ per uso tecnico e da collezione (cioè non deve essere fumata), ma nell’86% dei casi (quasi 9 su 10) nei locali in cui viene venduta non ci sono avvisi espliciti a riguardo, né viene comunicato dal venditore.

Il gioco d’azzardo più diffuso tra i minori sono i gratta e vinci (69%), le scommesse sportive (45%), il gioco del lotto e del superenalotto (16%), e le slot machine (10%).
Sebbene il 52% degli intervistati dichiari che c’erano sempre o spesso avvisi in cui veniva riportato il divieto di gioco per i minori, nel 65% dei casi il gestore non ha chiesta l’età e in più di un caso su due (57%) non si è rifiutato di far giocare o vendere il servizio ai minori. Per il gioco online il divieto per i minori di 18 anni, a detta degli intervistati, è assente in quasi un caso su 3 (30%). Al 33% dei giocatori minorenni non è stata chiesta l’età per registrarsi, solo il 22% ha rinunciato al gioco perché non aveva l’età legale e ben il 45% ha mentito per poter accedere.

La facilità di accesso a contenuti pornografici nel web da parte dei minori è sorprendente.
Il 44% dichiara di averla scoperta perché gliene hanno parlato gli amici, il 19% tramite internet, il 9% attraverso pubblicità online che lo/la hanno incuriosito e il 40% in altro modo.
L’81% dei siti non verifica l’età dell’utente e, quando questo accade, il 15% mente per poter accedere ugualmente. Le difficoltà tecniche dei genitori per attivare filtri parentali sono notevoli e solo il 25% dei minori ha attivato il parental control su smartphone, tablet, smart tv per limitare l’accesso ai contenuti pornografici.

Il 35% dei minori ci gioca solitamente con amici collegato ad internet, il 19% con amici in presenza, il 6% con familiari, il 3% online con sconosciuti e il 36% da solo. Il 32% ritiene che giocare con videogiochi con contenuti violenti o volgari non comporti dei rischi, per il 41% esistono, ma sono pochi. Solo il 27% riconosce che questo comportamento può avere conseguenze serie.
Il 63% dei venditori non verifica l’età di chi compra e solo il 12% lo fa abitualmente. Che tristezza sapere e vedere ragazzi e ragazze ingannati da queste abitudini che lasceranno segni nella loro vita!




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.


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