Separazioni e divorzi

Matrimonio a Prima Vista Italia: un esperimento sociale o la banalizzazione dell’amore?

sposi

Si chiama Matrimonio a Prima Vista Italia. Sei coppie di perfetti sconosciuti si sposano e dopo un tempo di prova decideranno se stare insieme o divorziare. Divertente? Ma anche no… 

Sei single in cerca dell’amore arrivano all’altare senza aver mai conosciuto il proprio partner. No, non si tratta di un contratto da matrimonio dell’era rinascimentale o medioevale. Stiamo parlando della nostra epoca e in particolare di un programma televisivo che si intitola Matrimonio a Prima Vista

Il programma prevede la formazione di tre coppie scelte da un trio di cosiddetti “esperti di relazioni sentimentali”. IL secondo step contempla un matrimonio civile senza che gli sposi si siano mai visti prima; poi la festa, le bomboniere e… via con il viaggio di nozze. Ovviamente nel pacchetto sono inclusi anche i rapporti sessuali ma nessuno ci fa caso, tanto oggi avere rapporti sessuali con uno sconosciuto è una cosa normale! Da qui partiranno sei mesi in cui lui e lei vivranno come marito e moglie e solo alla fine decideranno se restare insieme oppure separarsi. La trasmissione va in onda su Real Time dal maggio del 2016 e una ricerca anche superficiale evidenzia fin da subito il tasso di gradimento: il 90% dei telespettatori infatti dichiara di aver gradito questo tipo di prodotto. Il programma è basato sul format danese Married at First Sight che viene trasmesso da anni, in paesi come l’Australia, gli USA e il Regno Unito.

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Attenzione se il programma è un game show in perfetta regola, il matrimonio no. Si tratta di un matrimonio civile a tutti gli effetti che può contare sulla collaborazione di sindaci e staff comunale. Di conseguenza anche i divorzi sono reali. La sorpresa dello chef sta proprio nella mission della trasmissione che si presenta come un esperimento sociale. Esperimento sociale? Maddechè?      

In Italia il matrimonio civile è un istituto regolato da tutta una serie di norme contenute nel Codice civile e nella Costituzione italiana che qui vengono squisitamente scimmiottate da gente che evidentemente non sa come impiegare il tempo o non sa come farsi strada nello star system. Senza considerare poi che al mondo esistono quelle famose norme non scritte che riguardano il codice etico di comportamento e che vorrebbero l’amore in casi come questo. Amore presuppone una relazione, una conoscenza e poi… una scelta. Tutte belle cose che qui vengono schiettamente banalizzate e la cosa bella è che solo nell’ultima trasmissione il programma è stato seguito da circa 500 mila telespettatori. E va bene che a furia di dating show ormai ci siamo abituati a vedere la spettacolarizzazione dell’umano, ma così è un po’ troppo non vi pare?




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Ida Giangrande

Ida Giangrande, 1979, è nata a Palestrina (RM) e attualmente vive a Napoli. Sposata e madre di due figlie, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Ha iniziato a scrivere per il giornale locale del paese in cui vive e attualmente collabora con la rivista Punto Famiglia. Appassionata di storia, letteratura e teatro, è specializzata in Studi Italianistici e Glottodidattici. Ha pubblicato il romanzo Sangue indiano (Edizioni Il Filo, 2010) e Ti ho visto nel buio (Editrice Punto famiglia, 2014).

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